mercoledì, Settembre 9, 2026

Lo sguardo visionario dell’arte: torna a Prato il Contemporanea Festival

PRATO – Ad inaugurare le attività della nuova stagione del Teatro Metastasio di Prato, dal 17 al 26 settembre, sarà CONTEMPORANEA FESTIVAL_21, un progetto che raccoglie percorsi artistici nazionali e internazionali provenienti da diverse discipline, dove la trasversalità dei linguaggi caratterizza la ricerca compositiva e la metodologia della visione.

L’edizione di quest’anno rivolge la sua attenzione al futuro e in particolare alla forza della fragilità che altro non è che la vita, il dipanarsi del nostro intimo destino che ci tiene in equilibrio senza lasciarci cadere.

Per misurarsi con il nostro tempo e abitare lo spazio della riflessione e del mutamento, considerati le impetuose trasformazioni dei contesti, la crisi dei modelli di riferimento e lo shock pandemico, il direttore Edoardo Donatini ha pensato a parole e riflessioni aggiornate che connettano progettualità e pensiero e ha impostato la pratica culturale del festival in modo da stimolare occasioni di trasformazione e rilancio in continuità con i processi e la storia.

CONTEMPORANEA FESTIVAL_21 è dunque un momento di costruzione, inclusione, incontro, sviluppo creativo necessario per delineare future traiettorie, relazioni, luoghi, strategie per la ricerca di nuovi spazi di progetto.

Il programma, con spettacoli, performance e produzioni site specific, accoglie 18 compagnie nazionali e internazionali per un totale di 25 repliche e più di 80 artisti ospiti.

Tra le compagnie straniere, c’è grande attesa per i ritorni della provocatoria performer francese Phia Ménard con un lavoro per sette danzatrici che nutre l’idea di sfida al potere patriarcale e della libera scelta dall’assegnazione dei generi (17 e 18 settembre), e del coreografo Boris Charmatz che giunge sempre dalla Francia per dare forma all’infinito con un ipnotico conto alla rovescia – da 120 allo 0 – interpretato da sei inesauribili ballerini risucchiati da una cacofonia di numeri (26 settembre).

Una scena dello spettacolo “Infini” (foto di Marc Domage)

Arrivano poi la performer tedesca Eva Meyer-Keller che elabora un ampio ricettario per meticolosi omicidi di belle e polpose ciliegie (dal 17 al 19 settembre); il cecoslovacco Viktor Černický con una performance che attua una riflessione fisica della filosofia di Leibniz attraverso un lavoro di costruzione, decostruzione e ricostruzione schizofrenica dell’Universo (18 settembre); la danzatrice e coreografa greca Lenio Kaklea che ricostruisce il paesaggio di una città attraverso gesti e abitudini invisibili, sociali o intimi dei suoi abitanti (19 settembre); l’artista ginevrino Simon Senn con una conferenza/spettacolo piena di domande esistenziali, legali e psicoanalitiche legate al fenomeno del motion capture (24 settembre); la coreografa svizzera Tabea Martin che sfrutta ingenuità e fantasia proprie dell’immaginario infantile per tematizzare giocosamente le comuni percezioni della vita dopo la morte (25 settembre); un assolo dell’artista e performer nata ad Amsterdam da genitori surinamesi Cherish Menzo che rivisita le modelle iper-sensuali protagoniste dei video delle canzoni hip-hop di fine anni ’90 e inizio 2000 per toccare temi attuali e discussi come le nuove forme di femminismo e di misoginia nella cultura hip-hop (26 settembre); una pièce della svizzera Teresa Vittucci che decostruisce metaforicamente il mito della Vergine Maria e smantella i codici di proprietà e di dominazione sessuale, pro e contro il capitalismo (17 settembre).

Un focus sulla coreografia italiana si accende con un assolo della coreografa Elisabetta Lauro sul tema della sovraesposizione alla luce fisica e metaforica (19 settembre); una coreografia di Luna Cenere che riporta al grado zero della vita una piccola comunità di corpi 19 settembre); un lavoro di Francesca Foscarini attorno a femminismo e libertà ispirato agli elementi rivoluzionari dell’estetica del punk-rock (23 settembre).

Ancora, CONTEMPORANEA FESTIVAL_21 accoglie uno spettacolo della compagnia TPO sull’incontro di una ninfa con un satiro (dal 17 al 19 settembre); un appassionato monologo di Oscar De Summa che racconta il suo doppio viaggio, geografico ed emotivo, verso il paese natio per l’ultimo saluto al padre morente (dal 23 al 25 settembre); due operazioni di Maniaci d’Amore e Kronoteatro, la prima che analizza i meccanismi velenosi dei piccoli paesi, il violento maschilismo e razzismo che li guida e le logiche spietate della  gogna pubblica (18 settembre), la seconda che riflette su come la debolezza umana possa trasformarsi in aggressività fornendo ad ogni spettatore in modo smart, interattivo e ironico un capro-espiatorio con cui sfogarsi (23 settembre); una performance di Elisa Pol che, in dialogo con Raffaella Giordano, riflette sulle corrispondenze tra paesaggio e individuo, tra spazi, odori e suoni dei luoghi e i loro intimi riflessi nell’animo umano (24 settembre); uno spettacolo di D’Amato/Stahly, scritto da Maurizio Braucci e Annalisa D’Amato e da lei diretto per osservare come il fenomeno del casting trasformi vite intere in forme di spettacolo (25 settembre).

Una scena dello spettacolo “Horse piste” (foto di Hervè Veronese)

Dopo aver visto la nascita del progetto School of Met lo scorso anno, CONTEMPORANEA FESTIVAL_21 dedica uno spazio specifico alle produzioni e agli incontri curati dagli studenti pratesi e allestisce un angolo del giardino di Palazzo Buonamici con sdraio, cuscini e cuffie wireless per l’ascolto di due podcast realizzati a partire da una serie di interviste a coetanei, conoscenti e perfetti sconosciuti sui temi della salute mentale e dei diritti in carcere (24, 25, 26 settembre). La rielaborazione dei podcast nella forma ibrida di un dj set dal vivo e in diretta streaming viene poi affidata all’emittente web Fango Radio (25 settembre). E, sempre a cura dei ragazzi della School of Met, ci sarà un incontro/lunch aperto al pubblico con lo scrittore, sceneggiatore e direttore artistico del progetto Arrevuoto Maurizio Braucci, la regista e drammaturga Annalisa D’Amato e le attrici e gli attori della loro particolare compagnia formata da professionisti e adolescenti napoletani (26 settembre).

Infine, è previsto l’incontro pubblico “Scritture del Dopo”, a cura di Lorenzo Donati, Maddalena Giovannelli, Rodolfo Sacchettini e Alessandro Toppi per riflettere sulla scrittura scenica, sulle modalità produttive e lo stile, le urgenze soggettive e la scelta di un argomento o di un tema, le modalità di fruizione e le incertezze, i fallimenti e le conquiste che sempre appartengono a un processo compositivo ed artistico. Tale riflessione sarà alimentata intrecciando vocazioni e percorsi, opere e identità di vari creatori e creatrici di narrazioni differenti, che operano altrove dalla scena – generando podcast e sceneggiature cinematografiche, pagine di letteratura o di poesia, docu-serialità televisiva, testimonianza fotografica (25 settembre).

Per tutta la durata del festival sarà attivo il Contemporanea Bistrot presso il Giardino Buonamici, a cura di Atipico.

CONTEMPORANEA FESTIVAL_21 è un progetto del Teatro Metastasio di Prato organizzato con il contributo di Regione Toscana, Comune di Prato e Provincia di Prato e con il sostegno di Estra, sponsor unico di questa edizione.

Tutto il programma e le info su www.metastasio.it

Info Teatro Metastasio – tel 0574 608501 – Cristina Roncucci 0574/24782 (interno 2) – 347 1122817

PROGRAMMA CRONOLOGICO SPETTACOLI

17 settembre, Teatro/Giardino Fabbrichino, ore 18:00

COMPAGNIA TPO

ANGUANA-NAPEE 

Nello spettacolo del TPO una Ninfa, con sembianze di essere immortale, appare ad un satiro; da questo incontro sgorga un amore impossibile, un distacco, una narrazione che si ispira a queste creature che sono personificazioni della creatività e fertilità della natura. Le Napee sono le ninfe dei prati, delle acque, delle montagne, amano la dolce solitudine dei luoghi selvaggi ma a volte concedono il loro amore a qualche fortunato essere umano. Esse abitano luoghi segreti dove la bellezza si può intravedere ma non possedere, amano liberamente uomini o donne, dalle loro unioni con mortali nascono semidei ed eroi.

17 settembre, Ex Cinema Excelsior, ore 19:00

TERESA VITTUCCI

HATE ME, TENDER

In Hate me, tender l’artista Teresa Vittucci lavora sull’ambivalenza della figura della Vergine Maria, che da un lato incarna la madre gentile e addolorata, la donna compassionevole, la più santa di tutte le sante, dall’altro è criticata dal movimento femminista perché archetipo di molti stereotipi femminili. La pièce è una decostruzione metaforica di un argomento sensibile e prettamente politico come lo sgretolamento del mito della Vergine Maria, che rende vani 2000 anni di cattolicesimo, ma anche lo smantellamento dei codici della proprietà e della dominazione sessuale, pro e contro il capitalismo.

17 settembre, Teatro Magnolfi, ore 20.30

EVA MEYER KELLER

DEATH IS CERTAIN

Ispirandosi alle fiabe in cui gli oggetti prendono vita consentendo la proiezione di esperienze e fantasie, in Death is certain la performer tedesca Eva Meyer Keller trasforma alcuni strumenti culinari di uso quotidiano in potenziali armi e elabora un ampio ricettario per meticolosi omicidi di belle e polpose ciliegie, tra cappi, esplosioni, schiacciamenti, folgorazioni e spellamenti. Trentasei mini scenari di tortura ed esecuzione per un metodico e crudele assassinio che converte piccoli gesti quotidiani in atti sadici al limite tra orrore, divertimento e riflessione.

17 settembre, Teatro Fabbricone, ore 21.30

PHIA MÉNARD 

SAISON SÈCHE

Attingendo alla danza, alle arti plastiche, al teatro e al cinema antropologico, Phia Ménard conduce sette danzatrici in un universo proteiforme immerso nel cuore delle lotte contro gli standard e delle rivendicazioni di identità libere. La scena di Saison Sèche è un’architettura, uno spazio bianco, asettico come il candore, all’interno del quale i corpi delle sette donne lottano, fremono, battono i piedi e si contraggono dando vita a un nuovo rituale poetico che nutre l’idea di sfida al potere patriarcale e la libera scelta dall’assegnazione dei generi.

18 settembre, Teatro/Giardino Fabbrichino, ore 17.00

COMPAGNIA TPO

ANGUANA-NAPEE 

Replica

18 settembre, Teatro Magnolfi, ore 17.30

EVA MEYER KELLER

DEATH IS CERTAIN

Replica

18 settembre, SpazioK, ore 18.30

KRONOTEATRO/MANIACI D’AMORE

SIEDE LA TERRA

Siede la terra è uno spettacolo corrosivo e sorprendente sui meccanismi velenosi dei piccoli paesi, sul violento maschilismo e razzismo che li guida ma soprattutto su chi conduce la narrazione di un luogo e dunque su chi ne detiene il potere.

18 settembre, Teatro Fabbricone, ore 20:00

PHIA MÉNARD 

SAISON SÈCHE

Replica

18 settembre, Ex Cinema Excelsior, ore 22:00

VIKTOR ČERNICKÝ

PLI

In bilico tra danza, circo, la performance di Viktor Černický PLI è una riflessione fisica della filosofia di Leibniz, un lavoro di costruzione, decostruzione e ricostruzione schizofrenica dell’Universo. In una piccola scena vuota, 22 sedie da conferenza diventano la metafora fisica delle illimitate dinamiche umane, dove pazienza e impegno trasformano anche i più comuni oggetti in incredibili opere di architettura, sia che si tratti di composizione dello spazio o del design dei nostri pensieri.

19 settembre, Teatro/Giardino Fabbrichino, ore 17:00

COMPAGNIA TPO

ANGUANA-NAPEE

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19 settembre, Teatro Magnolfi, ore 17.30

EVA MEYER KELLER

DEATH IS CERTAIN

Replica

19 settembre, Teatro Metastasio, ore 19.00

LUNA CENERE

ZOÉ

Zoé – appunti sulla nuda vita è una coreografia di Luna Cenere che costruisce uno spazio in cui una piccola comunità di corpi è riportata al grado zero della vita. Uno spazio di ‘riflessione’ sul corpo e sull’esistenza che nella sua nudità si offre allo sguardo, umana, animale, spersonalizzata, acefala. Una scrittura sui corpi e dei corpi che diventa declinazione di forme e significati della nuda vita e da cui emergono domande di tipo politico, sociale, culturale strettamente legate al tema del corpo contemporaneo.

19 settembre, SpazioK, ore 20.30

ELISABETTA LAURO

REGENLAND Elogio del buio

L’assolo della coreografa Elisabetta Lauro Regenland, che potrebbe essere tradotto dal tedesco come paese della pioggia, è un Elogio del buio che affronta il tema della sovraesposizione alla luce fisica e metaforica, un rito di esfoliazione che rivela l’invisibile addentrandosi in profondità nelle crepe dell’essere, nel punto più buio, dove sorge la luce. Una danza che riflette lo scenario emotivo di un immaginario interiore dove toni plumbei e zone di penombra non hanno nulla di malinconico, triste o nostalgico, ma indicano il desiderio di celebrare il caos, affrontare le piccole morti, addentrarsi nelle crepe dell’essere.

19 settembre, Ex Cinema Excelsior, ore 22:00

LENIO KAKLEA

CHOSEN PORTRAITS

Utilizzando la tecnica del montage, l’assolo Chosen Portraits della danzatrice e coreografa Lenio Kaklea è il ritratto di una città, Aubervilliers, ricostruito attraverso le abitudini dei suoi abitanti, è un paesaggio di gesti e abitudini – invisibili, sociali o intimi – che costituiscono una città. Sul palco, la coreografa riorganizza e riassembla la stratificazione delle rappresentazioni del corpo a partire dalle attività di persone osservate in quella periferia parigina, in uno spettro di gesti abituali che vanno dall’ascolto della musica alla boxe, dalla preghiera al pesarsi o al piacere di praticare Zumba. La scena è quella della società segnata dalla mutazione – globalizzazione, immigrazione, neoliberismo, cambiamento climatico – dove tutto è diventato sfruttabile – forza lavoro, aspetto, origini, sesso.

23 settembre, Teatro Fabbrichino, ore 19:00

OSCAR DE SUMMA

L’ULTIMA EREDITÀ

L’ultima eredità è un appassionato monologo di Oscar De Summa che racconta la storia di un doppio viaggio, geografico ed emotivo. È il viaggio del protagonista verso il paese natio per l’ultimo saluto al padre morente e contemporaneamente è il suo percorso di ritorno verso l’infanzia e l’adolescenza da cui era fuggito. È una presa di coscienza del fatto che la vita ha senso solo se posta in contrappeso al mistero indescrivibile ed ineluttabile della morte, di fronte a cui tutto acquista un altro peso e si riallinea con una certa percezione profonda del mondo. L’ultima eredità è quel senso di appartenenza alla vita che ristabilisce la scala dei valori prioritari.

23 settembre, Ex Cinema Excelsior, ore 20.30

MANIACI D’AMORE/KRONOTEATRO

LA FABBRICA DEGLI STRONZI  

Lo spettacolo trascina lo spettatore in un mondo isterico, meschino, fatto esclusivamente di vittime. Qui la colpa di ogni sofferenza, frustrazione e sventura è sempre attribuita a qualcun altro. Con livido umorismo e qualche baluginio di tenerezza, quattro attori, in un turn over di personaggi, danno vita a uomini e donne infelici, arrabbiati, che non sanno dare un nome alla loro frustrazione. Lo stile sospeso, surreale, dei Maniaci d’Amore si sposa così, con quello abrasivo, amaro, di Kronoteatro, in un lavoro originale che esplora il gusto tutto contemporaneo di riconoscersi non in chi agisce ma in chi subisce, la gara popolare a chi sente di bruciare di più nell’inferno che sono gli altri.

23 settembre, SpazioK, ore 22.00

FRANCESCA FOSCARINI

PUNK. KILL ME PLEASE

Per la creazione di Punk. Kill me please, l’indagine della coreografa Francesca Foscarini e del drammaturgo e coreografo Cosimo Lopalco nasce dalla fascinazione per il fenomeno del punk-rock, per gli elementi rivoluzionari della sua estetica e per la leggendaria e tragica relazione tra Sid Vicious e Nancy Spungen, coppia iconica della corrente britannica. Il lavoro dà vita a due corpi femminili, soggetti a trasformazioni continue; due corpi autogeneranti e onnipotenti, sensuali e appassionati, buffi e mostruosi che, condividendo la stessa rabbia e passione per la vita, si ergono a paladini di ribellione e follia, amore e uguaglianza. Un manifesto vivente di femminismo, coraggio, forza, ironia e libertà.

24 settembre, Teatro Fabbrichino, ore 19:00

OSCAR DE SUMMA

L’ULTIMA EREDITÀ

Replica

24 settembre, Contemporanea Bistrot, dalle ore 20:00 alle 23:00

SCHOOL OF MET

trasMETtere voci

Le ragazze e i ragazzi di School of Met sono gli autori di due podcast realizzati a partire da una serie di interviste sulla salute mentale e i diritti in carcere a coetanei, conoscenti e perfetti sconosciuti. Coordinato dal giornalista e scrittore Graziano Graziani, il gruppo ha voluto approfondire due delle tematiche emerse durante questo anno di studio, dando voce alla cittadinanza, con domande semplici ma spiazzanti. I podcast potranno essere ascoltati in un suggestivo angolo del giardino di Palazzo Buonamici allestito con sdraio, cuscini e cuffie wireless che permetteranno agli spettatori di connettersi con le voci e le riflessioni dei ragazzi e delle ragazze. L’emittente web Fango Radio seguirà lo sviluppo dei podcast e curerà la loro rielaborazione nella forma ibrida di un dj set dal vivo e in diretta streaming.

24 settembre, Teatro Fabbricone, ore 20.30

ELISA POL

WALKING MEMORIES

Walking Memories è una performance di gesti e di parole sulla montagna e sul mondo dei ricordi e della dimenticanza, un lavoro di e con Elisa Pol che, in dialogo con Raffaella Giordano, riflette sulle corrispondenze tra paesaggio e individuo, tra gli spazi, le trame, gli odori e i suoni dei luoghi e i loro intimi riflessi interiori nell’animo umano. “L’essere-nel-mondo è una condizione aperta, porosa, disponibile ad accogliere ciò che arriva dal di fuori. Tutto ciò di fatto riverbera dentro di noi e parla ai nostri spazi interiori, ci costituisce e forma quello che siamo e la nostra memoria. Sono convinta che la corrispondenza tra interno ed esterno, in questo specifico il paesaggio montano, sia intrecciata profondamente, qualcosa di fondante dell’esperienza di stare al mondo”.

24 settembre, SpazioK, ore 22:00

SIMON SENN

BE ARIELLE F.

Per alcune sperimentazioni legate al motion capture, l’artista ginevrino Simon Senn ha acquistato su 3dscanstore.com un avatar digitale nudo modellato sul corpo di una donna inglese in carne e ossa, che per poche decine di dollari ha venduto la propria immagine tridimensionale al sito. Nella performance in forma di conferenza/spettacolo Be Arielle F., grazie alla realtà virtuale, il narratore e demiurgo simultaneo Senn dialoga con la giovane donna ponendosi domande esistenziali, legali e psicoanalitiche legate a questa esperienza.

25 settembre, Salone Consiliare Provincia, dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle ore 15:00 alle 18:00

INCONTRO PUBBLICO “SCRITTURE DEL DOPO”

L’incontro pubblico “Scritture del Dopo”, a cura di Lorenzo Donati, Maddalena Giovannelli, Rodolfo Sacchettini e Alessandro Toppi su come il teatro rifletterà il presente. Attraverso quali silenzi, frasi e immagini, con che forme drammaturgico-visive, privilegiando quali trame e storie? E per provare a dirci davvero cosa? Ce lo chiediamo in un incontro durante il quale, senza mai smettere di pensare al palco e ai corpi degli attori, porremo in relazione creatori e creatrici di narrazioni differenti perché si confrontino sui doveri e le urgenze, e sulle possibilità e l’importanza delle parole e della scrittura. Lo faremo dando vita a un confronto diviso in due parti. La prima, durante la quale chiederemo a chi opera altrove dalla scena – generando podcast e sceneggiature cinematografiche, pagine di letteratura o di poesia, docu-serialità televisiva, testimonianza fotografica – come racconta ciò che racconta: le modalità produttive e lo stile, le urgenze soggettive e la scelta di un argomento o di un tema, le modalità di fruizione e le incertezze, i fallimenti e le conquiste che sempre appartengono a un processo compositivo ed artistico. I loro discorsi diverranno quindi la premessa e l’oggetto di partenza di una tavola rotonda pomeridiana in cui le drammaturghe e i drammaturghi presenti – intrecciando vocazioni e percorsi, opere e identità, i copioni che hanno già scritto e quelli che vorrebbero scrivere – discuteranno del loro modo di dire, adesso, sulla scena.

Interventi di: Maurizio Braucci; Paolo Bernardelli; Jonathan Zenti; Michele Lapini; Mimmo Borrelli; Michele Santeramo; Rita Frongia; Chiara Lagani, Valentina de Simone, Diego Vincenti

25 settembre, Teatro Fabbrichino, ore 19:00

OSCAR DE SUMMA

L’ULTIMA EREDITÀ

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25 settembre, Contemporanea Bistrot, dalle ore 20:00 alle 23:00

SCHOOL OF MET

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25 settembre, Teatro Metastasio, ore 20.30

TABEA MARTIN

FOREVER

Frutto di un intenso periodo di conversazioni con bambini attorno ai temi di vita e morte, finitezza e immortalità, con Forever la coreografa svizzera Tabea Martin tematizza giocosamente le comuni percezioni della vita dopo la morte e il desiderio finale di una vita infinita. La scena, danzando sul filo tra comico e tragico, celebra la vita giocando alla morte in un mondo dove antiche divinità e creature vengono rianimate dalle fantasie dei bambini. Attraverso libertà, ingenuità e fantasia proprie dell’immaginario infantile lo spettacolo rappresenta in modo poetico il carattere effimero della nostra esistenza.

25 settembre, Ex Cinema Excelsior, ore 22:00

ASSOCIAZIONE ARREVUOTO TEATRO

CASTING

Casting per un film dal Woyzeck nasce dall’incontro tra la creazione registica di Annalisa D’Amato e l’idea drammaturgica dello scrittore e sceneggiatore Maurizio Braucci. In scena, un gruppo trasversale – di attori professionisti e ragazzi napoletani – conduce lo spettatore attraverso un racconto a più livelli, in cui si osserva come il casting sia diventato luogo, oggi sempre più cercato e diffuso, in cui vite intere si trasformano in forme di spettacolo: “Lo sfoggio di autenticità si è dimostrato un valore particolarmente redditizio”, come intuiva Mark Fisher nel suo Realismo Capitalista, testo cardine di questo lavoro. Lo spettacolo si arricchisce dello sguardo fotografico di Thierry Arensma, autore di foto di scena e ritratti.

26 settembre, Giardino Palazzo Buonamici, dalle ore 11.30 alle 13:00

INCONTRO PUBBLICO LUNCH BREAK CON CASTING

Nel marzo 2021 School of Met ha dialogato con Maurizio Braucci e la regista Annalisa D’Amato a partire dallo spettacolo Casting per un film dal Woyzeck, in cui si osserva come il casting delle vite trasformate in forme di spettacolo sia diventato una pratica oggi sempre più cercata e diffusa. Sono le parole distopiche e visionarie di Realismo Capitalista di Mark Fisher – testo cardine del lavoro di D’Amato/Braucci – ad aver messo in connessione la compagnia di giovanissimi attori con le ragazze e i ragazzi di Prato che, domenica mattina, getteranno ponti tra gli artisti e il pubblico in un incontro in cui sarà possibile conoscere i protagonisti dello spettacolo andato in scena la sera prima presso l’ex cinema Excelsior.

26 settembre, Teatro Fabbricone, ore 18.30

BORIS CHARMATZ

INFINI

Il coreografo Boris Charmatz continua a scavare in maniera sempre più radicale il rapporto organico e conflittuale tra la natura finita del corpo e la moltiplicazione dei numeri, usando l’infinito come punto di partenza delle sue indagini. Oggetto filosofico e matematico allo stesso tempo, pura astrazione e pilastro della realtà, l’infinito è per sua natura un concetto proliferante, la cui essenza è troppo grande da afferrare. Nel tentativo di dar forma a questo “infinito turbolento”, Boris Charmatz crea un ipnotico conto alla rovescia – da 120 allo 0 – interpretato da sei inesauribili ballerini risucchiati da una cacofonia di numeri parlati, gridati e cantati che accompagneranno lo spettatore fino alla fine dello spettacolo. Il tempo, gli anni, i minuti, i fatti storici, la storia dell’arte, i gesti quotidiani, l’amore, la morte e il sesso, sono gli elementi che danno vita a una forma molecolare di danza – un mosaico spezzato e in continua mutazione che diffrange, disperde e condensa.

26 settembre, Contemporanea Bistrot, dalle ore 20:00 alle 23:00

SCHOOL OF MET

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26 settembre, Teatro Metastasio, ore 20.30

CHERISH MENZO

JEZEBEL

Jezebel è una performance di danza di Cherish Menzo ispirata alla figura delle video vixen, le modelle iper-sensuali protagoniste dei video delle canzoni hip-hop di fine anni ’90 e inizio anni 2000. L’immagine delle “hip hop honeys” o “video girls” riproposta costantemente da quel genere di filmati è quella di un modello oggettivato a totale disposizione di una cultura dominata dagli uomini. Ora Jezebel cerca il suo riscatto e rifiuta di essere definita dagli altri e naviga nel paesaggio della cultura hip hop, alla ricerca di modi per recuperare la propria immagine.

Prezzi e biglietti sul sito del Teatro Metastasio. Abbonamento giornaliero che permette di assistere a tutti gli spettacoli in programma in ognuna delle giornate del Festival, sulla base della disponibilità dei posti rimasti liberi, al prezzo unico di € 15,00 (in vendita solo al Front Office del Festival-Biglietteria Teatro Metastasio).

Con il Pass è obbligatorio prenotare il proprio posto per ciascuno degli spettacoli per i quali si è interessati.

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