mercoledì, Settembre 9, 2026

L’impatto del Covid sul Mercato dei fiori di Pescia

di Letizia Porcù

PESCIA – L’emergenza sanitaria dettata dal Covid-19 ha avuto forti ripercussioni su ogni tipo di attività. Anche il settore Florovivaistico Nazionale ha risentito di questa crisi, soprattutto il comparto del ciclo breve (fiori recisi e piante fiorite in vaso).

A Pescia, il luogo dove domanda e offerta per il florovivaismo si incontrano, è il Mercato dei Fiori: istituito nel 1928, si trova nell’edificio attuale dal 1988; la struttura moderna, creata da un gruppo di architetti guidati da Leonardo Savioli, rappresenta, con i suoi oltre undicimila metri quadri di platea di contrattazione, la più grande piazza coperta a livello nazionale e probabilmente europeo.

Il mercato dei fiori di Pescia

L’Azienda Speciale Mefit costituita dal Comune, che gestisce il servizio pubblico di mercato all’ingrosso di fiori e piante dal 2013, registra attualmente oltre 600 aziende florovivaiste iscritte, tra cui 227 produttori e 311 commercianti.

Il direttore del Mefit, Gianluca Incerpi, ha spiegato l’andamento del mercato durante e dopo il periodo di maggior crisi dettata dallo scoppio della pandemia: durante i primi due mesi del 2020 il mercato stava andando bene. A marzo la situazione è precipitata con il Dpcm che dettava la sospensione della maggior parte degli esercizi; di fatto, l’attività della platea del Mefit è stata interrotta dal 12 marzo fino al 29 aprile.

I danni sono stati tantissimi, – sottolinea Incerpi – i fiori e le piante fiorite sono materiale deperibile e i produttori hanno dovuto buttare via tutto. Sono state effettuate delle perizie sulla merce distrutta.”

Il 30 aprile 2020 l’attività in platea ha riaperto e maggio sembrava andare bene, meglio del 2019, ma era un fuoco di paglia, poiché tutta l’Estate, fino ad agosto, il mercato è stato sottotono, molto peggio di come era andato nel 2019.

Il mese con maggior afflusso di merci e movimenti di vendite è tradizionalmente ottobre, in cui si concentrano le vendite per la festa di Ognissanti e per la Commemorazione dei defunti. Anche nel 2020 è stato così.

Poi c’è stato il secondo lockdown a Natale, più permissivo del primo, in cui l’attività del mercato è stata aperta, ma le persone non potevano uscire dal proprio comune di residenza, per cui ci sono state enormi perdite anche in quel periodo.

Durante la primavera 2021 l’attività del mercato ha visto una modesta ripresa, recuperando la posizione del 2019, soprattutto per le piante verdi e i fiori recisi. Ripresa che però ha iniziato a calare da luglio fino ad oggi, non per mancanza di richiesta, ma per un calo del prodotto disponibile e il conseguente aumento dei prezzi. La mancanza di prodotto è l’effetto di un’azione preventiva da parte dei produttori, che per non ritrovarsi a dover buttare tutto come l’anno precedente hanno preferito produrre meno.

Un altro elemento che ha inciso molto sull’attività del settore florovivaistico è stato la sospensione delle cerimonie quali matrimoni, cresime, comunioni, funerali e tutti quegli eventi legati a ristoranti e alberghi, che sono stati chiusi per molto tempo.

“Per quanto riguarda la partecipazione ad eventi legati al mondo della floricoltura, – continua Incerpi – nel bilancio del 2019 abbiamo inserito una voce secondo cui non faremo previsioni per le manifestazioni future. Ad esempio, fino al 2019 abbiamo partecipato alla mostra MyPlant&Garden a Milano, dal 2020 quello che non investiamo per gli eventi preferiamo investirlo tra le spese per la sicurezza.”

Per l’anno 2021 era giunta al Mefit la proposta per Euroflora di Genova, che non ha avuto luogo ed è stata posticipata al 2022, ma ancora non è stato deciso se il Mercato dei Fiori di Pescia parteciperà.

L’unico evento a cui il Mefit ha partecipato è stato, a maggio 2021, il Gran Gala della Coppa del Mondo di ginnastica ritmica, manifestazione qualificante per le Olimpiadi di Tokyo.

Per quanto riguarda la gestione del Mercato, il direttore evidenzia che è stato chiuso il bilancio del 2020 con un utile di 94mila euro. Secondo le previsioni, quello del 2021 si chiuderà con un utile di poco meno di 80-90mila euro.

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