mercoledì, Settembre 9, 2026

Pescia, in consiglio proposte di rilancio per l’ospedale

PESCIA – Il consiglio comunale di Pescia, lo scorso 20 settembre, ha approvato all’ unanimità la mozione presentata dal consigliere Stefano Tanganelli, sulla situazione e gestione dei servizi sanitari e ospedalieri.

Una mozione per il rilancio e lo sviluppo dell’ospedale e dei servizi sociosanitari territoriali.

“Il consiglio comunale ritiene quindi che  l’ospedale di Pescia e la sanità territoriale devono tornare ad essere il cuore dei servizi sociosanitari della Valdinievole con l’impegno di tutti a partire dai sindaci del nostro territorio.
Da qui la richiesta a muoversi subito affinché il nostro ospedale non diminuisca le prestazioni, mantenga e sviluppi alti livelli di qualità dei servizi, soprattutto nelle specialità da sempre fiore all’occhiello del nostro ospedale”.

Inoltre il consiglio “chiede alla Asl Toscana Centro di definire fin da subito una strategia di intervento che investa in risorse umane e materiali nei servizi più importanti, si riportino le sale operatorie a livello delle prestazioni pre-pandemia, si individuino i primari mancanti unica soluzione sia per dare continuità di lavoro ma anche per dare certezza di sviluppo e di crescita professionale a tutti gli operatori, si dia un assetto definitivo al Cup, riducendo le liste di attesa, si affronti e risolva la questione della guardia medica, si dia certezza della prosecuzione di investimenti strutturali nel presidio ospedaliero. Cosi come in stretto rapporto con la Società della Salute si definisca un progetto di ampliamento e innovazione dei servizi sociosanitari territoriale”.

Infine i vaccini. “Mentre dal governo si spinge per un aumento della vaccinazione, in Valdinievole e a Pistoia ci troviamo di fronte alla decisione dell’Asl di chiudere gli hub di Montecatini e Pistoia senza una vero confronto con i sindaci e soprattutto senza comunque presentare un progetto alternativo per la continuazione della vaccinazione. I sindaci come responsabili della salute delle proprie comunità non possono non essere partecipi di queste decisioni”.

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