mercoledì, Settembre 9, 2026

A Le Fornaci concerto da incorniciare dei Route 66 e Andrea Ranfagni

di Alberto Vivarelli

PISTOIA – Sì è aperta ieri sera, venerdì 24 settembre, al circolo Arci Le Fornaci, la stagione dei concerti 2021-2022, una serata (“Memory”) dedicata alla memoria del medico e musicista Claudio Tesi.

Un inizio tutto da incorniciare sia per la presenza di pubblico che per la qualità del concerto dei Route 66 di Piero Balleri, ieri sera davvero in stato di grazia. Un concerto che si è concluso con la performance del musicista fiorentino Andrea Ranfagni, vocalist dei Secret Alliance: un cameo di assoluto livello che ha impreziosito una serata che aveva già fatto il pieno di adrenalina.

Andrea Ranfagni a Le Fornaci

La stupenda voce di Andrea ha fatto venire i brividi agli spettatori per la sua estensione e la pulizia vocali, una esibizione bellissima, degna conclusione di un concerto che ha regalato emozioni a non finire. Come al solito, quando lui canta (e suona la chitarra).

I Route 66 al circolo Le Fornaci nel concerto Memory

Dei Route 66 abbiamo scritto altre volte, si tratta di una band strutturata, che dal punto di vista della qualità opera in un ambito professionistico da quanto sono attenti ai dettagli. Per quanto riguarda i singoli siamo su livelli alti, molto alti:  Piero Balleri, voce e guida “spirituale” del gruppo, a Le Fornaci si trova sempre a proprio agio e non lo nasconde, nei tre precedenti concerti ha sempre sfoderato grandi prestazioni, ma ieri sera si è superato, nei brani non ha messo solo la sua straordinaria capacità interpretativa e le sue notevoli doti canore (non a caso è allievo di Andrea Ranfagni), ha messo l’anima, ha reso quei brani “suoi”, forse perché il concerto era dedicato a un suo carissimo amico e compagno di viaggi musicali.

Una performance accompagnata da Sara Bonfanti, voce calda, avvolgente, che cattura testa e cuore ma che quando c’è da salire di ottave vola via, in alto, molto in alto facendoti sentire le vibrazioni.

Ma Piero guida un gruppo di grandi musicisti della cui bravura più volte abbiamo scritto: Luciano Biondi alla chitarra elettrica (assoli mozzafiato con Ranfagni), Francesco Gabbanini al basso, ormai integrato pienamente dopo la partenza di Mirandi; Giacomo Cinelli alla tastiera Hammond che ha sfoderato una prestazione vocale di assoluto valore e bellezza (stupenda l’interpretazione di Moby Dick del Banco di Mutuo Soccorso); Leonardo Romeo al piano che ha proposto arrangiamenti davvero originali e belli.

Una menzione particolare merita Lorenzo Buscioni, il batterista. Lo confesso: ho un debole per questo musicista, mi affascina il suo modo di suonare. Ci sono stati momenti (a dire il vero, tanti) durante il concerto in cui ho avuto la sensazione che Lorenzo e la sua batteria fossero un tutt’uno, una fusione uomo-strumento mirabile; non sbaglia nulla, ma proprio nulla, detta i tempi senza sbavature, usa la doppia pedaliera con assoluta maestria, prende per mano i suoi colleghi musicisti e li porta fino al termine del percorso. Ieri sera per qualche minuto mi sono concentrato sui suoi piedi: una magìa, movimenti affascinanti che tengono insieme i contro tempi come pochi riescono a fare. 

Infine Matilde Piroddi, la voce narrante. Il timbro della sua voce ti costringe all’attenzione, dà alla voce i giusti accenti, le pause necessarie come se leggesse uno spartito, come se lei stessa fosse uno strumento in più del gruppo; “lega” i passaggi con narrazioni brevi ma coinvolgenti.

Ieri sera Claudio Tesi si sarebbe sicuramente divertito e questo basta.

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