mercoledì, Settembre 9, 2026

La rabbia del Bottegone Basket Junior: “Vogliamo tornare in palestra”

PISTOIA – Da una parte la società Bottegone Basket Junior che aspetta di tornare nella “sua” palestra, la Martin Luther King.

Dall’altra i lavori, terminati dice l’assessore ai lavori pubblici Alessio Bartolomei “è tutto pronto, stiamo cercando di risolvere un problema, quello delle luci di emergenza. Un problema che spero si possa risolvere in tempi brevi, questione di giorni”.

Una bambina del Bottegone Basket Junior si allena alla Capannina

Fatto sta che sono passati 28 giorni dall’assegnazione della palestre e il Bottegone Basket Junior chiede, nuovamente e a gran voce, di tornare ad allenarsi in palestra. La società infatti è costretta a far allenare i bambini in uno spazio privato e di emergenza alla “Capannina”.

“Non ci viene consentito di tornare in quella che è sempre stata la nostra palestra, vale a dire la “Martin Luther King. Lo dobbiamo innanzitutto ai nostri bambini, ed alle loro famiglie, che stanno vivendo sulla loro pelle la mancanza di comunicazione e di chiarezza da parte del Comune di Pistoia nei nostri confronti e, purtroppo, non è la prima volta”.

In un comunicato stampa a firma del presidente Alessio Caramelli, la società esprime “profonda amarezza e rabbia”.

A luglio la riunione per l’assegnazione degli spazi nelle palestre “con la rassicurazione dell’assessore competente che i lavori alla “King”, importanti e fondamentali per avere un impianto sempre più sicuro ed efficiente, si sarebbero conclusi a fine agosto e dal 1° settembre saremmo potuti tornare sul parquet”.

Dal 1° settembre la data è slittata al 6 settembre “con l’attività di minibasket che stava per ripartire, per di più dopo un lungo periodo di stop dovuto alla pandemia e che ci ha visti allenarci addirittura davanti il sagrato della chiesa di San Michele Arcangelo”.

Infine al 20 settembre. Siamo al 28 settembre e ancora la società Bottegone Basket Junior non ha una casa dove allenarsi. “Il calendario dice che siamo già in autunno e, per il secondo anno consecutivo, non possiamo ancora entrare in palestra”.

Per la società è “un danno di immagine notevole perché i bambini che si vogliono avvicinare a questo sport aspettano di avere uno spazio al chiuso mentre chi già c’è vuole certezze sul futuro, e su questo capiamo perfettamente lo stato d’animo delle famiglie, rischiando di veder andar via altri bambini. E’ evidente che siamo di fronte a promesse non mantenute, soprattutto da parte di chi, da anni, ha fatto del voler essere in prima linea sul fronte degli impianti sportivi il proprio vanto. Tutta la nostra società è stanca di essere penalizzata, ancora una volta, per colpe non proprie ed è per questo che chiediamo risposte immediate”.

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