PISTOIA– Terza dose ai pazienti fragilissimi per la struttura operativa complessa (Soc) di Nefrologia degli ospedali di Pescia e Pistoia: in due giorni oltre 200 pazienti hanno ricevuto il vaccino.
In tutte le sedute vaccinali non si sono verificate reazioni avverse immediate. Per implementare sul territorio l’utilizzo del vaccino per tutte le categorie a rischio la vaccinazione è stata eseguita direttamente dal personale medico e infermieristico, diretto da Moira Arcangioli, della Nefrologia.

Come spiega il direttore della Soc di Nefrologia, Alessandro Capitanini, la gestione di questi pazienti fragili è complessa: 10% dei dializzati e oltre il 20% dei trapiantati non hanno sviluppato anticorpi protettivi contro la proteina spike del Covid-19. Per questo motivo la terza dose era necessaria, ed in tempi brevi vista la stagione autunnale alle porte.
“Il coinvolgimento della equipe della Soc di Nefrologa di Pistoia e Pescia nella gestione dei pazienti affetti da Covid-19 prima e dei percorsi vaccinali poi, ha permesso un’azione rapida e coordinata che in pochi giorni ha consentito di somministrare la terza dose ai nostri pazienti fragili. Con questa dose addizionale di vaccino siamo riusciti a mettere ulteriormente in sicurezza i nostri pazienti, sia dializzati che trapiantati”, sottolinea Capitanini.
L’adesione da parte dei pazienti è stata ottimale.
“Ringrazio tutto il personale della Soc di Nefrologia – ha dichiarato la dottoressa Lucilla Di Renzo, direttore sanitario del San Jacopo- che in questi giorni si è impegnato andando oltre i compiti istituzionali classici di una Nefrologia con il raggiungimento dell’obiettivo in tempi rapidissimi”.
Terza dose fragilissimi.
Sono i centri specialistici a convocare i pazienti. Il ministero della Salute ha indicato dieci categorie di pazienti fragili per la terza dose: si tratta dei trapiantati di organo solido in terapia immunosoppressiva, dei trapiantati di cellule staminali ematopoietiche, di coloro che sono attesa di trapianto d’organo, di chi fa terapie a base di cellule T, di chi ha una patologia oncologica, di soffre di immunodeficienze primitive, di chi ha immunodeficienze secondarie, di chi è in dialisi e ha un’insufficienza renale cronica grave, di chi ha una pregressa splenectomia, dei malati di Aids






