mercoledì, Settembre 9, 2026

Da Pistoia a Santiago (e ritorno): in San Leone la mostra sull’altare argenteo

PISTOIA – Una mostra fotografica sull’altare argenteo di San Jacopo, capolavoro dell’arte orafa tardomedievale, ospitata nella stupenda cornice della chiesa di San Leone.

Inaugura oggi l’esposizione “Pistoia Piccola Compostela: l’altare argenteo di San Jacopo a Pistoia”, con i suoi pannelli luminosi in formato “extralarge” che accolgono gli scatti del fotografo Nicolò Begliomini.

Fotografie in alta definizione e realizzate con tecnologie innovative per restituire al meglio i dettagli e i particolari delle numerose formelle che compongono le “storie” a tema sacro narrate nei vari registri dell’altare, e per offrire ai visitatori un’immagine completa di questa importante opera, sottolineandone la qualità, la complessità e l’alto valore artistico. Oltre, ovviamente, a utilizzare il linguaggio della fotografia per avvicinare il pubblico alla “bellezza” di un autentico “tesoro” artistico, patrimonio non solo della diocesi, ma dell’intera città, custodito nella Cappella del Crocifisso della Cattedrale cittadina.

Un momento dell’inaugurazione della mostra

La mostra arriva a Pistoia sull’onda del successo ottenuto a Santiago di Compostela, dove quest’estate ha accolto oltre quindicimila visite in meno di due mesi; resterà visibile al pubblico pistoiese in San Leone fino al prossimo 31 gennaio 2022, nell’ambito degli eventi promossi in occasione dell’anno jacobeo, per poi diventare itinerante ed essere ospitata di volta in volta in altre città.

Un significativo strumento, quindi, di conoscenza di questo capolavoro, di riscoperta dell’identità storica e religiosa di Pistoia e di promozione culturale della città, come hanno evidenziato tutte le autorità intervenute alla cerimonia di apertura della mostra.

“L’esposizione ha permesso di rinsaldare i legami storici, religiosi e devozionali tra la nostra città e Santiago di Compostela, nel segno del comune culto jacobeo – ha affermato il sindaco Alessandro Tomasi – è un onore e un orgoglio per Pistoia, in un anno così particolare, ospitare una mostra che rinsalda l’identità cittadina e il comune senso di appartenenza a una comunità, guardando allo stesso tempo al passato e al futuro”.

“Queste belle immagini ci fanno apprezzare ancora di più uno dei nostri capolavori artistici e ci devono far ricordare l’azione e l’opera del vescovo Atto, un personaggio fondamentale della storia pistoiese – ha sottolineato il vescovo Fausto Tardelli – il primo a intuire che la città, all’epoca in preda a lotte intestine e spesso minacciata dai nemici esterni, poteva avere una base unitaria e uno sviluppo come centro religioso e di pellegrinaggio grazie al possesso di una reliquia dell’apostolo Giacomo. Si deve proprio alla sua lungimiranza, se così si può definire, e alla sua abilità politica la nascita del culto jacobeo a Pistoia”.

Particolare di una formella dell’altare argenteo

“Le riproduzioni fotografiche delle formelle e dei particolari dell’altare argenteo sono straordinarie – ha affermato Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani in visita a Pistoia – perché rivelano non solo la bellezza di un’opera d’arte che ha pochi eguali, ma ci trasportano in un mondo fatto di figure vive e vitali, di storie evangeliche narrate con un linguaggio innovativo ma allo stesso tempo ancorato a una lettura popolare.

È una bella iniziativa di condivisione di un monumento che può essere così ammirato dal pubblico nella sua interezza e complessità; molto suggestivo è anche il dialogo tra i pannelli e le pareti e le volte affrescate della chiesa”.

Le fotografie di Begliomini permettono al visitatore di “immergersi” alla scoperta dell’altare e di “entrare dentro” le storie e le vicende narrate nelle formelle dei paliotti: il risultato è un affascinante viaggio in un’opera composita, realizzata nell’arco di quasi due secoli, e alla quale presero parte cinque generazioni di maestranze orafe pistoiesi, fiorentine e senesi, ciascuna delle quali diede all’altare la propria “impronta”.

Dalle Storie del Vecchio a quelle del Nuovo Testamento, passando per le Storie di San Jacopo, è un perdersi fra immagini di grande impatto visivo, tra figure di profeti, santi e apostoli, ma anche di uomini e donne comuni, che si mostrano vivi, in movimento, testimoni di una nuova espressività e di un nuovo linguaggio scultoreo che guarda all’arte gotica del Pisano o di Arnolfo, e si distacca sempre più dai rigidi schemi medievali e bizantini.

Una mostra da vedere, che resterà aperta nei seguenti orari: martedì-venerdì dalle 14 alle 18 (la mattina per gli studenti), sabato-domenica dalle 10 alle 18. Ingresso contingentato con Green Pass.

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