FIRENZE – Zucchero “Sugar” Fornaciari riscalda una serata fresca e umida di inizio autunno regalando al pubblico fiorentino i suoi più grandi successi di quarant’anni di carriera.
Un concerto interamente in acustico, che giunge a conclusione di un tour estivo organizzato in tempi stretti ma fortemente voluto dal cantautore emiliano, dopo lo spostamento al prossimo anno delle date primaverili all’Arena di Verona, “per superare insieme questo periodo difficile, restando uniti e vicini grazie alla musica”.

Si presenta così Zucchero sul palco dell’Ultravox Arena, “nudo e crudo” nel suo stile inconfondibile, tra cappelli, chitarre e ritmi blues e soul che ci trasportano negli scenari e nelle atmosfere della Virginia, del Mississippi, dei jazz club di New Orleans, in quel profondo sud degli Stati Uniti che fin da inizio carriera ha rappresentato per il cantautore un luogo d’incontro di generi e influenze musicali divenuti presto modelli da seguire.
D’altronde Zucchero, all’anagrafe Adelmo Fornaciari, non ha bisogno di presentazioni: gli oltre 60 milioni di dischi venduti, i 30 album pubblicati, i tour internazionali, i riconoscimenti ottenuti all’estero rivelano un artista capace di ottenere una ragguardevole popolarità oltre i confini italiani e di essere annoverato tra i più importanti esponenti della musica blues, sia grazie alla sintesi e all’incontro della musica d’autore italiana con generi propri del sud degli Stati Uniti, sia grazie alle sue fortunate collaborazioni con artisti di livello mondiale.
Il concerto fiorentino prende avvio dai successi degli ultimi anni, da “Soul mama” a “Spirito nel buio”, da “Voci” a “Sere d’estate”, in un “viaggio a ritroso” attraverso i singoli che hanno segnato le tappe fondamentali della sua carriera. Zucchero parte un po’ in sordina e in silenzio, solo dopo la prima mezz’ora di concerto prende la parola e saluta il pubblico, con il suo fare istrionico e un po’ irriverente, scatenando applausi a scena aperta. Si prosegue con canzoni come “Indaco”, “Rossa mela della sera”, “Diamante”, “Il volo”, pezzi che ci riportano indietro agli anni Novanta, periodo della consacrazione a livello internazionale dell’artista.
Tutti in piedi per il gran finale, con “Baila Morena”, “Diavolo in me”, “Hey man”. Concerto finito? Niente affatto, perchè anche dopo il primo bis il pubblico rumoreggia e invita Zucchero a uscire di nuovo sul palco per un ultimo pezzo: la versione acustica di “You are so beautiful” di Billy Preston, omaggio al grande polistrumentista statunitense.
Zucchero saluta e benedice il pubblico prima di congedarsi: “ciao Firenze, ci rivedremo presto! Il blues non morirà mai!”.










