LUCCA – Al Lucca Film Festival una serata “reunion” di una parte del cast di “Mediterraneo” di Salvatores, a trent’anni dall’uscita in sala.
Ne hanno parlato tre dei protagonisti presenti in sala prima della proiezione: Claudio Bisio, Vasco Mirandola ed il “nostro” Claudio Bigagli che ricordiamo è di Montale. L’atmosfera è serena e molto piacevole, Bisio padroneggia l’incontro con la sua comicità innata. Ricorda che per arrivare sull’isola dove è stato girato il film si deve arrivare ad Atene, quindi a Rodi e da quest’ultima otto ore di traghetto. Oppure con un aereo di piccolissime dimensioni che è l’unico che può atterrare nell’aeroporto sterrato che poi è quello dove è stata girata una scena del film.

Il pubblico non risparmia gli applausi e le risate quando Bisio racconta alcuni aneddoti. Virtualmente appare poi anche lo stesso Salvatores che, impegnato a Verona nelle riprese del suo nuovo film “il ritorno di Casanova” con protagonista Toni Servillo, manda i suoi saluti al cast e al Festival di Lucca con un contributo video.
Vasco Mirandola ricorda che nel 1991 anche la rivista Playboy si occupò del film con un articolo. Bigagli ricorda invece che fin da subito tutti i partecipanti del film si sono sentiti una famiglia, sviluppando una vera amicizia che traspare anche vedendo il film, “ci siamo voluti bene” nonostante il poco tempo trascorso insieme.
“E’ chiaro che non eravamo amici per la pelle – continua Bigagli – però è stata una vera amicizia nata sul set, questa è una cosa che ricordo molto volentieri. Questo senso dell’amicizia è stato anche uno dei motivi che ha decretato il successo del film”.
Bigagli poi racconta alcuni episodi successi durante le riprese del film. “Un membro della troupe organizzava per chi voleva delle sedute di Yoga, meditazione e ginnastica dolce, molti di noi partecipavano. Diego Abatantuono invece arrivava con il suo motorino strombazzante disturbando, motorino che non gli sarebbe servito vista la scarsissima distanza della sua abitazione dal set. Alternativo allo Yoga c’era il giocare a pallone”.
Non sono mancate alcune disavventure come quando Bigagli vede scivolare in acqua un ragazzo che si trovava vicino a lui. Senza pensarci due volte si getta in acqua anche lui per salvarlo ma non era necessario perché il ragazzo non aveva bisogno di essere salvato mentre Bigagli, per venire fuori dall’acqua, mette una mano su un riccio e per guarire dagli aculei impiantati gli ci è voluta una settimana.

Un altro incidente si è verificato quando gli artificieri presenti per simulare dei colpi di arma da fuoco (sparati da Giuseppe Cederna per tenere lontano i suoi compagni da Vassilissa) hanno fatto esplodere alcune microcariche ed una di queste ha provocato il lancio di una scheggia che si è conficcata in una mano di Abantatuono. Quest’ultimo, facendo finta di niente, ha continuato a recitare fino alla fine della scena.
Poi è stata la volta della mula bianca. Necessaria sul set perché prevista dalla sceneggiatura, l’attrezzista non ce l’aveva a disposizione ma aveva un asino. Prova cercarla in Turchia ma gliela davano solo macellata quindi sistema la cosa colorando l’asino di bianco e facendogli “scomparire” l’enorme batacchio con una sacchettata di ghiaccio.
Ricordiamo che questo film ha ricevuto un Oscar come miglior film straniero nel 1992, bissando l’Oscar vinto del 1990 con Nuovo Cinema Paradiso. Prima della proiezione e alla fine dell’incontro gli attori sono stati omaggiati con piccoli ricordi realizzati dallo scultore Fabio Romiti.









