mercoledì, Settembre 9, 2026

Possibile: il silenzio delle Istituzioni sul pestaggio al Macrolotto

“Dopo aver atteso invano una qualsiasi  giustificazione da parte delle cariche istituzionali preposte alla tutela delle libertà costituzionali dei singoli e delle loro associazioni, siamo passati allo stupore e all’indignazione per un silenzio istituzionale carico di inquietanti significati. Ci riferiamo al Prefetto e al Questore di Prato, rimasti  finora senza parole di fronte al brutale assalto di cui  è stato vittima, all’esterno della Dreamland (azienda di pronto moda), un picchetto sindacale formato da operai stranieri che pacificamente manifestavano per il diritto a non essere più sfruttati, condizione molto diffusa nell’area pratese.  

L’aggressione davanti all’azienda Dreamland

Si è trattato di un feroce pestaggio messo in atto da una squadra di energumeni armati di mazze da baseball e spranghe, arrivati su un furgone, a cui la polizia ha assistito senza intervenire per impedire l’aggressione, limitandosi a filmare la scena con i telefonini e chiamando i rinforzi. Di fronte al loro silenzio, chiediamo al Questore e al Prefetto  di Prato se il mancato intervento da parte delle forze dell’ordine mandate al Macrolotto a presidiare il picchetto sindacale sia stato dovuto a istruzioni ricevute dall’alto, oppure se sia frutto della libera scelta dei poliziotti, il che non potrebbe non avere conseguenze disciplinari. Qualora questo comportamento deprecabile fosse  riconducibile a precise regole di ingaggio, denunciamo la responsabilità del Prefetto e del Questore nell’aver operato  una chiara  scelta di campo, riconducibile a un’epoca che ritenevamo superata con l’avvento della “Repubblica fondata sul lavoro”.  Una decisione oltretutto inammissibile in un momento in cui il Paese è attraversato da scioperi e manifestazioni eterodirette e da aggressioni ai sindacati che ci ricordano l’avvento del  fascismo.

Questore e Prefetto riflettano dunque sul proprio ruolo nell’attuale momento storico, assumendosi pubblicamente le responsabilità che competono loro e traendone le conseguenze.  

Mentre invitiamo le Istituzioni cui compete la tutela fisica dei cittadini e delle loro organizzazioni democratiche ad uscire dal silenzio e dall’inerzia, confermiamo ai lavoratori che sono stati  oggetto di violenza squadrista e ai sindacati che li rappresentano  la nostra piena solidarietà di partito antifascista”.

Possibile Prato

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