mercoledì, Settembre 9, 2026

Un “dialogo di coppia” nell’ombra: Francesca Sarteanesi porta in scena “Sergio”

di Stefano Di Cecio

PISTOIA – La nuova stagione teatrale del Funaro di Pistoia ha visto andare in scena lo spettacolo “Sergio” interpretato da Francesca Sarteanesi.

Scritto con la collaborazione di Tommaso Cheli, i costumi di Rebecca Ihle, una produzione Kronoteatro e Gli Scarti, con il sostegno di Armunia residenze artistiche e Festival Inequilibrio.

Francesca Sarteanesi in una scena dello spettacolo (foto di Stefano Di Cecio)

In un’atmosfera quasi irreale per il ritorno del pubblico nel piccolo teatro del Funaro dopo la lunga assenza causa Covid, Francesca ha presentato la sua ultima creazione, “Sergio”. Sola sul palcoscenico, appare dopo qualche secondo di buio completo. In verità non è sola, il suo è sì un monologo ma quello che ci mostra è un dialogo con Sergio che, se pur non presente, lo si può immaginare facilmente a fianco a lei o forse meglio di fronte a lei. 

Il tono della conversazione appare come una “resa dei conti”. Alcuni dettagli ci suggeriscono che è estate e allora la resa dei conti potrebbe essere simile a quella dei film western dove, nel finale, i protagonisti si affrontano una volta per tutte. Qui non sappiamo come andrà a finire, forse non è il caso in cui uno dei due soccomberà, forse riusciranno a trovare la “quadra” dello stare insieme, “l’equilibrio” così difficile da raggiungere.

Il dialogo va avanti citando persone e situazioni che hanno circondato e che continuano a circondare la vita dei due, la mamma di Sergio, la sua famiglia, la “Giuliana” che sa sempre come mettere in difficoltà gli altri durante le conversazioni. Persone che non sono state “scelte” ma che fanno parte comunque del “corredo” acquistato sposando Sergio.

Francesca Sarteanesi (foto di Stefano Di Cecio)

Ci sono anche gli “amici”, fra virgolette sì, perché quando li vanno a trovare per portare loro un regalo, fanno aprire la porta alla figlia e loro si nascondono, perché non vogliono vederli, perché sono “pallosi”. Meno sappiamo di Francesca o del suo personaggio se non che è del Sagittario e “non è mai contento” e non può essere colpa di Sergio che non lo sapeva quando l’ha sposata.

Certi luoghi comuni o modi di esprimersi vengono sezionati ed analizzati con un certosino e maniacale “metodo”, quasi come se l’analisi delle parole usate riuscisse a trovare una soluzione a rendere le conversazioni più agevoli e comprensibili. “Le parole sono importanti” diceva Nanni Moretti in Palombella Rossa, e qui lo sono eccome.

I protagonisti non hanno età, è una coppia in cui ciascuna altra coppia “datata” si può rispecchiare, a volte ridendo, a volte anche piangendo perché le relazioni non sono facili da portare avanti.

Francesca interpreta oltre un’ora del monologo/dialogo in maniera intensa tanto da non far avvertire il tempo che passa; anzi, un “racconto” che affascina il pubblico e lo rende partecipe nel vivere questo spaccato di vita di coppia. Poi il buio riavvolge lei e la sala, il lampo che ha illuminato questo istante di vita si spegne lasciando negli spettatori sensazioni che ognuno elaborerà a modo suo.

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