di Giacomo Martini
ROMA – La Festa del Cinema e Alice nella Città, hanno presentato l’anteprima di Eternals, film di Chiusura della manifestazione e della sezione autonoma e parallela; diretto da Chloé Zhao, autrice premio Oscar, al suo debutto nell’Universo.
“Quando la prima volta mi è stato chiesto di partecipare al progetto esisteva già un trattamento, Jack Kirby creò questi personaggi e decise di uscire dal consueto schema, scegliendo di guardare il mondo da un altro punto di vista, abbracciare un mondo più grande. Un regista che ammiro molto ha detto che noi registi in fondo facciamo sempre il tentativo di esplorare lo stesso tema, in fondo facciamo sempre lo stesso film: i personaggi qui erano già creati, però sì, sono ai margini, particolari”, riflette l’autrice, così evocando il soggetto del suo premiato Nomadland.
Un viaggio nel tempo, tanto che il prologo nella civiltà Sumera – cui segue una sorta di “sigla” di testa, architettata con tagli d’immagine partoriti dalle pagine dei fumetti – è un’intera sequenza musicata da Time dei Pink Floyd, per arrivare nella Londra presente: un viaggio che continua da 7000 anni, che passa epoche e geografie, dalla Babilonia del 575 a.C. – sequenza in cui c’è una magnifica ricostruzione dell’intera struttura celeste dell’architettura dell’antica città mesopotamica – al quartiere londinese di Camden Town, punto di ripresa dell’avventura degli Eterni, che nel frattempo si sono spartiti nelle latitudini e longitudini del mondo: i Devianti sono tornati, Sersi (Gemma Chan, già Minn-Erva in Captain Marvel) e Sprite (Lia McHugh), che vivono insieme nella capitale britannica, sono le prime prede/paladine, finché a loro supporto fa il suo ingresso in scena Ikaris (Richard Madden), innescando così il viaggio nel viaggio, quello che porta il gruppo a spostarsi dal profondo cuore degli Stati Uniti all’Australia“.
Dalle origini della festa la sezione di maggior successo è “Alice nella Città“ , che quest’anno premia il film “Petit Maman “ di Celine Sciamma come miglior film. La giovane giuria, composta da 30 ragazzi provenienti da tutta Italia, ha scelto di attribuire il riconoscimento al “delicato, elegante, profondo e poetico” film della regista francese per la sua “capacità di coinvolgere emotivamente e di trasportare lo spettatore, all’interno di un viaggio immersivo e nostalgico, in un mondo che fa della purezza e della semplicità i suoi punti di forza”.
Da sempre attenta al mondo dei giovanissimi e al tema dell’identità femminile, Sciamma è tornata con Petite Maman alle atmosfere di Tomboy, uno dei suoi film più amati, dimostrando ancora una volta una sensibilità fuori dal comune. Il film ha per protagonista Nelly, una bambina di 8 anni che dopo la morte della nonna passa qualche giorno nella casa di campagna dove è cresciuta la madre, Marion. Girovagando nel bosco, si imbatte per caso in un’altra bambina che sta costruendo una capanna di legno e con cui nasce un rapporto speciale: la nuova amica si chiama proprio Marion.
Come è tradizione al termine il direttore artistico Antonio Monda e la presidente della Fondazione Cinema per Roma Laura Delli Colli tracciano un bilancio della manifestazione. 66 film, in rappresentanza di 23 paesi, budget pari a 4.165.000.
Tra i punti di forza gli Incontri Ravvicinati, in collaborazione con Cinecittà: 15 in tutto, con personaggi che vanno da Zadie Smith a Zerocalcare, da Claudio Baglioni a Bernard Henri Lévy.
“Molti film come Belfast, Passing, C’mon C’mon, Gli occhi di Tammy Faye li ritroveremo probabilmente agli Oscar – afferma Monda – come già accaduto in passato”.
Altri fiori all’occhiello: i premi alla carriera a Tim Burton e Quentin Tarantino, le 22 registe donne, “frutto di qualità e non di quote”. Sale all’89% di riempimento, 326 proiezioni, 37mila biglietti venduti, 55mila ingressi tra pubblico e accreditati (gli accrediti sono circa 3.800): questi i numeri della sedicesima edizione della Festa di Roma, un’edizione che – si spera – segni la fine dell’emergenza Covid.









