di Marzio Dolfi
PISTOIA – “Sono al primo giorno, se mi sento un po’ disorientata, avverto però anche una grande empatia e mi sembra di aver conosciuto già persone molto attente e sensibili. Posso dire insomma che cominciamo bene”.

Sono le prime parole del nuovo Questore Olimpia Abbate, che si è appena insediata al vertice della Questura pistoiese. Inutile dire che è la prima donna che nella nostra provincia prende la guida della Polizia di Stato.
E non è questo un elemento che la preoccupa più di tanto: “sarà la città – ha detto – a leggere i diversi aspetti di avere un Questore donna. So piuttosto che sarà un comunque un ruolo impegnativo e difficile, che faccio però ormai da più di metà della mia vita”.
Oggi è stata, per lei, giornata di incontri. Fra gli altri anche quello con il Prefetto Gerlando Iorio, con il quale si ritrova a Pistoia. I due infatti si conoscono da quando entrambi hanno lavorato assieme rispettivamente, come Capo di Gabinetto del Prefetto di Caserta e Capo di Gabinetto del Questore di Caserta, durante l’intensa stagione di lotta alla criminalità organizzata messa a punto come “Modello Caserta”.
Nel suo primo incontro con i giornalisti delle testate locali il nuovo Questore non nasconde le sue carte. Sottolinea di aver già preso contatto con la città prima in un giro notturno a bordo di una volante, poi in una puntata in piazza del Duomo. Quando le viene chiesto quale potrebbe essere un obiettivo prioritario, risponde che sarà “attenta principalmente ai problemi dei giovani: bullismo, violenze di genere, dipendenze”.

“Sarà questo un aspetto prioritario, ma l’obiettivo – aggiunge – sarà naturalmente la sicurezza del territorio, alla quale mi dedicherò con la massima attenzione”.
Racconta poi di quando, da giovane laureata in Giurisprudenza, si è come “imbattuta” nella pubblica sicurezza. Un incontro quasi casuale, che è divenuto per strada un modo di vivere, un impegno “fatto con passione ed entusiasmo”.
Un lavoro – aggiunge il Questore Olimpia Abbate – che non si fa da soli, per questo occorre “riuscire a creare una squadra compatta” e anche cercare “sempre di sdrammatizzare, anche se so benissimo che siamo ogni giorno a contatto con storie e situazioni non proprio felici”.
Dalle finestre dell’ufficio al secondo piano della Questura entra un bel sole: l’atmosfera giusta per salutare un nuovo inizio.







