mercoledì, Settembre 9, 2026

Bolsonaro non è degno di rappresentare i morti per la libertà

PISTOIA – Li chiamavano “pracinhas” (soldatini) i ragazzi della Força Expedicionaria Brasileira, che combatté con le truppe alleate tra il 1944 e il 1945, soprattutto in Toscana, tra Versilia, Garfagnana, e lungo la Linea Gotica fino a Bologna.

Sepolti a Pistoia, i resti dei militari caduti furono riportati in Brasile nel 1960. Ma a Pistoia è stato poi costruito il Sacrario a ricordo di tutti i giovani brasiliani morti in Italia, che ha suggellato il legame profondo, per la pace e la libertà, tra la città e il paese sudamericano.

Nel 2014 il Brasile decise di conferire alla città di Pistoia la medaglia dell’Ordine al Merito Militare da parte del superiore tribunale militare del Brasile “per la stretta collaborazione e gli eccezionali servizi prestati alla giustizia militare brasiliana durante la seconda guerra mondiale”.

Nel Dopoguerra il Brasile ha avuto alterne e dolorose vicende politiche, per molti anni non all’altezza del tributo pagato da quei 25.000 giovani alla lotta per la democrazia e la libertà.

Ora il Brasile è uno stato democratico, ma dal 2019 è guidato da Javier Bolsonaro: un ex militare dell’estrema destra, apertamente omofobo, sostenitore di politiche nazionaliste e populiste.

A pochi mesi dal suo insediamento, sono iniziate le devastazioni e gli incendi in Amazzonia, senza che il suo governo abbia preso seri e tempestivi provvedimenti, col risultato di favorire le potenti lobby dell’agribusiness che l’avevano sostenuto elettoralmente e di allontanare, fino a cancellare, le tribù indigene della foresta.

Il 10 agosto 2021, l’Associazione dei popoli indigeni del Brasile ha chiesto formalmente alla Corte penale internazionale di aprire un’inchiesta a carico di Bolsonaro con l’accusa di genocidio, ecocidio e politica anti-indigena. Bolsonaro è anche accusato di aver favorito i contagi da Covid-19 all’interno delle comunità autoctone, che hanno visto 57.000 infetti e 1.166 morti su una popolazione di 900.000 persone.

Il 27 ottobre 2021, con 7 voti favorevoli su 11, la Commissione d’inchiesta sul Covid del Parlamento brasiliano ha approvato le conclusioni di un’indagine che raccomanda l’incriminazione di Bolsonaro per nove reati legati alla gestione dell’emergenza sanitaria, tra cui i crimini contro l’umanità, per aver esposto deliberatamente i brasiliani alla contaminazione di massa; ma si parla anche di prevaricazione, ciarlataneria e istigazione a delinquere. Sono stati 606.000 i brasiliani morti per Covid su una popolazione di 212 milioni.

Per il 2 novembre è stato annunciato l’arrivo di Bolsonaro a Pistoia, in visita al Monumento votivo di San Rocco.

Per quello che abbiamo ricordato, Bolsonaro non è degno di rappresentare i morti per la libertà ricordati nel Sacrario di San Rocco a Pistoia.

Per quello che abbiamo ricordato, chiediamo alle autorità civili della città di non presentarsi ad accoglierlo durante la sua visita.

Per quello che abbiamo ricordato, sosterremo le manifestazioni pacifiche che il 2 novembre, al Sacrario di San Rocco, vogliano testimoniare il dissenso verso l’attuale Presidente del Brasile, denunciato presso le corti internazionali e a breve anche dalla corte del suo paese per reati che i “pracinhas” combatterono con le armi, anche a prezzo della vita.

Associazione Palomar

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