MONTECATINI – La storia e i contenuti di una candidatura che ha portato la città e le sue terme nel patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. Con uno sguardo al futuro, alle opportunità e agli impegni da mettere in campo per la gestione di questo percorso.
Sono i temi all’ordine del giorno di un incontro dal titolo “Montecatini Terme, la spa giardino d’Europa nel patrimonio Unesco, organizzato da Federalberghi Apam (con il patrocinio del Comune) e in svolgimento giovedì 11 novembre a partire dalle 15 nella sala Giuseppe Verdi del Grand Hotel Plaza e Locanda Maggiore (piazza del Popolo 7).
Ad aprire gli interventi sarà il presidente di Apam Carlo Bartolini, con una introduzione alle tematiche che saranno poi affrontate da Beatrice Chelli (presidente del club Unesco Montecatini e interlocutrice della città durante tutte le fasi della candidatura); Rafaela Verdicchio (site manager), che parlerà del “Piano di gestione e valorizzazione di un sito seriale transnazionale”; Claudia Massi (architetto ed esperta della città nella candidatura Unesco); Adele Cesi (Mibac – Focal point nazionale per la convenzione sul patrimonio mondiale Unesco), che interverrà su “Grandi città termali d’Europa: Montecatini un sito del patrimonio mondiale per tutti”. Chiuderà il pomeriggio, attorno alle ore 17, il sindaco Luca Baroncini. L’evento verrà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook di Federalberghi Montecatini Apam.
«Questo appuntamento – dice il presidente Bartolini – cercherà di dare gli strumenti e di far comprendere ai colleghi e a tutta la cittadinanza l’importanza da un punto di vista del prestigio (che assume anche un rilevante valore turistico) di questo percorso. E questo in modo che si possa mantenere alta l’attenzione verso la conservazione di questo riconoscimento e agevolare le funzioni della sua divulgazione verso l’esterno. E’, in definitiva, una chiamata alla responsabilità non solo da parte di tutti noi cittadini e imprese, ma anche delle istituzioni, che gestiscono la nostra città-giardino e sono proprietarie delle Terme. Serviranno quindi dei percorsi formativi (e sotto questo aspetto penso anche alle scuole) e maggiori consapevolezza e responsabilizzazione verso il futuro: non si può scherzare con un patrimonio che non è più solo “nostro”, ma dell’intera umanità».






