mercoledì, Settembre 9, 2026

Arrestate due vigilesse della Municipale di Agliana

AGLIANA – Terremoto nella Polizia municipale di Agliana: stamani i Carabinieri hanno arrestato due agenti , sulle quali pendono accuse molto gravi: fra cui atti persecutori, falso ideologico, calunnia e rivelazione di segreti d’ufficio. Una di loro è anche accusata di furto aggravato. I due sono ora agli arresti domiciliari.

Una pattuglia dei carabinieri

Il provvedimento è scattato stamani, eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Pistoia, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Pistoia su richiesta della Procura.

L’indagine, condotta dai Carabinieri della Stazione di Quarrata e Montale, unitamente alla Sezione di Polizia Giudiziaria dei Carabinieri, con il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, nasce dalla dichiarazioni di una ex – collega delle due agenti, che nel novembre 2020 aveva presentato alla Stazione di Quarrata una denuncia di furto delle chiavi dell’auto, sparite dal suo armadietto proprio nella sede della Polizia municipale di Agliana.

Da quel furto avvenuto all’interno di un Comando di polizia, ai danni di un agente in servizio, sono scaturiti sospetti e indagini, anche in considerazione che la vettura non era stata poi rubata, così come nulla al suo interno era stato sottratto.

Un episodio da cui insomma erano partiti una serie di accertamenti.

Dall’inchiesta sono via via emersi elementi indiziari sull’esistenza di un clima di forte tensione all’interno della Polizia municipale di Agliana, con comportamenti apertamente ostili assunti nei confronti di alcuni dipendenti “non graditi”.

Un clima nel quale sono avvenuti “plurimi e pretestuosi procedimenti disciplinari, demansionamenti arbitrari”. Non solo. C’erano state anche ingiurie alla presenza di altri colleghi e anche di privati cittadini: una vera e propria escalation da quando presso quel Comando era giunta una nuova agente, assunta nonostante fosse gravata da una sentenza passata in giudicato per il reato di calunnia e nonostante fosse stata precedentemente licenziata da un altro Comando di Polizia municipale toscano: informazione rilevante, omessa ai fini dell’assunzione.

In pratica insomma sarebbero stati prodotti documenti falsi finalizzati alla riconferma nel ruolo dell’agente.

Nel corso delle indagini sono emerse anche elementi che proverebbero che le due agenti avrebbero inviato esposti anonimi e accusatori nei confronti di chiunque si opponesse al loro progetto di “modellare” il Comando di Agliana “a loro immagine e somiglianza”.

Scritti arrivati anche, in violazione del segreto d’ufficio, ad alcuni organi di stampa: tutto per alimentare un forte clima di pressione intorno alle vittime del loro disegno, additandole come responsabili di abusi e reati.

Le due indagate sono state quindi sottoposte agli arresti domiciliari in quanto, proprio in virtù del ruolo e della funzione ricoperta, ritenute potenzialmente in grado di reiterare i reati e di alterare le prove dei reati.

Gli uffici del Comando della Polizia Municipale di Agliana sono stati perquisiti, con il sequestro di supporti informatici e altri documenti. (m.d.)

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