di Gabriele Zollo
PISTOIA – Ivano Paci è stata una presenza costante nella mia vita: nello scoutismo, sui banchi dall’istituto Pacini dove mi ha insegnato economia, nell’aula del Consiglio comunale di Pistoia dal 1970, lui capogruppo della Democrazia Cristiana ed io consigliere alle prime armi nelle vicende della Democrazia Cristiana di cui è stato segretario provinciale.
Ed infine la sua esperienza più significativa, la lunga presidenza della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia.

In quel ruolo, nel 2000, Paci mi propose alla presidenza della banca e per 12 anni la nostra frequentazione è stata continua.
Paci era un azionista anomalo, mentre di solito gli azionisti chiedono a chi gestisce una loro azienda quanti dividendi distribuirà, con il socio Fondazione le richieste principali erano altre e cioè quanti finanziamenti stessimo facendo alle imprese e alle famiglie pistoiesi, quali erano le iniziative che la banca stava realizzando con le varie associazioni imprenditoriali, quale era, insomma, il nostro rapporto con la società ed il territorio pistoiese.
Ivano Paci aveva tre caratteristiche distintive. Innanzitutto una fede autentica, solida, adulta, alimentata dalla lettura delle avanguardie intellettuali cattoliche. Poi la grande passione sociale e politica che trovava motivazione in una religiosità che si apre all’altro e si batte per il bene comune.
Paci è stato uno dei più grandi protagonisti del cattolicesimo democratico in provincia di Pistoia, nello scoutismo, nelle ACLI, nel partito della Democrazia Cristiana, nel suo impegno sociale.
Paci, infine si distingueva per la serietà e lo scrupolo con cui affrontava i problemi, nessuna improvvisazione o affermazione generica.
La realizzazione più rilevante di Ivano Paci ed il servizio alla città più rimarchevole, è stata la costruzione e la gestione della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia.
Paci ne è stato presidente fin dalla sua costituzione nel 1992, fino al 2016 per ben 24 anni. All’inizio la fondazione era solo un pacchetto azionario (le azioni della banca), non aveva né un dipendente, né una sede propria, né regolamenti e procedure. La legislazione successiva ha imposto alle fondazioni di cedere le quote di controllo delle banche e Paci ha realizzato queste direttive inserendo la Cassa pistoiese in gruppi bancari solidi (la cassa di Firenze prima e Banca Intesa San Paolo poi) e realizzando nella vendita un prezzo molto alto.
Oggi la nostra Fondazione ha un patrimonio netto che supera i 400 milioni, un attivo patrimoniale di oltre 500 milioni che genera entrate annue che consentono di erogare circa 12 milioni l’anno.
Non solo. Oggi la Fondazione è ben strutturata, ha regolamenti interni e procedure collaudate che le consentono di amministrare con prudenza il suo patrimonio e di effettuare le erogazioni con trasparenza. Non tutte le Fondazioni hanno raggiunto risultati simili e alcune hanno dissipato patrimoni ingenti.
Se ben amministrata, la Fondazione potrà svolgere per sempre la sua funzione al servizio della società pistoiese.
È una storia di successo, una delle poche belle storie di successo della nostra provincia negli ultimi decenni e di questo Pistoia deve essere gratta all’impegno intelligente e fattivo di Ivano Paci.
Che in cielo ti accompagnino gli angeli.









