di Umberto Alunni
Premessa
Nei giorni precedenti è uscita la graduatoria dell’indice di qualità della vita in Italia tra le 107 province italiane. L’elaborazione, prodotta dalla testata ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, ha scatenato commenti, dibattiti e differenti interpretazioni. Inutile dire che lo spaccato che ne risulta, giunto alla ventiduesima edizione, costituisce una importantissima base informativa le cui aree di analisi offrono possibilità di confronto nello spazio, tra province ed aggregazioni delle stesse, e nel tempo, guardando le precedenti edizioni. Sono nove le aree tematiche la cui sintesi produce il risultato finale: affari e lavoro, ambiente, reati e sicurezza, sicurezza sociale, istruzione e formazione, sistema salute, tempo libero, reddito e ricchezza. Ben 97 le sub-aree analizzate, con una maggiore attenzione all’ambiente (n. 17) e reati e sicurezza (n. 17).

La classifica generale incorona la provincia di Pordenone e lascia in ultima posizione Foggia. L’analisi a seguire prenderà in esame la dinamica qualitativa delle dieci province toscane, con un focus sulle tre dell’Alta Toscana: Prato, Pistoia e Lucca.
Situazione in Toscana: graduatoria sintetica e confronto con il pregresso
Nella graduatoria generale la prima provincia della Toscana è Siena, posizionata al 10mo posto. Seguono Prato e Firenze, rispettivamente al 25mo e 31mo posto. Tutte le altre si posizionano dal 36mo (Pisa) al 69mo (Livorno).

Concentrandoci sulla Toscana la graduatoria 2020, confrontata con l’anno precedente, riporta alcune evoluzioni. Ferma restando Massa Carrara stabile al 62mo posto in classifica, 4 province migliorano (Siena, Prato, Arezzo e Pistoia) con Siena e Prato che fanno un significativo balzo in avanti. Le altre peggiorano, in particolare Firenze e Lucca.
I differenti risultati non consentono di visualizzare connotazioni omogenee per zona geografica. Ferma restando l’unica posizione invariata, tuttavia risultante da miglioramenti e peggioramenti distribuiti nelle 9 macroaree oggetto di analisi, le province che hanno peggiorato il posizionamento – Firenze, Pisa, Lucca, Livorno e Grosseto, sono ripartite in tutta la Regione, come del resto quelle con intonazione speculare.


La visione d’insieme restituisce un’immagine della Toscana più in difficoltà con perdita complessiva di 15 posizioni rispetto alla precedente rilevazione, intendendo per tale la somma del guadagno di numero delle posizioni, pari a 45, e la perdita delle stesse, per 60.
Composizione dei vari elementi
Proviamo a vedere insieme come le singole aree concorrono alla formazione del risultato 2020.
La tabella che segue riporta la differenza tra il posizionamento del 2019 e quello del 2020 tra le varie province. A titolo di esempio il valore pari a 2 di Arezzo sulla prima colonna di sinistra sta ad indicare l’evoluzione di 2 posizioni tra la posizione al 50mo posto del 2019 e quella al 48mo del 2020. Se il valore è positivo si è evoluti nella classifica mentre il valore negativo denota un arretramento. La prima colonna a sinistra rappresenta il risultato di sintesi, quelle a seguire le nove macro aree che la compongono.

Con riferimento alle stesse aree i peggioramenti più significativi nelle graduatorie si hanno nella sezione Ambiente, Reati e sicurezza, istruzione e formazione nonché Sistema salute. I miglioramenti negli ambiti Tempo libero, Affari e lavoro, Sicurezza sociale
Riguardo alle province la maggiore distribuzione dei peggioramenti si ha per Livorno (6 peggioramenti su 9 sub aree analizzate). Seguono Arezzo, Firenze, Grosseto, Pistoia (per tutte 5 peggioramenti su 9 sub aree). Lo stesso metodo di analisi evidenzia migliori performances rispetto l pregresso per Siena, Massa Carrara e Prato.

Situazione in Alta Toscana
Quale è il contributo dell’Alta Toscana in termini di qualità della vita? La situazione ondivaga dell’intera Regione sembra essere confermata anche per le tre province del nord: Lucca perde molto, Pistoia guadagna 4 posizioni complessive e Prato 15. La loro somma algebrica riporta idealmente indietro l’Alta Toscana di 6 posizioni. L’Ambiente, l’Istruzione e formazione nonché il Sistema salute contribuiscono fattivamente alla retrocessione.

Lucca e Pistoia si connotano rispettivamente per il maggiormente negativo e maggiormente positivo scostamento di graduatoria rispetto all’anno precedente in materia di Sicurezza sociale.
Analizzando i nove risultati assoluti delle corrispondenti aree per provincia non si intravvedono particolari evoluzioni.

In conclusione
La ricerca oggetto di analisi è particolarmente articolata e complessa interessando 107 province, 9 aree e 97 sub aree per ciascuna di esse. Nel concentrare l’attenzione sulla Toscana non si può sottacere un sentiment di apprensione per quanto emerso: 5 province arretrano nel ranking nazionale, 4 restano stabili ed una è invariata. Preoccupa che a questo risultato riflessivo concorrano Reati e sicurezza, Istruzione e formazione e Sistema salute.
Con riferimento all’Alta Toscana, se complessivamente si perdono posizioni ciò risulta dallo sprofondo di Lucca (-25 posizioni sul 2019), dalla sostanziale stabilità di Pistoia (+4 posizioni) e dalla buona performance di Prato (+15 posizioni). Da tenere in particolare evidenza la dinamica dell’Ambiente, Istruzione e formazione nonché Sistema salute.
Fermo restando che si potranno approfondire i vari risultati, non ultimo quelli afferenti le 97 sub aree, si ha modo di ritenere che quanto elaborato abbia sufficiente voce per lanciare un monito affinché le perdite di posizioni nel ranking nazionale siano adeguatamente recuperate, pena la messa in discussione del “Modello Toscana”.







