martedì, Settembre 8, 2026

Montecatini, salta la trattativa sulle Terme

MONTECATINI –   Salta la trattativa sulle Terme.

Le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Irene Galletti e Silvia Noferi e il consigliere comunale di Montecatini Terme, Simone Magnani, intervengono sulla questione.

“La fine fallimentare del bando sulle Terme di Montecatini – secondo i 5 stelle abbastanza scontata – dimostra che quanto da noi denunciato in più occasioni in Consiglio Regionale e Comunale, non solo era corretto ma anche l’unica via d’uscita dalle difficoltà della Società. Adesso la Regione metta da parte i “facili comunicati” e finalmente ci ascolti: acconsentendo a percorrere quella strada che abbiamo tracciato tra Montecatini e Roma, con la partecipazione dello stesso Partito Democratico locale.”

“Il Movimento 5 Stelle, sulle Terme, ha sempre messo da parte l’ideologia politica a favore del lavoro concreto di supporto alla Società. È giunto il momento che l’Amministrazione Regionale faccia lo stesso, accettando di collaborare nell’esclusivo interesse del territorio. La priorità è mantenere la continuità aziendale di Terme di Montecatini e l’unico soggetto in grado di farlo è il Ministero dello Sviluppo economico. La viceministra Alessandra Todde ha già dimostrato la sua disponibilità incontrando l’amministratore unico Alessandro Michelotti.”

Il commento di Carlo Bartolini, Presidente Federalberghi Apam Montecatini Terme

Nel periodo più buio del turismo montecatinese a causa della pandemia – una crisi durissima per l’economia alberghiera che sta piegando le nostre aziende – viviamo anche questa sconfortante situazione sulle Terme. La società ha vissuto anni d’incapacità manageriale specifica del settore (da noi ripetutamente richiesta) e di non condivisibili scelte da parte della proprietà, fattori che hanno condizionato negativamente le potenzialità di sviluppo del territorio, la cui immagine è strettamente legata e caratterizzata dal termalismo.

Ma le Terme restano indispensabili per la ripartenza post pandemia e per ogni strategia promo-commerciale di destinazione. E, si badi bene, non rappresentano più solo un patrimonio della città o della Toscana, ma dell’intera umanità. Da cui dovrebbe derivare una responsabilità morale, oltre che aziendale, da parte della proprietà di aprire un rapido confronto con il Governo e i Ministeri che già ci hanno sostenuti nel percorso Unesco.

In attesa dell’ufficialità da parte della proprietà della notizia a riguardo l’ennesimo fallimento del bando, è bene quindi che sia stato aperto un dialogo con il Mibact e il Mise, ma ora è indispensabile che anche il sindaco Luca Baroncini, oltre che per Firenze, acquisti anche un abbonamento ferroviario per Roma, affinché dialoghi con il Ministro Garavaglia (e con lui il Governo) al fine di rendere concreto l’impegno da lui assunto durante l’incontro di questa estate con le forze sociali svoltosi al Tettuccio sul futuro delle Terme e su un ipotetico “piano B”.

Fondamentale, a questo scopo, è che anche il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessore Stefano Ciuffo interfaccino gli uffici regionali con il ministero per un’ampia strategia che non porti le Terme al fallimento o a una chiusura che, seppure temporanea, porterebbe con sé il rischio di non avere una data certa di scadenza. Non stiamo parlando di una “normale” crisi aziendale, ma di un concreto rischio DI polverizzazione di un sistema-città costituito da 150 alberghi e oltre 3mila lavoratori (senza parlare di indotto o altri settori economici comunque strettamente legati al movimento turistico). Ci appelliamo pertanto alla Regione affinché nei prossimi percorsi stringa un forte e immediato rapporto con il ministero per la salvezza di un patrimonio dell’umanità.

Ciò che serve è fin troppo banale (ma negli anni la nostra richiesta non ha mai trovato adeguato ascolto): una managerialità di settore che sappia gestire un’azienda termale. E poi un’accelerata sul progetto Uffizi diffusi, accordi più stretti con il Sistema sanitario per lo stabilimento Redi, una valorizzazione del Tettuccio per l’idropinica e un piano di gestione del patrimonio Unesco, chiave di volta per il concreto coinvolgimento dei Mibac per contribuire al salvataggio e al rilancio della nostra località turistica.

La campanella di fine ricreazione è suonata, ora è il tempo di essere responsabili e costruttivi. Il sistema alberghiero, nonostante la grave crisi, sarà presente come ha cercato sempre di esserlo nell’azione promo-commerciale e, se interpellato, è pronto a fare la sua parte anche nella gestione delle Terme a sostegno della continuità aziendale nel breve periodo. La nostra posizione resta quella di preferire una proprietà pubblica, ma sicuramente una gestione privata.

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