mercoledì, Settembre 9, 2026

Il clima a Pistoia e a Prato, come è cambiato negli ultimi 70 anni

di Enrico Becchi

PISTOIA – Lo scorso agosto la IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) ha pubblicato il suo sesto rapporto sull’andamento del clima globale. Secondo gli studi, la temperatura media della Terra è cresciuta in 50 anni come mai si è visto negli ultimi 2000 anni, e quella del decennio 2011-2020 ha segnato un
+1.09°C rispetto al periodo 1850-1900.

Nel 2019 si sono battuti dei grossi record, perché la concentrazione di metano (CH 4 ) e protossido di azoto (N 2 O) ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 800.000 anni, mentre quella di CO 2 sale in vetta alla classifica degli ultimi 2 milioni di anni.

Andando a guardare i dati dell’Annuario 2020 dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), anche in Italia lo scenario è simile. Rispetto al periodo 1961-1990, il trentennio 1990-2019 ha visto numeri più bassi nei giorni di gelo (temperatura minima minore o uguale a 0°C), e più alti nei giorni estivi (temperatura massima maggiore o uguale a 25°C), nelle notti tropicali (temperatura minima maggiore di 20°C), nelle onde di calore e nelle temperature medie.

Ma, quando si para di clima, se questo è il quadro a livello nazionale e internazionale, spesso a livello locale le cose possono essere un po’ diverse, sia in peggio che in meglio. Perciò, qual è l’andamento del clima nella piana Pistoia-Prato negli ultimi 70 anni? Secondo i dati del Consorzio LaMMA, in Toscana gli inverni si sono fatti più caldi, più piovosi, e con meno gelate (temperatura minima inferiore a 0°C), giorni molto freddi e ondate di freddo.

Dal 1955 fino a oggi, il trend della temperatura media è in aumento (+0.5-0.7°C ogni 50 anni), quello dei giorni molto freddi è in diminuzione, mentre la media della piovosità 1991-2020 è leggermente più alta sia rispetto al periodo 1981-2000 che al trentennio 1971-2000. L’inverno 2020-2021 si colloca al 10° posto fra quelli più caldi dal 1955, con una temperatura media di +1.1°C rispetto a quella 1981-2010.

Nessuna ondata di freddo di lunga durata, 1 di breve durata, 14 giorni di gelate contro una media di 26 (nella piana Pistoia-Prato-Firenze) e 5 giorni molto freddi contro una media di 21. È stato anche il 2° inverno più piovoso dal 1955 e il 2° più nevoso dal 1969, con oltre 5m di neve all’Abetone. L’inverno 2019-2020, invece, è stato il più caldo di sempre in Europa e il 2° più caldo in Italia dal 1955, con un’anomalia di +2.03°C rispetto alla media 1981-2010. Nessuna ondata di freddo né lunga né breve, 23 gelate e 2 giorni molto freddi. Piogge con il 10% in meno e, per l’Abetone, il 2° inverno più avaro di neve dal 1969 e il più caldo in assoluto.

Ma le classifiche ce la raccontano ancora più lunga: se fra i 10 inverni più freddi di sempre 6 sono prima degli anni 2000, fra i 10 più caldi di sempre 6 sono successivi agli anni 2000.

La primavera 2021 è stata di 0.8°C più fresca rispetto alla media 1981-2010, ma le gelate tardive che tanti danni causano all’agricoltura sono in lieve diminuzione nel lungo termine; il vero problema è che arrivano dopo inverni sempre più caldi che fanno anticipare le fioriture. Il trend della temperatura media, infatti, è di +1°C ogni 50 anni e la primavera 2020 è stata la 10^ più calda dal 1955.

Sia nel 2021 che nel 2020, tra l’altro, sono stati sotto media sia i giorni di pioggia (-21% nel 2021, tra -20 e -40% nel 2020), sia le piogge, specialmente nella zona centro-sud della Toscana (tra -30 e -60% nel 2021, tra -20 e -40% nel 2020).

Le estati, più di qualsiasi altra stagione, sono le testimoni di più evidenti di un clima che sta cambiando. Contro una media di 14 giorni molto caldi nel 1981-2010, se ne sono contati 30 nel 2019, 14 nel 2020 e 21 nel 2021, e il trend delle temperature mostra un +1.7-2.0 °C ogni 50 anni a partire dal 1955. Le media delle piogge nel periodo 1991-2020 è inferiore sia a quella 1981-2010 che a quella 1971-2000, e infatti l’estate 2021 è stata la 3^ più siccitosa dal 1955, con un deficit di pioggia dell’80% a Pistoia e del 60% a Prato.

Quanto alle temperature medie del 2021, si parla di un +1.1°C rispetto alla media 1981-2010 e +1.8°C rispetto a quella 1971-2000. Se poi si va a guardare la classifica delle estati più calde, si scopre che, dal ’55 fino a oggi, quella del 2021 si piazza al 6° posto, mentre fra le prime 10 ci sono tutte estati dagli anni 2000
in poi (escluse 1998 e 1994, la 9^ e la 10^).

Le piogge degli autunni, invece, non mostrano particolari tendenze nel lungo termine; però novembre 2020 è stato il 3° novembre meno piovoso dal 1955, e Prato e Pistoia hanno visto un deficit di piogge del 30% e 10% nel 2021, e del 10% e 40% nel 2020. L’autunno 2021 è stato il 7° più mite dal 1955 per Pistoia e
Prato, con +0.6°C medi rispetto a quello precedente
; quello del 2020, a sua volta, ha fatto registrare un +0.4°C rispetto al 1981-2010 e +0.9°C rispetto al 1971-2000. E infatti il trend delle temperature è di +1°C ogni 50 anni, e i 10 autunni più miti di sempre sono tutti dagli anni 2000 in poi (eccetto il 1987).
In conclusione, sembra chiaro che il clima stia cambiando anche nella piana di Pistoia e Prato.

Le piogge annuali sono in diminuzione, e di pari passo aumenta l’intensità dei singoli fenomeni. La temperatura media cresce di 1.1°C ogni 50 anni e, fatta eccezione per 1997 e 1990, nella classifica dei 10 anni più caldi ci sono anni dal 2000 in avanti (il 2020 è l’8° e il 2021 viaggia per il 10° posto). È l’ennesimo esempio che dimostra come il cambiamento del clima sia un fenomeno che riguarda davvero tutti quanti. Ma, di pari passo, è anche quello che ci ricorda che, così come l’azione di tutti quanti lo cambia in peggio, lo può cambiare anche in meglio.

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