mercoledì, Settembre 9, 2026

Spes, Pistoia in Azione e M5S attaccano l’amministrazione

di Francesco Belliti

PISTOIA – Dopo l’approvazione avvenuta questo lunedì del piano di risanamento, copertura delle perdite e ricapitalizzazione della Società per l’edilizia residenziale pubblica (Spes) e le prime dichiarazioni dei consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione, stamattina due voci si sono aggiunte a dire la loro su una vicenda di cui, comunque la si pensi, non si può negare la gravità. Due voci che, nel presente e soprattutto in prospettiva futura, difficilmente si trovano e si troveranno concordi.

I consiglieri Maglione e Vespignani

Tuttavia, sia per Iacopo Vespignani, consigliere di Pistoia in Azione, che per Nicola Maglione, che in Comune rappresenta il Movimento 5 Stelle, le attuali incompatibilità di carattere politico (e relative alle prossime elezioni) devono essere accantonate quando in gioco entrano questioni di vitale importanza per i cittadini. Questioni come, appunto, la Spes e l’operato, a riguardo, dell’attuale amministrazione.

“Una vicenda che parte dal 2005 e arriva all’oggi – ha così esordito il consigliere Vespignani – Non un fulmine a ciel sereno quindi, ma situazioni contabili importanti riguardanti investimenti fatti su aree come Ricciarelli, Dogana e altri. Mi chiedo allora dove fosse davvero tutta questa gente che oggi dice di aver salvato la Spes e che anni prima stava tra i banchi dell’opposizione. Nessuno si era accorto di un buco da 3,5 milioni? Anche quando ero in maggioranza, nel 2017, non ho mai sentito dire niente a proposito”.

“C’è anche una questione più importante – ha proseguito Vespignani – Si sta dicendo che verrà soppresso il direttore generale e che tutte le sue competenze e mansioni ricadranno sui membri del cda: tra questi, è bene che si sappia, c’è anche un consigliere comunale di Fratelli d’Italia in carica a Serravalle Pistoiese. Non proprio una spoliticizzazione delle società partecipate: stiamo chiedendo pareri sull’opportunità di ciò”.

“Una ‘scoperta’ dell’amministrazione – ha così esordito Maglione – in perfetta continuità con altre fatte a posteriori, come la situazione delle scuole e degli impianti sportivi. Tutte questioni che dovevano essere approfondite: si può dire con certezza che, quando era il loro momento, non l’hanno fatto. Non si può scoprire la cosa nel 2019: dire che si conoscevano le nefandezze amministrative e politiche della Spes e poi, comunque, aspettare due anni”.

C’è in effetti il rischio, come sottolineato da Maglione, di incappare nella prescrizione nel caso di un’eventuale azione di responsabilità. “Nella delibera regionale – ha aggiunto il consigliere 5 stelle – c’è una formula che condiziona il riconoscimento del credito di 5 milioni nei confronti del comune da parte della regione: ci deve essere la piena efficacia del piano di risanamento, che non è l’approvazione, come detto dall’assessore Semplici. Un’approssimazione che si è estesa ad altre questioni: come l’impossibilità della Spes ad accedere al Superbonus, cosa che non ho riscontrato”.

Sull’incompatibilità del ruolo amministrativo all’interno della Spes con quello politico del consigliere serravallino di FdI (Stefano Agostini, ndr), Maglione ha negato che ci possa essere, ma che resti l’assoluta inopportunità.

“Ci sono corresponsabilità su questa grave vicenda – ha concluso Maglione – che porteranno ad un danno di un milione e mezzo da parte del Comune di Pistoia per risanare il debito. Risorse che verranno sottratte a tanti altri interventi necessari. Per quanto riguarda questa amministrazione, non avrebbe dovuto far finta di cadere dal pero e avere un profilo più modesto, scusandosi di non essere intervenuta prima”.

Lunedì tutti i partiti di opposizione si sono astenuti dal voto sul piano di risanamento della Spes. A spiegarne le motivazioni, almeno per la sua parte politica, è stato Vespignani: “Ho voluto così manifestare il mio dissenso contro la mancanza di attenzione che c’è stata in tutti questi anni verso la Spes”.

La vicenda della Spes, è bene sottolinearlo, è ben lungi dall’avviarsi verso una risoluzione. Si può dire che essa potrà essere un elemento ricorrente negli accesi dibattiti che infiammeranno la campagna elettorale pistoiese nell’anno in procinto di iniziare.

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