PISTOIA – Trentadue alloggi divisi su tre palazzine, 883 metri quadrati di parcheggi pubblici e 3502 metri quadrati di verde pubblico. E’ così strutturata la variante al piano di recupero dell’area ex Ricciarelli approvata dallo scorso consiglio comunale del 27 dicembre. Restano fuori uffici e spazi commerciali.
Il progetto di recupero dovrà essere realizzato entro fine marzo 2026 ed è finanziato attraverso i fondi del piano Pinqua.
Il Comune ha infatti aderito al bando presentando tre progetti, uno dei quali è proprio quello di riqualificazione della zona a sud della stazione ferroviaria. Classificatosi al 262° posto al progetto saranno destinati 9 milioni di euro, di cui 1 milione e 600 mila euro dovrà essere impiegato dall’Amministrazione per l’acquisizione dell’area, condizione, quest’ultima, a cui è subordinata l’erogazione dei fondi.
”Stiamo parlando di un’area importante, posta in una zona che sarà oggetto di ulteriori modifiche sia per la realizzazione del parcheggio scambiatore che per il ribaltamento a sud della stazione. È un contesto che necessita di essere valorizzato”, ha spiegato durante il Consiglio l’assessore all’urbanistica Leonardo Cialdi, il quale ha poi precisato che spetterà alla Spes dover fornire la progettazione definitiva.

In attesa che i fondi arrivino e che la Società elabori il progetto il Comune si è dunque messo per l’avanti approvando la variante al piano.
”Il provvedimento è necessario – ha ricordato Gabriele Gori del Gruppo Prima Pistoia entrando nel merito della questione–. C’è bisogno di alloggi popolari e ottime sono le scelte relative al verde e ai parcheggi. Purtroppo i tempi non sono brevissimi. Ben venga se ci mettiamo per l’avanti e facciamo risorgere quell’area”.
”Il Comune si deve far trovare pronto per il Pinqua – ha sottolineato Francesco Pelagalli di Fratelli d’Italia –. Se non dovesse andare, saremo pronti a cogliere altre opportunità. Questo progetto prevede standard molto alti, penso al verde, ai parcheggi, agli alloggi, e dà riposte a un quadrante della città in cui l’Amministrazione sta investendo in termini di progettazione. È molto evidente anche un altro obiettivo di questa Amministrazione, che è quello di non consumare ulteriore suolo, a cui si aggiunge la volontà di dare risposte sociali e urbanistiche”.
Per la Lega è poi intervenuta Cinzia Cedrini che ha evidenziato come il provvedimento sia finalizzato in primis a ridurre situazioni di disagio abitativo, rivendicando poi la bontà dell’operato dell’attuale Amministrazione. ”Oggi siamo qui a rimediare agli errori commessi da chi ci ha preceduto e magari ha insabbiato tutto – ha aggiunto Nel 2006 si decise di acquistare un’area con in soldi della Regione senza poi avere l’intenzione di costruire alloggi popolari: è stata una vergogna”.
Sul fronte dell’opposizione la misura ha raccolto, almeno per gli intenti, il consenso di PD e IV che hanno però sollevato alcune perplessità sulle dinamiche politiche e procedurali sottostanti alla realizzazione del piano di recupero. A preoccupare i due esponenti l’incertezza sull’effettivo arrivo dei fondi del Pinqua. ”Se i finanziamenti non arriveranno, cosa pensa di fare l’Amministrazione?” si è interrogata Antonella Cotti del PD. ”Diamo enorme fiducia a questa Amministrazione, nonostante i limiti che riscontriamo sulle modalità di gestione ” ha aggiunto Roberto Bartoli di IV.
Più critici invece Pistoia in Azione e il Movimento 5 stelle, con Iacopo Vespignani (Pistoia in Azione) che si dice particolarmente perplesso sull’iter procedurale andrebbe a gravare la Spes proprio ” ad una settimana di distanza dall’imponente piano di risanamento della stessa Società”. Come lui anche il pentastellato Nicola Maglione, che ha ricordato: ” non abbiamo la certezza che i finanziamenti arrivino e quindi questo atto lo si poteva fare una volta arrivati. Non c’è quindi la necessità stringente di approvare questo piano. Maglione si è anche espresso sulla questione del suolo pubblico evidenziando che ”il progetto su via Stelvio poteva essere fermato da questa Amministrazione”.
Scettica anche la consigliera Tina Nuti, di Pistoia Spirito libero, che ha giustificato la sua astensione dal voto ribadendo che il progetto dello scambiatore era stato finanziato dalla Regione nel 2015. A non convincerla inoltre, ”sono tutti gli elementi di contorno al piano”, ha detto, tempi e certezza sul finanziamento in primis.
Con l’intento di fugare i dubbi l’assessore Cialdi ha ribadito la solidità della posizione del Comune di Pistoia, che come ha detto: ”ha già riconfermato al Ministero l’adesione a PinQua con i tre progetti. I primi di dicembre abbiamo poi inviato anche i cronoprogrammi aggiornati – ha aggiunto –. Non condivido, quindi, le preoccupazioni di alcuni consiglieri sull’arrivo dei finanziamenti. Il portarsi per l’avanti da parte dell’Amministrazione è un atto di grande responsabilità. Questo progetto coniuga molte necessità, alcune delle quali relative a Spes, che sta lavorando alla progettazione definitiva”.
Il provvedimento è stato approvato con 22 voti favorevoli (Pistoia Concreta, Fratelli d’Italia, Forza Italia – Centristi per l’Europa, Lega per Salvini premier, Gruppo Misto, Amo Pistoia, Italia Viva, Gori di Prima Pistoia) e 9 astenuti (Pistoia in Azione, Movimento 5 stelle, PD, Breschi di Prima Pistoia, Pistoia Spirito libero, Pistoia città di tutti).







