mercoledì, Settembre 9, 2026

Sarmada2021, la guerra raccontata come un gioco a una bambina

di Alberto Vivarelli

PISTOIA – “Bum, bum, bum”, in alcune – ancora troppe – parti del mondo le bambine e i bambini conoscono solo questo suono: è il rumore delle bombe e dei fucili che ritmano le loro giornate. Sono i suoni della guerra, una parola che i piccoli non capiscono ma che associano a quei “bum, bum, bum”.

Giuseppe e Gianfilippo Santangelo

La guerra raccontata ad una bambina è il filo conduttore dell’ultimo brano di Giuseppe e Gianfilippo Santangelo, il duo Taverna Umberto I di Piazza Armerina e quei “bum, bum, bum” sono il solo linguaggio che quei bambini conoscono, sanno leggere.

Il brano si intitola “Sarmada2021” ed è stato ispirato da una storia vera. Sarmada è una piccola città siriana all’estremo nord-ovest della Siria vicino al confine con la Turchia che ha conosciuto la brutalità della guerra e che ancora non vive in pace.

La cittadina di Saraqib è colpita dai bombardamenti del regime di Damasco, una famiglia è costretta a fuggire dalla guerra civile e si rifugia a Sarmada da amici, ma la città è nel mirino di Bashar al-Assad, che vuole riconquistare l’ultimo bastione della resistenza. Per cercare di evitare alla figlia Salwa il trauma psicologico, il padre Abdullah Al-Mohammad ha inventato un “gioco”: ogni volta che cade una bomba, ride sostenendo che il rumore è provocato da fuochi d’artificio o da una pistola giocattolo. Al-Mohammad ha postato un video in cui si vedono lui e la figlia insieme, con Salwa che scoppia a ridere al suono di ogni esplosione.

Con una grande delicatezza, i fratelli Santangelo hanno messo in musica questa storia affidandosi all’essenziale: un pianoforte che detta ritmi e armonia, una chitarra e le voci.

“Attenta, arriva all’improvviso, teniamoci per mano”, nell’avvio della canzone c’è tutto l’amore di un padre che con voce dolce rassicura la bambina; quel “teniamoci per mano”, è una promessa che arriva al cuore: “Vorrei veder cader la pioggia al posto delle bombe”, è la naturale prosecuzione. Poi tutto si trasforma in gioco: “Quando senti ‘bum’ ridiamo a perdifiato…” e quel “la prendo io la tua paura” è quanto di più bello si possa ascoltare da un uomo che parla alla propria figlia.

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