mercoledì, Settembre 9, 2026

Ma cosa diventerà l’area ex Pallavicini?

PISTOIA – Riusciamo a capire che, essendo vicini alle elezioni e nonostante la sostanziale assenza di una opposizione vera e propositiva, a corto di cose fatte da esibire e soprattutto senza una idea del futuro di questa città, la Giunta Tomasi sforni progetti “di massima” (cioè, titoli senza niente di concreto su cui partire con i lavori in tempi certi) ma nel caso del Palazzetto dello sport in area Pallavicini siamo alla semplice “boutade”.

L’area Pallavicini

Tra l’altro, in tempi di Recovery Fund e PNRR, in cui l’Europa stanzia incredibili risorse per il recupero di aree dismesse e abbandonate, per ridurre il consumo di suolo e l’impermeabilizzazione dei terreni, e quindi per la riduzione del rischio idraulico, pensare a un progetto di una piccola cittadella sportiva nell’area Pallavicini, tra via Chirici, un supermercato, la tangenziale e gli alloggi pubblici, con una previsione di ulteriore cementificazione è esattamente il contrario del Tomasi Sindaco pensiero di qualche anno fa sullo stop al consumo di suolo.

E’ vero che questa città non ha abbastanza impianti sportivi per gli amanti dello sport dilettantistico ma non ci sembra questa la risposta adeguata alla domanda di più impianti per lo sport di massa.

In passato anche l’architetto Borrello aveva elaborato proposte per una cittadella sportiva proprio in via dell’Annona, nero su bianco, e il comune rispose, declinando, che forse Hitachi avrebbe potuto manifestare interesse di espandersi proprio lì. Ovviamente da allora Hitachi non ha formalizzato nulla nella direzione ipotizzata e auspicata dall’amministrazione.

Insomma, riteniamo insensato che nel 2022 che a Pistoia si pretenda di impermeabilizzare ancora suolo vergine, a fronte delle numerose aree pubbliche e private abbandonate e a fronte dei consistenti finanziamenti (comunitari e non) per riqualificare e riconvertire.

Rifondazione Comunista ritiene che una volta tanto è più utile assecondare le più che legittime esigenze dell’impiantistica sportiva come fanno in tutta Europa: ricostruire e riprogettare il costruito.

Troviamo sorprendente però anche il silenzio del PD. Bene dividersi sulle frasi provocatorie scritte sui social da un assessore che fa l’impunito (e resta al suo posto contro ogni regola del buon gusto), ma ci stupisce la mancanza di una reazione su un intervento di queste dimensioni che dimostra ancora una volta la mancanza di una visione unitaria del futuro della città.

La transizione ecologica, energetica, economica e digitale della nostra società pistoiese passa anche dalla maturità, qui e ora, di guardare al futuro con pianificazioni coerenti, che escludano ulteriori pesanti, cementificazioni di suolo.

Rifondazione Comunista Pistoia

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