di Pietro Massaini
PISTOIA – È stato presentato oggi l’e-book La Pistoiese secondo noi, curato da Stefano Baccelli. L’opera è una collezione ricca di ottanta testimonianze raccolte dentro e fuori dal campo: giocatori, amministratori, dirigenti, tifosi. È una storia sociale di Pistoia vista dalle tribune arancioni, un mosaico di racconti appassionati, di video che raccontano ciò che la Pistoiese ha lasciato alla città.

Alla presentazione hanno dato la propria testimonianza molte, moltissime voci. Ad esempio, il sindaco Alessandro Tomasi ha raccontato: “Cos’è per me la Pistoiese? La lego alla mia esperienza in curva coi ragazzi e i tifosi. Negli stadi, nelle curve sopravvive uno dei più grandi contenitori di aggregazione sociale e giovanile, che supera distinzioni e classificazioni”. E ha continuato sull’importanza del simbolo della bandiera, dello striscione, augurandosi che la squadra riesca ad uscire dal momento di crisi, che lo stadio torni ad essere luogo di incontro come lo è stato per lui, che proprio sugli spalti ha conosciuto sua moglie.
Al ricordo appassionato del passato si uniscono le parole spese dal direttore di Tvl Luigi Bardelli, che tesse brevemente la storia degli anni del sogno, dell’ascesa, di quando l’arancione delle casacche brillava come l’oro. Erano gli anni della presidenza di Marcello Melani, che Bardelli ricorda come un sognatore: “Sognare vuol dire avere prospettive che danno la spinta. Era il tempo in cui Marcello era il Faraone”, e la promessa di portare la Pistoiese in Serie A fu mantenuta. Questo grazie anche al lavoro duro e serio di un’intera società oleata, i cui ingranaggi funzionavano alla perfezione.

E su questo solco si inserisce anche l’ex dirigente dell’Olandesina Claudio Nassi, che esordisce con vivida commozione: “La Pistoiese rappresenta per me il massimo”. Poi prosegue il ricordo ancora vivido: “Non condivido che la Pistoiese venga definita una squadra da Serie C. Non è vero: Pistoia può fare tutto. Se sono state fatte delle cose nel passato, vuol dire che si possono rifare. Eravamo un cast di persone che lavoravano mattina e sera per la Pistoiese. Non a caso siamo arrivati a risultati eccezionali. Mi sembra impossibile che non si trovi soluzione al problema della Pistoiese, in una città come Pistoia ricca di imprenditori: il calcio è l’industria più importante del paese. Se i politici cercassero il proprietario di un’azienda modello disposto ad applicare gli stessi concetti della propria impresa nella società calcistica, la squadra salirebbe. Questi momenti non sono da Pistoia”.

Queste parole amare sono il filo conduttore significativo di questa grande presentazione della Pistoiese secondo noi; una festa del calcio cittadino inebriata da vecchi sentori di gloria, ma profondamente addolorata per l’attuale status quo di estrema difficoltà. L’e-book dunque è anche questo: una fonte per studiare il passato, attingere al grande sogno, imparare dagli errori fatti, e provare a ripartire col sostegno di tutta la città. Ed è proprio l’entusiasmo della tifoseria, come ricorda l’ex difensore della Pistoiese Andrea Bellini, che ha consentito di superare le difficoltà fuori dal campo, facendo arrivare la squadra in Serie B.
Insomma, il libro si dimostra a cento anni dalla fondazione della società come un affresco della “Pistoiese raccontata da chi l’ha vissuta – conclude l’autore Stefano Baccelli – con ottanta persone che hanno dato importante testimonianza di amore per Pistoia e per la squadra”.
La Pistoiese secondo noi è disponibile su smartphone, pc, tablet e kindle.








