PISTOIA – ”Tacciano le armi, basta sangue, lacrime e devastazione, no alla follia della guerra”. E’ l’appello di Anpi, Cgil e Arci Toscana, che con un comunicato congiunto invitano a fare fronte comune sotto la bandiera della pace. ”Di fronte all’orrore di quanto accade – scrivono – è necessaria un’ampia mobilitazione, aperta ed unitaria, della società civile toscana in cui si possano riconoscere tutte le organizzazioni e le persone che ripudiano la guerra”.
Forti preoccupazioni arrivano anche dalle associazioni di categoria e dal mondo dell’imprenditoria toscana. ”Un ulteriore inasprimento del contesto – commenta il presidente di Confindustria Toscana Maurizio Bigazzi – oltre ad avere effetti umanitari drammaticamente devastanti, avrebbe pesantissime ripercussioni indirette anche sulle nostre imprese”.

A quanto riferito da Coldiretti Pistoia, infatti, il conflitto metterebbe a rischio l’export di piante in quanto, riferisce Fabrizio Tesi, presidente dell’associazione, ”Russia e Repubbliche ex Sovietiche, europee ed asiatiche, rappresentano mercati di estremo interesse per l’export di piante vive da parte dei vivaisti ornamentali del polo pistoiese”. Inevitabile dunque l’effetto depressivo sul polo vivaistico pistoiese in conseguenza del conflitto. Conflitto che obbligherà a ridisegnare le rotte commerciali verso l’Asia. “Già adesso ci risulta –segnala Coldiretti Pistoia- che si siano alcuni camion nell’area interessata al conflitto carichi di piante, che probabilmente dovranno rientrare a Pistoia per evitare rischi”.
Con l’aumento dei prezzi dei concimi azotati, di cui la Russia è il principale fornitore per quanto riguarda l’Europa, ”le imprese agricole – denuncia il presidente di Fedagripesca Confcooperative Toscana, Fabrizio Tistarelli – rischiano un’altra mazzata dopo quella dell’aumento dei costi dell’energia”.
Più morbido il presidente di Confindustria Toscana Nord Daniele Matteini . “La guerra Russia-Ucraina avrà effetti limitati sull’interscambio commerciale del manifatturiero della nostra area con questi paesi, dato che è già oggi molto esiguo – commenta -. Ciò non significa che per alcune singole imprese che hanno in questi paesi loro riferimenti importanti non possano innescarsi difficoltà anche gravi. Ma non è in questo aspetto che consiste il problema principale legato al conflitto. Anche auspicando che questo non si estenda ad altri paesi, si tratta di un elemento di grave perturbazione degli assetti politico-economici internazionali, oltre che, prima di ogni altra considerazione, di un evento gravissimo sul piano umano. Dal punto di vista economico a preoccupare sono soprattutto le forniture di gas metano: quasi il 40% di quello che arriva in Italia proviene dalla Russia. Il gas aveva già registrato negli ultimi mesi impennate particolarmente rovinose per il nostro paese, che dal metano dipende anche per la generazione di energia elettrica: con questa guerra, il blocco del Nord Stream 2 e le sanzioni alla Russia si temono inasprimenti che potrebbero essere gravissimi. L’Unione Europea ha dato rassicurazioni nei giorni scorsi circa una più accentuata diversificazione delle fonti di approvvigionamento: paesi diversi dalla Russia e ricorso al gas naturale liquefatto dovrebbero assicurare disponibilità, ma per quanto riguarda i prezzi è verosimile che la situazione, già pesante, peggiori ancora. Questo non solo per il gas: già oggi il petrolio sta toccando quotazioni elevatissime. Soprattutto se il conflitto dovesse prolungarsi, sarà indispensabile un rapido e radicale ridisegno delle politiche energetiche nazionali ed europee, con forti spinte alla produzione interna e al ricorso ad altre fonti, rinnovabili e non.”
Intanto dalle istituzioni è stato accolto subito l’invito alla solidarietà. Il Partito Democratico di Pistoia invita alla riflessione ed al dialogo condiviso, partendo proprio dai circoli e dalle sedi locali del partito. ” Credo – commenta Walter Tripi Capogruppo PD – che, ad ogni livello, occorra manifestare il nostro dissenso, e chiarire una posizione forte ancorché simbolica, contro ogni guerra. Chiedo di attivarvi per esporre bandiere o manifesti di pace in tutti i nostri Circoli e nelle sedi in cui il Partito Democratico è presente, e stimolare in ogni circolo confronti sul tema per tenere viva l’attenzione su un passaggio di estrema delicatezza”. (r.b.)





