di Serena Viani
QUARRATA – Un pomeriggio in cui a Quarrata si è respirata un’aria di pace: lontano dalle bombe in Ucraina, lontano dal massacro dei civili, le persone che hanno manifestato sono riuscite appena a capire quello che stava accadendo in Ucraina, ma hanno sottolineato con forza la voglia di pace. Venticinque associazioni di Quarrata e della Piana pistoiese, tutte radunate in Piazza Risorgimento a Quarrata, sotto lo slogan della Pace, con bandiere multicolore.

Il Presidente dell’Anpi di Quarrata, Piergiorgio Pacini, che ha coordinato il tutto sottolinea come “in Europa ci sono tonnellate e tonnellate di mezzi bellici di distruzione di massa che non si sa come va a finire quando si inizia a fare questa cosa”.
“L’intervento della Russia – ci ha detto – è un azione che non andava fatta gli accordi si fanno in modo diverso, ma non è che dall’occidente si sia stato fatto tutto. Ci domandiamo se serva ancora la Nato o ci sia bisogno di altro; la Nato è nata in risposta al patto di Varsavia che non c’è più “
Un’altra Associazione presente è Agesci clan Quarrata 1, una comunità di circa trenta giovani.
“Noi ragazzi del clan – ci ha detto il delegato Francesco Enrico Vannucci – pensiamo che non sia normale una guerra nel 2022, sembra essere tornati indietro nel tempo, dobbiamo assistere ad un conflitto che non è umano ed è importante manifestare”. “Inoltre”, aggiunge: “la Russia è una dittatura”.

Fra la gente che ha partecipato alla manifestazione abbiamo raccolto alcune testimonianze.
Katia Brodova, da Leopoli, in Ucraina, visibilmente commossa, ci dice che ha parenti in Ucraina, ha notizie di loro e stamani si sono nascosti in campagna e si sono mossi per la città. Per il suo paese immagina “un futuro bello, perchè non permetteremo che si troni indietro. Vogliamo la pace e la libertà senza Putin, senza guerra… dovete reagire: i vostri figli, i vostri padri, ci servono molti aiuti per fermare la guerra”.

Maria Soculsta, è 25 anni che è in Italia, i suoi figli sono in Ucraina e sono nascosti da quando hanno bombardato alle 4 di mattina 3 giorni fa. Anche lei non nasconde la sua preoccupazione ma per il suo paese si aspetta che “vinceremo tutti insieme”.
Ad una studentessa Rachele Salvadori del Liceo artistico “Petrocchi” (scuola che in questi giorni è stata a lungo sotto i riflettori), chiediamo cosa ne pensi di questa invasione. “Nessun Paese – risponde decisa – dovrebbe invadere un altro per opprimerne la popolazione. C’è solo da sperare che si trovi un compromesso”.
Il piazza è intervenuto il Sindaco di Quarrata, Marco Mazzanti:
“credo che si stia scherzando con il fuoco, a pensare alle armi nucleari che tutti hanno;.. mi auguro che non succeda l’incidente che possa scatenare qualcosa di più grosso… Casualmente il monumento di Fabbri in piazza del Risorgimento, qui a Quarrata, divide il mondo in due, la famosa guerra fredda, non vorrei si tornasse ai quei momenti. E allora -conclude il Sindaco – si deve alzare alto il grido della pace”.

Cgl insieme a Cisl e Uil hanno espresso “solidarietà al popolo ucraino”: stiamo riportando in piazza “la voce del popolo pacifista; le ostilità devono cessare. L’unica conclusione possibile di tutto ciò è un immediato cessate il fuoco”.
Infine, interviene Emergency, con un comunicato dalla sede di Milano: “chiediamo che i Paesi coinvolti tornino al tavolo dei negoziati, basta armi, basta vittime”.
La conclusione migliore di questo pomeriggio è in una frase di Gino Strada: ” le guerre sono tutte un orrore, non ci si può voltare dall’altra parte”.








