mercoledì, Settembre 9, 2026

Andrea Langianni, trasformare in lavoro l’amore per i cani

di Serena Viani

VERNIO – Nel 2012 decise quale sarebbe stato il suo lavoro, o meglio decise di trasformare la sua passione in lavoro. Così Andrea Langianni iniziò la sua professione di allevatore di Lagotto romagnolo e Bracco italiano aprendo l’allevamento “Lagotto del Carpino nero” a Mercatale San Quirico, sulle montagne pratesi.

Andrea Langianni con un bracco e un lagotto

La sua passione per i lagotti “è  stata un’eredità  tramandata da mio padre e da mio nonno – racconta Andrea -; spinto da una grande passione cinofila mi sono dilettato nell’aiutare mio padre nella ricerca del tartufo e all’addestramento del cane, poi abbiamo cominciato a frequentare le esposizioni di bellezza e gare di lavoro”.

Una cucciolata di lagotti

Fino alla morte del padre, quando la scelta di Andrea fu incrinata da alcuni anni di incertezze.

Ma la strada era stata tracciata, non poteva cambiare percorso. Allora si dedicò anima e corpo a questa sua passione e da allora non si è più fermato.

“Sono sempre stato una persona responsabile – dice – rispetto alla mia età,  ma ritrovarmi a dover gestire da solo questo tipo di attività  mi ha fatto maturare tanto e in fretta. Ho voglia di lavorare e sono sempre disponibile coi clienti”. 

Andrea Langianni

Andrea, laureato in marketing, un imprenditore molto giovane: 33 anni.

“Sicuramente non è  stato semplice – spiega -, fin dall’inizio il mio impegno e la mia dedizione sono stati totali ma com’è naturale non avevo esperienza, ma il lavoro paga e piano piano sono riuscito a farmi un nome e a diventare un grande conoscitore del Lagotto romagnolo”.

Il Bracco italiano è arrivato successivamente, nel 2017 quando Andrea, partecipando a un concorso di bellezza di innamorò di quella razza decidendo di ampliare il suo allevamento.

Naturalmente non fu una cosa semplice occuparsi di una nuova razza.

“Un allevatore – dice Langianni – deve essere una persona che ama ciò  che fa, che non smette mai di documentarsi e di aggiornarsi e occorre la consapevolezzae che deve dedicare la sua vita al miglioramento della razza che alleva e alla cura dei propri cani. Ma non ci sono solo gli animali, noi allevatori dobbiamo pensare anche alle persone a cui affidiamo i nostri cani quindi bisogna conoscere e capire le loro esigenze per accompagnarli in tutta quella che sarà  la vita col cane che avranno preso nel mio allevamento”.
Seguire il lavoro di Andrea nel corso della giornata, è sempre una scoperta.

Andrea Langianni con un bracco

La sveglia è alle 6, dopo colazione c’è la pulizia degli animali e il cibo. Poi inizia l’attività burocratica dell’azienda e la cura del sito web (http://(https://www.lagottodelcarpinonero.it), dei social network e dei fornitori.

Dopo un pranzo veloce, il pomeriggio è dedicato alla cura del mantello dei cani e all’addestramento. Nel tardo pomeriggio di nuovo da mangiare ai cuccioli e pulizia dei cani fino all’ora di cena.

I clienti di Andrea vengono da tutto il mondo: Giappone, Australia, Messico,  America e Canada, Norvegia, Finlandia, Corea, Filippine, Francia, Germania, Svizzera, Spagna, Polonia,Grecia, Ungheria, Belgio e  Olanda.

“In Inghilterra e Olanda – dice – nel 2017 ho avuto anche il piacere e l’onore di andare a giudicare raduni e nel 2018 in America. Inoltre, grazie ai miei studi sono riuscito fin dalla prima vendita a internazionalizzarmi”.
C’è  una differenza tra italiani e stranieri nelle motivazioni che spingono le persone ad adottare un cane: “Lo straniero – spiega – vuole il cane da compagnia, tra gli italiani, invece,  vi sono persone che vogliono cani solo per la ricerca del tartufo”.

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