martedì, Settembre 8, 2026

Caro energia ed imprese: l’appello di Confindustria Toscana alla politica

di Marcello Paris

PISTOIA – L’SOS è stata lanciato dal presidente Maurizio Bigazzi e dal presidente di Ance Toscana  Stefano Frangerini in una conferenza stampa dedicata al “caro energia e l’impatto sulle imprese e sull’attuazione del Pnrr”.

Presidente Maurizio Bigazzi e presidente di Ance Toscana Stefano Frangerini

“Una situazione drammatica” ha esordito Bigazzi, quella del costo dell’energia e delle materie prime che va oltre quanto patito nel lungo periodo della pandemia da Covid, “dalla quale, peraltro,  non siamo ancora usciti”.

Uno tsunami quello che si è abbattuto sul settore manifatturiero di cui si compone il tessuto produttivo toscano ma anche italiano.

“Il manifatturiero ha bisogno di materie prime, a partire dall’energia, ha continuato Bigazzi, ma l’Italia e l’Europa poco o niente hanno fatto per non dipendere dall’estero e in particolare dalla Russia. Anche nel settore dell’alimentazione ci siamo affidati all’importazione abbandonando le nostre colture”.

In toscana il maggior costo per l’energia ammonta a tre milioni e mezzo di euro con le aziende a rischio chiusura. Le cartiere e le vetrerie hanno sospeso la produzione, ha continuato il presidente, con la conseguenza che il cartone  costa di più.

“In Toscana abbiamo la geotermia che potrebbe fornire il 50% del nostro fabbisogno  ma non si possono aprire nuovi pozzi. Manca il legname e noi abbiamo le foreste, spesso abbandonate, ma per tagliare un bosco ci vuole il pano ambientale e servono i pareri di tre sovrintendenze: siamo un Paese medievale ma qui servono misure straordinarie. La politica deve dare delle risposte”.

“Due mesi fa abbiamo intrapreso un confronto con la Regione ma di fronte agli scenari attuali è tutto da rivedere. Confidiamo in un prossimo incontro con la vice presidente Saccardi ma i problemi non si risolvono solo a livello locale, è la macchina nazionale che deve intervenire sull’emergenza, e poi c’è cambiare modello di sviluppo.  Anche il Pnrr, soprattutto nella parte ambientale, è da rivedere alla luce dei nuovi scenari e delle nuove esigenze”.

“In questo momento – ha concluso Bigazzi – l’industria di trasformazione ha tagliato  i margini di guadagno per non creare inflazione ma qui siamo a rischio stagflazione, vale a dire un misto di stagnazione e inflazione, insieme”.

Sull’edilizia, il presidente Anci Frangerini ha detto che il settore è al collasso. “C’è l’impossibilità di rispettare i contratti per gli aumenti dei costi delle materie prime: c’è il rischio di messa in mora e dovere pagare le penali previste nei contratti ed anche gli sconti in fattura per i bonus edilizi non possono essere onorati. Servono ammortizzatori sociali straordinari e la revisione dei prezzi che l’Istat fornisce  per la partecipazione alle gare o per i preventivi ai privati. In Francia e Spagna, ha detto, le revisioni ci sono già state e noi andiamo fuori mercato”

“L’edilizia – ha concluso Frangerini – ha fatto crescere il nostro Pil di oltre il 6%; in Germania, per la mancata attuazione del piano edilizia, il pil non è andato oltre il 4% a dimostrazione dell’importanza del settore”.

Insomma un appello accorato alla politica perché intervenga, e presto altrimenti  il Pese collassa.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome



ultime in provincia