di Marzio Dolfi
CANTAGRILLO – Non nasconde la sua emozione Giulia Romani, quando si presenta come candidata di Rifondazione. E’ la sua “prima volta” del resto in un ruolo che sollecita un peso e una pressione particolare. A sostenerla a suo fianco ci sono Roberto Daghini, segretario comunale del suo partito e Ivano Bechini e Paolo Manuelo Zara (rispettivamente segretari provinciali delle due sigle che rappresenta, Rifondazione appunto e il Partito Comunista).

E’ consapevole di aver rotto un fronte che è rimasto granitico negli anni. Rifondazione infatti da almeno 20 anni collabora con il Pd prima al governo del Comune e poi all’opposizione.
Questa volta invece a Serravalle una storica unità si è rotta: “credo che la sinistra dovrebbe essere unita – dice Giulia Romani – ci abbiamo provato, abbiamo fatto le nostre proposte. Se loro non ci sono stati, arrivederci”.
“Fin da ultimo – precisa Roberto Daghini – abbiamo cercato un’intesa. Qualcuno dice che abbiamo chiesto assessori, niente di tutto questo: non abbiamo mai chiesto posti, la nostra storia lo dimostra, volevamo solo discutere alla pari”. E aggiunge: “già è difficile avere rapporti con questo Pd, ma per noi è addirittura inconcepibile collaborare con Italia Viva. Così abbiamo capito come il Pd a Serravalle non rappresenti più niente della sinistra”.
E la scelta del Candidato a sindaco e di gran parte della sua lista – sottolineano da Cantagrillo – va in questa direzione.
Parole dure insomma nei confronti dei “vicini di casa”. Parole – e scelte – a cui guarda con attenzione il Centrodestra e destinate inevitabilmente a pesare nell’appuntamento elettorale di giugno.
Durante l’incontro di stamani alla Casa del popolo di Cantagrillo, al di là delle polemiche di rito, lo spazio è stato in gran parte riservato alla presentazione della candidata a Sindaco, del programma e di una lista che dà grande spazio a giovani e donne: “per un contributo di rinnovamento per la politica in questo paese”, come ha tenuto a dire Ivano Bechini,

Nella lista sono entrati anche alcuni esponenti del PCI. “Un binomio – ha detto Zara – per cercare di fare un primo passo per la ricostruzione di una unità che finora non c’è”.
Nel corso della mattinata si è accennato più volte alla guerra in Ucraina, sottolineando vicinanza “al popolo ucraino e anche al popolo russo che non vuole la guerra”.
Questi i candidati in lista con Giulia Romani:
Andrea Baglioni 1963 (artigiano); Cristiano Billeri, 1974 (operaio); Leonardo Cappellini, 1967 (Oss); Anna Maria Carta, 1966 (cuoca); Eleonora Cioni, 1985 (cuoca); Roberto Lido Daghini, 1959 (pensionato); Paolo Dami, 1960 (pensionato); Pasqualina De Santis, 1968 (casalinga); Gianmarco Ferrara, 1997 (rider); Laura Lascialfari, 1962 (casalinga); Rolando Mencarelli, 1947 (pensionato); Vincenzo Minissale, 1960 (artigiano); Giorgetta Petri, 1950 (pensionata); David Storri, 1975 (Artigiano); Eleonora Zara, 1997 (studente).
I candidati sono passati, emozionatissimi, di fronte al microfono. Poi la mattinata è proseguita con un pranzo, che ha chiuso la giornata di presentazione di Rifondazione e della sua candidata a Sindaco.









