mercoledì, Settembre 9, 2026

Un nuovo defibrillatore al Dopolavoro dei ferrovieri di Pistoia

di Marcello Paris

PISTOIA – La postazione con lo strumento salvavita è stata inaugurata nel pomeriggio di venerdì nel giardino del dopolavoro alla presenza del sindaco Alessandro Tomasi e della consigliera regionale e candidata sindaco Federica Fratoni.

Alla cerimonia di donazione del defibrillatore hanno preso parte anche i candidati a sindaco Tomasi e Fratoni

La presenza di un defibrillatore (DAE) situato in zona aperta, facilmente accessibile  e usato precocemente può significare salvare una vita ad una persona con fibrillazione ventricolare e arresto cardiaco in atto.

La donazione è stata della signora Enrica Priami (Manrica) per ricordare il marito Antonio, recentemente scomparso. L’iniziativa, alla quale hanno collaborato Paolo e Luigi Innocenti, è stata fatta propria dal presidente del Circolo Giuliano Guiducci e condivisa dai soci affinché lo strumento salvavita  venisse installato in luogo aperto al pubblico e facilmente accessibile come, appunto, l’area esterna alla struttura.

La cerimonia è stata preceduta  da una tavola rotonda nella quale si è parlato del pericolo infarto, della prevenzione delle malattie di cuore e l’ importanza del defibrillatore, strumento non ancora abbastanza presente  nei luoghi affollati e nelle competizioni sportive mentre dove è stato installato  ha dimostrato tutta la sua importanza.

Un momento della cerimonia al Dopolavoro Ferroviario

Alla tavola rotonda hanno partecipano la dottoressa Lucilla Di Renzo, Direttore degli ospedali di Pistoia, il dottor  Nicola Bertocci dirigente medico della centrale 118, il dottor Alberto Mandorli cardiologo e elettrofisiologo dell’ospedale San Jacopo, la dottoressa Silvia Mantero, coordinatrice sanitaria della Società della Salute di Pistoia.

La dottoressa De Renzo ha illustrato l’organizzazione ospedaliera in vigore dagli 2016-17 “Reti tempo-dipendenti”  attraverso le quali  si sviluppa un meccanismo di assistenza clinica sincronizzata fra tutti i soggetti e apparati per un intervento rapido ed ottenere il meglio nella cura del paziente.

Le Reti sono suddivise in quattro ambiti diversi: Ictus, Emergenza cardiologica, Trauma Maggiore, Emergenze ospedaliere. L’organizzazione della Rete e la messa in pratica, ha sottolineato la dottoressa, è stata valutata da Agenas, l’Agenzia Nazionale per i Sevizi sanitari,  con risultati ottimi.

Il dottor Mandorli si è soffermato sulle cause che con più frequenza portano all’infarto del miocardio e l’importanza di un intervento rapido per scongiurare la morte. Però, ha sottolineato, ancora più importante è la prevenzione che deve partire dai medici di base con una attenta anamnesi (storia clinica della persona). Poi ha parlato dell’impianto del defibrillatore sottocutaneo con metodi nuovi e poco invasivi che lui stesso da tempo  pratica al San Jacopo. In conclusione ha parlato della miocardite, un’infiammazione che, se non diagnosticata precocemente,  spesso sono causa di complicanze che portano morte.

Il dottor Bertocci si è soffermato sull’importanza della presenza del defibrillatore nel luogo dove si verifica l’evento così che gli operatori del 118 possano dare indicazioni di come intervenire anche se, ha aggiunto, gli strumenti danno indicazioni semplici e chiare in voce sul loro utilizzo. Poi ha parlato della centrale Cross (Centrale Remota per le Operazioni di Soccorso Sanitario) che interviene su tutto il territorio nazionale in alternanza con l’altra dislocata in Piemonte. Molto importante, ha aggiunto Bertocci, sarebbe anche avere molte persone istruite al massaggio cardiaco, altro metodo per salvare vite in arresto cardiaco.

La Società della Salute è un presidio estremamente importante, ha detto Silvia Mantero, soprattutto in presenza dell’invecchiamento della popolazione dove le persone, oltre e prima delle cure mediche, hanno necessità di assistenza socio sanitaria. Tra l’altro, le Società della Salute sono in via di trasformazione con l’istituzione delle Case di Comunità non ancora pienamente operative ma che la pandemia ne ha fatto accelerare la sperimentazione come presidio di cure intermedie.

Concludendo l’incontro il presidente Guiducci ha informato che il dopolavoro, in collaborazione con le associazioni di volontariato si impegnerà per allestire corsi di formazione sia per l’uso del defibrillatore che per il massaggio cardiaco.

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