mercoledì, Settembre 9, 2026

Francesco Branchetti candidato sindaco del polo progressista

di Francesco Belliti

PISTOIA – Un importante tassello si aggiunge alle elezioni amministrative pistoiesi: il polo progressista ed ecologista, dopo il tentativo fallito di costruire una coalizione con il Partito Democratico, ha deciso di correre indipendentemente e di presentare, stamattina sotto le logge dell’Ospedale del Ceppo, il proprio candidato sindaco: Francesco Branchetti.

Il candidato a sindaco Francesco Branchetti

Branchetti è nato a Pistoia nel 1964. Dal 1983 svolge la professione di infermiere. Nel 1999 si è laureato in pedagogia, nel 2007 in psicologia e nel 2013 in scienze infermieristiche e ostetriche. Separato, ha due figli, Olmo e Cosimo di 21 e 22 anni. È stato per 17 anni volontario alla Croce Verde e per 9 anni presidente della sezione pistoiese del Cngei, gli scout laici, di cui continua a essere uno dei capi scout. Docente a contratto dell’Università di Firenze dal 1996 al 2020 per il corso di laurea in infermieristica, ha insegnato infermieristica nella criticità vitale, formazione ed educazione terapeutica, infermieristica clinica nelle sedi di Pistoia e Prato; è docente nei corsi per Operatore Socio Sanitario nei percorsi tradizionali della ASL e sperimentali negli istituti Einaudi di Pistoia e Sismondi Pacinotti di Pescia.

Una scelta , quella della sua candidatura, condivisa da parte di tutti i partiti e movimenti facenti parte del polo, da Sinistra Civica Ecologista a Verdi -Europa Verde, da Sinistra Italiana ad Articolo Uno e Rifondazione Comunista. È stato proprio il candidato a sindaco del comune di Pistoia a scegliere il luogo dove presentarsi ed iniziare la propria campagna elettorale, quell’Ospedale del Ceppo “per me sacro e simbolico e per la città molto importante, incontrando prima di tutto i cittadini, perché è con loro che intendo tenere un rapporto stretto e continuativo”.

In un intervento durato circa un quarto d’ora, Branchetti ha parlato del suo rapporto con la città di Pistoia e delle ragioni della sua candidatura. Grande rilievo è stato dato alle parole ‘cura’ e ‘servizio’, in una visione di continuità tra la professione svolta per anni e l’indirizzo politico.

“Vivere con cura e nella cura – si è così espresso Branchetti – deve appartenere a tutti: ci aiuta a decodificare meglio ciò che abbiamo attorno e anche a sognare. È il sogno ad avere dimensione politica, non il fare: attraverso esso possiamo guardare lontano e far nascere le idee, solo allora si passa al fare. Limitarsi a quest’ultimo passaggio appartiene solo ai tecnici che non hanno mai pensato al popolo”.

Prendersi cura, dunque, di tutto il territorio, dal centro storico fino alle frazioni più distaccate: questo è il diktat espresso dal candidato sindaco, con l’attenzione sempre rivolta a tutta la comunità. “Per questo i servizi essenziali non possono essere gestiti secondo logiche aziendali, ma devono essere orientati alla presa in carico dei bisogni e all’eliminazione delle disuguaglianze. L’emancipazione e la difesa dei più fragili migliora la vita di tutti e il Comune può giocare un ruolo fondamentale nell’accompagnare le persone in tutte le fasi della vita”.

“Questo significa dunque ripensare gli spazi della città – ha aggiunto Branchetti – Penso alle Ville Sbertoli, alla sua storia e al suo patrimonio archivistico che meriterebbero una considerazione assai maggiore. Il parco andrebbe restituito alla città e la loro vocazione socio-sanitaria dovrebbe essere recuperata, almeno parzialmente: in quell’ottica andrebbero intercettati i fondi del Pnrr. Penso anche all’area dell’ex Ospedale del Ceppo, la cui situazione mi fa soffrire: si è demolito il padiglione più recente, mentre si sono destinati posti letto e degenze a spazi inadeguati”.

Uno sguardo rivolto non solo al locale, ma anche al mondo e al futuro: questo è il progetto di città pensato dal polo progressista ed ecologista, in una situazione sociale condizionata da pandemia, guerre, crisi economica e cambiamento climatico. Uno stato delle cose creato anche dal nostro rapporto irrisolto con l’ambiente: per questo l’ecologia cosiddetta “integrale” è considerato un passaggio doveroso per rendere Pistoia una città europea, con un centro pedonalizzato e con la capacità di progettare una rete della mobilità sostenibile .

“Pistoia è stata Capitale italiana della Cultura nel 2017 – ha concluso Branchetti – Non scordiamocelo mai e siamone orgogliosi perché ci rappresenta. È la cultura che ci consente di prendere decisioni democratiche e responsabili. Tutta la mia vita mi ha insegnato il valore dell’impegno collettivo, del saper far squadra e del lavoro: attraverso Don Milani, ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio e che la politica è lo strumento per sortirne insieme”.

L’incontro si è concluso con la consegna a tutti i convenuti di una piantina da curare e far crescere: un dono simbolico per inaugurare la campagna elettorale.

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