LUCCA – Irregolarità per oltre 350 mila euro per 19 le attività commerciali denunciate dalla Gdf di Lucca. Tutte le imprese hanno approfittato dei contributi erogati dallo Stato durante le pandemia, dichiarando meno di quanto effettivamente fatturato così da ottenere, senza averne diritto, i benefici.
I militari del Comando Provinciale di Lucca hanno eseguito numerosi controlli di polizia economico-finanziaria a presidio della spesa pubblica nazionale, finalizzati, in particolare, alla prevenzione e repressione delle frodi agli incentivi nazionali introdotti per fronteggiare l’emergenza sanitaria, riscontrando numerose irregolarità.
Durante le indagini particolare attenzione è stata rivolta ai contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle Entrate.
Nella maggior parte dei casi scoperti, i beneficiari, per ottenere il contributo, hanno comunicato dati non veritieri. Le violazioni più frequenti riguardano la comunicazione di un fatturato 2020 inferiore rispetto a quello realmente contabilizzato così da ottenere un contributo maggiore rispetto a quello dovuto, gonfiando le perdite rispetto al 2019.

Tra i casi più eclatanti, quello scovato a Viareggio, un ristorante il cui titolare aveva indicato ricavi non veritieri, pari a circa 140 mila euro, beneficiando indebitamente di un finanziamento di 25 mila euro. Tuttavia, dai riscontri effettuati, è emerso che i ricavi indicati nella dichiarazione per quell’anno (2018) erano pari a zero euro e che nonostante la partita IVA risultasse formalmente attiva, di fatto l’attività di pizzeria era cessata in epoca antecedente all’emergenza sanitaria. Nei suoi confronti è scattata quindi la denuncia e il sequestro preventivo di beni pari al beneficio ricevuto.
In un’altra circostanza è emerso che il rappresentante di un’agenzia immobiliare di Lucca, dopo aver percepito un finanziamento di 24 mila euro, ha girato l’importo a favore del socio accomandatario, che a sua volta ha utilizzato il beneficio per eseguire lavori di ristrutturazione della propria abitazione, nonché per altri scopi personali, eludendo così il vincolo di destinazione dei fondi all’attività dell’impresa.





