PISTOIA – Dopo il primo incontro in preparazione alla XIII edizione dei Dialoghi di Pistoia, con oltre 200 ragazzi al teatro Bolognini e più di 650 collegati in streaming, mercoledì 27 aprile alle ore 11, sempre al teatro Bolognini, il filosofo Duccio Demetrio terrà una lezione dal titolo: Leggere la propria vita. Le avventure di un genere letterario: ma non solo.
L’appuntamento è rivolto alle scuole secondarie di secondo grado di Pistoia e della provincia, ed è aperto anche al pubblico (ingresso libero con prenotazione obbligatoria a dialoghi@comune.pistoia.it).
La conferenza sarà trasmessa anche in streaming, sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dei Dialoghi, a partire dalle 11.15.

Il festival di antropologia del contemporaneo mantiene così vivo il legame con le scuole di tutta Italia, che da 13 anni seguono le lezioni preparatorie alla manifestazione, e con gli appassionati che desiderano approfondire i grandi temi della contemporaneità.
Tutti noi leggiamo – con passione o svogliatamente, per necessità o per piacere – perché leggere ci arricchisce e ci affascina portandoci altrove. Ma il nostro avvalerci di questo straordinario potere non riguarda soltanto i libri. In quanto pratica cognitiva di decifrazione, comprensione e interpretazione, l’attività della lettura può applicarsi agli ambienti circostanti, alle vite delle persone e alle loro storie, a tutto ciò che le manifestazioni della natura e delle scienze ci mostrano.
«E non possiamo dimenticare che ogni persona, in fondo, assomiglia metaforicamente a un libro. Ai generi di cui la letteratura ci parla: d’avventura, narrativa, poesia, filosofia…» spiega Demetrio «Siamo poi fatti di numeri di pagine – memorabili o da dimenticare – di capitoli, abbiamo un indice, prefazioni, epiloghi e conclusioni… Siamo protagonisti o soltanto personaggi, abitati da oscurità e da trasparenze, da dubbi e certezze, da desideri e tristezze. Siamo pagine interessanti che parlano del nostro passato, che rileggiamo di frequente e che altri lettori vorrebbero sfogliare, ma anche fogli sparsi che preferiremmo non aver vissuto. Il nostro libro, il libro che scriviamo ogni giorno attraversando l’esistenza, raccontandoci in prima persona e parlando degli altri, contiene i nostri segreti e le nostre verità».
E conclude: «In tutti i casi, abbiamo il diritto di scriverlo e di sfogliarlo per riconciliarci con la vita, nei momenti problematici e critici, come scrisse la filosofa spagnola Maria Zambrano. Ebbene: “rileggere” il libro della vita che andiamo vivendo e scrivendo, forse senza accorgercene, lasciando tracce dietro di noi, oppure ponendo davvero mano alla penna, significa raccontarsi in prima persona e entrare a far parte di un genere letterario, e non solo, che da millenni si chiama “autobiografico”».
Al termine dell’incontro, Duccio Demetrio risponderà alle domande del pubblico, in teatro e in streaming, che potrà dialogare attraverso i social del festival. Informazioni: www.dialoghidipistoia.it
Duccio Demetrio, già professore ordinario di filosofia dell’educazione e della narrazione all’Università di Milano-Bicocca, oggi si dedica alla direzione scientifica della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, da lui fondata nel 1998, e del Centro Nazionale studi e ricerche autobiografici.
Tra le numerose opere: Raccontarsi (R. Cortina, 1996); L’educazione interiore (La Nuova Italia, 2000); Filosofia del camminare (R. Cortina, 2005); Ascetismo metropolitano (Ponte alle Grazie, 2009); Perché amiamo scrivere (R. Cortina, 2011); I sensi del silenzio (Mimesis, 2012); Silenzio (EMP, 2014); La religiosità della terra (R. Cortina, 2013); Ingratitudine (R. Cortina, 2016); La vita si cerca dentro di sé (Mimesis, 2017); Scrivi frate Francesco (EMP, 2017); Terra (Dialogos, 2018); Foliage. Vagabondare in autunno (R. Cortina, 2018); All’antica. Una maniera di esistere (R. Cortina, 2021).
In uscita: Album di famiglia e Nei silenzi degli addii (Mimesis, 2022).










