CALENZANO – Un’oasi di verde tra oliveti, vigneti, orti, campi e fitti boschi che ricoprono le pendici orientali della Calvana, in un’anfiteatro naturale che “guarda” verso la piana di Calenzano.
È il parco agricolo di Travalle, località nel comune di Calenzano ma a pochi chilometri da Prato, raggiungibile in dieci minuti di auto dal capoluogo.

Istituita nel giugno 2011, è un’area attrezzata con percorsi ciclopedonali di ogni livello di difficoltà, che nelle belle giornate di primavera diventa mèta privilegiata per una gita “fuori porta”. Qui infatti ci si può immergere nella bellezza di un paesaggio rurale plasmato dalla mano dell’uomo nel corso dei secoli passati, ma che conserva una forte impronta naturalistica: è un viaggio rigenerante fra storia e natura, reso ancora più “invitante” dalle molteplici attività che il parco consente di praticare.
Ci sono i viottoli sterrati in piano per una tranquilla biciclettata o una passeggiata adatta a tutta la famiglia, che portano anche i più piccoli al contatto con le specie vegetali e animali (occorre però un po’ di fortuna!) che popolano la vallata.
Ci sono gli stradelli lungo i campi e gli argini del torrente Marinella, ottimi per un giro a cavallo e molto frequentati dagli amanti dell’equitazione e della mountain bike.
Ci sono infine i sentieri segnalati che da Travalle salgono sui monti e sul crinale della Calvana verso Croce della Retaia e Croce di Cantagrilli, regalando scenari suggestivi e bei panorami su tutta la piana: anche qui, si va dai sentieri più semplici, adatti anche ai principianti del trekking, a quelli più lunghi e impegnativi, che presentano dislivelli notevoli.

E poi c’è il verde dell’agricoltura biologica e sostenibile, testimoniata dalla presenza di bioagriturismi e aziende agricole che coltivano prodotti a chilometro e a impatto zero, per tutelare l’equilibrio della valle e far riscoprire ai visitatori il piacere e la genuinità dei “prodotti dell’orto” di casa. Perchè il “green” non riguarda solo la salvaguardia dell’ambiente naturale e delle specie di flora e fauna che lo costituiscono, ma anche l’attenzione a tutto ciò che è ecosostenibile, dal cibo alla mobilità: e a Travalle, grazie all’istituzione del parco agricolo, è possibile apprezzare il “verde” in tutte le sue declinazioni.
Una proposta di facile itinerario a piedi, della durata di circa un’ora, per scoprire il parco e alcune sue bellezze è il cosiddetto “anello di Travalle”, percorso circolare con partenza e arrivo presso il Palagetto, all’incrocio tra via dei Prati e via di Macia, dove si trovano un parcheggio e un’area attrezzata con giochi per bambini e tavoli da picnic.
Si percorre via dei Prati in un breve tratto asfaltato, tra campi e oliveti, per raggiungere la villa-fattoria di Travalle, dimora rurale risalente al XVII secolo e già proprietà della potente famiglia fiorentina degli Strozzi, con annesse scuderie, stalla, magazzini e dipendenze; il complesso di edifici della fattoria, che danno vita a un piccolo borgo rurale, sono stati mantenuti in buono stato di conservazione e ancora oggi presentano visibili tracce della loro destinazione originaria. Da vedere il giardino della fattoria, oggi sede di ricevimenti, che si apre ad anfiteatro lungo il lato meridionale della villa: l’ampio spazio è occupato da fontane, roseti e limonaie, costituendo un bell’esempio di giardino all’italiana d’impianto sei-settecentesco.

Una breve deviazione sulla destra conduce, tramite una salitella, alla vetta del poggio su cui sorge la pieve di Santa Maria a Travalle, di fondazione duecentesca ma completamente rifatta nel XVII secolo, che colpisce per la sua essenzialità e semplicità nelle architetture e nella facciata. Accanto, il piccolo cimitero di campagna, circondato da cipressi, e punto di partenza per i sentieri che risalgono le pendici della Calvana.
Per continuare il nostro “anello” si costeggia il muro esterno del giardino della villa, fino al grande cancello di ingresso, e si volta poi a sinistra, in una strada di campagna che corre lungo il torrente Marinella. Siamo in aperta campagna e da questo tratto si può ammirare l’intera zona di Travalle, un anfiteatro naturale in cui le fattorie e le case coloniche ben si integrano in un paesaggio squisitamente “toscano”: le cime dei colli coperte da una fitta vegetazione ad alto fusto, in particolare di pini e lecci; le pedici occupate dagli oliveti; la vallata segnata dai filari degli alberi che seguono le strade e dalla “scacchiera” dei campi e delle coltivazioni.
Per non parlare dei colori: in primavera Travalle risplende nelle più varie tonalità di verde, colore dominante ma che si alterna al giallo dei prati in fiore e al marrone chiaro dei terreni da poco arati e pronti per la semina.

Usciti dallo stradello, si segue il corso di via di Macia per ritornare al punto di partenza. Il parco agricolo è raggiungibile direttamente da Calenzano seguendo via delle Bartoline e poi, superato il ponte, attraverso una “strada bianca” interdetta al traffico automobilistico e aperta solo a quello ciclopedonale – nel segno, appunto, di una mobilità “green” – che rappresenta una valida alternativa all’auto per godere delle bellezze del paesaggio rurale. Di recente, inoltre, sono stati promossi interventi di rimboschimento e di impianto di filari di alberi a medio e alto fusto lungo i percorsi e nelle aree verdi del parco.
Situato ai margini di un’area densamente urbanizzata e industrializzata, il parco agricolo di Travalle è oggi un importante “polmone verde” dove la natura incontra il paesaggio agrario e rurale e permette al visitatore non solo di camminare tra il verde per prendersi una “boccata d’ossigeno”, ma di riscoprire la bellezza e i piccoli piaceri di un turismo “lento” e di prossimità.










