di Lorenzo Cristofani
PISTOIA – Il grido di rabbia proviene dai residenti che vivono continui disagi dovuti al degrado in centro. La zona è quella compresa tra corso Gramsci, via della Madonna e via Verdi.
Una zona apparentemente appartata, forse troppo, al punto da esser divenuta il più grande gabinetto a cielo aperto della città.

Se sulla Sala i problemi principali sono i decibel e i gruppetti di adolescenti sotto effetto di alcolici e altre sostanze, qui la questione primaria è l’emergenza igienico sanitaria. La mattina, nonostante le camionette di Alia passino a disinfettare strade e muri con l’idrante, miasmi e tracce di deiezioni, umane e animali, ammorbano l’olfatto e la vista.
Siamo in vicolo San Michele, volta Bonanni, vicolo del Paradiso e vicolo dell’Amorino, sul retro del giardino di quella che fu la dimora della nobildonna e letterata Louisa Grace Bartolini, animatrice del circolo pucciniano di Scornio e protagonista del fermento intellettuale cittadino di metà Ottocento. Ma ormai di poetico non si respira niente: basta addentrarsi a qualunque ora per avere un’idea della via crucis che quotidianamente percorrono i malcapitati abitanti della zona.

I quali giustamente chiedono: perché l’amministrazione non intende far niente per garantire quel minimo di decoro che spetta ai residenti che pagano le tasse per avere dei servizi degni di questo nome e un minimo di decoro?
Lo stesso concetto di decoro che la giunta Tomasi ha sempre detto di perseguire, equivocandolo clamorosamente con quello di corretta gestione del ciclo integrato dei rifiuti, aspetto, anche quest’ultimo, non affrontato né gestito, come dimostrato dall’aumento delle tariffe di Alia a carico del contribuente.

Abbiamo parlato con alcuni residenti che hanno ribadito il lassismo del Comune a trecentosessanta gradi, mostrando foto e raccontando fatti; ha confermato la situazione di degrado pure suor Ana, madre badessa del Monastero Benedettino di Santa Maria degli Angeli, quello di fronte al Manzoni, in piazzetta Civinini, rinomato anche per il rosolio prodotto fino a poco tempo fa.
Alcuni esempi: una pietra serena uscita dalla sede è stata segnalata da gennaio ai cantieri comunali ma nessuno si è preso la briga di ripristinarla, quando l’intervento è stimato in meno di mezz’ora. Inoltre una sera una delle baby gang che usa i vicoli come orinatoio si è divertita a disconnettere il cavo di terra dell’illuminazione pubblica: nonostante la segnalazione ha provveduto a ripristinarlo eDistribuzione, la società del gruppo Enel che ha il monopolio della distribuzione elettrica ai clienti finali, per l’amicizia nei confronti di un utente, pur se di competenza esclusiva di Palazzo di Giano.

Insomma, la ritrovata efficienza dei cantieri comunali, così cara all’assessore Bartolomei, alla prova dei fatti si rivela una pia illusione.
Un gruppo di persone senza fissa dimora tutte le sera si ritrova in una rientranza di vicolo San Michele, lasciando regolarmente, oltre a bottiglie e deiezioni, fogli di alluminio o cucchiai, a indicare l’uso di particolari sostanze stupefacenti. Visto che un minimo di ordine e una sana disciplina non sono evidentemente attuabili, forse varrebbe la pena che l’Amministrazione provasse con qualche progetto di integrazione sociale, tentar non nuoce mai.
È chiaro che nessuno auspica uno stato di polizia o una telecamera ogni cinque metri, ma una pur iniziale presenza da parte del Comune è ormai improcrastinabile… almeno ora che inizia la campagna elettorale.







