PISTOIA – Dalle logge del Ceppo a quelle della Biblioteca Forteguerriana: la campagna elettorale del candidato sindaco Francesco Branchetti arriva alla sua seconda tappa, con la presentazione delle liste che lo sosterranno, ossia ‘Sinistra per Francesco Branchetti Sindaco’ ed ‘Europa Verde’. Al posto della pianta, simbolo del primo incontro, davanti al gazebo ci sono due nuovi oggetti: una mongolfiera, che rappresenta la volontà di volare alto e guardare a tutto il territorio pistoiese, e il globo terrestre, ossia il pianeta che va assolutamente difeso con politiche sostenibili e di stampo ecologista.

In rappresentanza della lista di ‘Sinistra’ ha dapprima parlato Ivano Bechini, che ha presentato il suo candidato a sindaco come il primo dopo tanto tempo “di rimettere insieme tutte le anime della sinistra”. “Il nostro obiettivo – ha proseguito Bechini – è ridare speranza ai cittadini pistoiesi, non solo un voto utile al meno peggio”.
Le stoccate al PD e, in particolare, alla sua candidata per le amministrative Federica Fratoni proseguono: “In consiglio regionale ha approvato una legge sulla difesa del paesaggio che distrugge la precedente, la quale era ritenuta la più avanzata d’Italia. Noi siamo antagonisti della destra e ci poniamo come alternativa al Partito Democratico”.
Per Europa Verde si è invece presentato davanti al microfono Fabrizio Geri. “Siamo una forza politica – queste le sue parole – che guarda alle future generazioni e ai giovani, già enormemente provati da questa pandemia. Un progetto di città sostenibile ed ecologica può essere un punto di partenza che da Pistoia arrivi poi in altre parti d’Italia a difesa di questo pianeta”.
“Una cosa sia chiara – ha concluso Geri – Non siamo qui a fare testimonianza, ma per vincere. Siamo convinti di poter portare Francesco Branchetti alla guida del Comune di Pistoia”.
Subito dopo è arrivato il momento del diretto interessato, che ha voluto concentrare il suo discorso sul luogo dell’incontro e della sua funzione pubblica. “La Biblioteca Forteguerriana è un bene pubblico che però sembra di nessuno – ha così esordito Francesco Branchetti – Il 9 aprile ho parlato di cura, oggi mi concentrerò sulla cultura. Cura e cultura in realtà sono sinonimi. Con la cultura non si mangia, come dice certa destra, ma ci si nutre, si cresce e ci si evolve. Perché è solo avendo un pensiero critico che si diventa cittadini”.
“La cultura soprattutto – ha concluso Branchetti – non è elitaria, ma di tutti. Deve essere pubblica, fruibile a tutti ed essere vista come un diritto. Una città Capitale della Cultura deve essere in grado di mettere a disposizione dei cittadini gli strumenti per eliminare le disuguaglianze. La destra non ha saputo tutelare la storia di questa città, basti pensare alla vicenda del Museo Marini. Vogliamo un lavoro ben retribuito e non precario per gli operatori del settore, coordinare le diverse proposte culturali e promuovere le realtà meno ascoltate. Sulla cultura, insomma, dobbiamo tornare a scegliere e non tirare a campare”.
(f.b.)










