mercoledì, Settembre 9, 2026

Le emozioni senza tempo della musica di Vecchioni al Politeama Pratese

PRATO – Una musica d’autore che attraversa i decenni e le generazioni, capace di regalare sempre grandi emozioni.

Roberto Vecchioni fa tappa al Politeama Pratese per il suo tour “L’infinito”, inizialmente programmato due anni fa e poi più volte rimandato a causa della pandemia, e ideato dal cantautore brianzolo per promuovere l’omonimo album, il suo ventisettesimo in studio, uscito nell’ormai “lontano” 2018.

Roberto Vecchioni in concerto al Politeama Pratese (foto di Giovanni Fedi)

Dodici tracce di pop d’autore che certificano una vena creativa non banale e la costante curiosità di Vecchioni per il mondo e la società: una curiosità che colpisce se riferita a un cantautore ormai vicino agli ottant’anni, ma estremamente prolifico e punto di riferimento costante nel cantautorato italiano.

La musica di Vecchioni ha proprio questa capacità, di solcare i decenni e attraversare le generazioni senza perdere mai la propria energia e la forza di un messaggio dai contenuti ora sentimentali, ora autobiografici, ora sociali e civili, che arriva dritto al cuore di chi ascolta.

Dall’esordio musicale con l’album “Parabola” nel 1971 è passato più di mezzo secolo, ma l’energia che Vecchioni mette sul palco e nel cantare i suoi brani è rimasta la stessa. È un viaggio a ritroso nella discografia del cantautore, dove le canzoni si alternano alle parole con il racconto di aneddoti e ricordi legati alla propria vita e alla “nascita” dei testi. Vecchioni non nasconde i propri sentimenti, cita episodi poco conosciuti e dialoga con il pubblico pratese, che lo accompagna con applausi per tutta la serata.

Da “La mia ragazza” a “Ti insegnerò a volare”, da “Sogna ragazzo sogna” a “El bandolero stanco”, scorrono i grandi successi che hanno reso Vecchioni uno degli interpreti più amati del cantautorato italiano; chiusura in grande stile con un doppio bis in cui il cantautore milanese esegue “Mi manchi”, “Luci a San Siro” (canzone “invidiata” da Guccini, per stessa ammissione dell’artista di Pavana) e soprattutto la famosissima “Samarcanda”, brano del 1977 che di fatto segnò il successo discografico di Vecchini e lo fece conoscere al grande pubblico.

A fine concerto, standing ovation della platea del Politeama per il cantautore, che ha ringraziato commosso per l’affetto tributatogli dal teatro pratese.

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