PISTOIA – Palomar cala le carte per le prossime elezioni amministrative di giugno. L’associazione – da quindici anni una specie di “pensatoio” per la città – ha rotto gli indugi e ha dichiarato di schierarsi a fianco a Branchetti.
Per domani, 7 maggio, alle ore 16, al Circolo “L. Bugiani” di Via Erbosa è previsto un incontro pubblico per spiegare le ragioni e le modalità dell’impegno assunto.

L’annuncio è stato dato dalla stessa Belliti sul suo profilo Facebook, dove spiega nei dettagli tutti i passaggi che hanno portato all’uscita dal Pd e alla creazione della lista civica.
“E’ passato più di un mese dalla mia uscita dal PD a causa delle posizioni sulla guerra in Ucraina – scrive Belliti -. In queste settimane la convinzione per questa scelta è accresciuta, e l’impegno per la costruzione di un’alleanza per la pace ha assorbito molto del mio tempo.
La pace non è un valore astratto, ma un concreto obiettivo politico, che ha bisogno di radicarsi nelle teste delle persone e nelle relazioni sociali. A ogni livello. Ha bisogno di tornare ad abitare i luoghi della politica, che da troppo tempo si è svuotata di valori comuni e condivisi.
In queste settimane tanti mi hanno cercato, scritto, parlato. Molti sono stati i messaggi di condivisione e di apprezzamento, pochi i messaggi di critica o di maliziosa insinuazione circa la contingenza del prossimo appuntamento elettorale comunale: pochi, ma meritevoli di attenzione e di rispetto perché è dalle critiche che più si impara e si coglie la differenza tra ciò che si è e come ti vedono gli altri.
Questa differenza è sostenibile se si è a posto con la propria coscienza. E io lo sono.
Dal PD ho avuto soltanto uno scambio epistolare molto rispettoso e sincero con il segretario comunale Walter Tripi; nessun altro del gruppo dirigente ha avuto da dirmi qualcosa, forse un segno ulteriore del fatto che la mia scelta è stata giusta.
In queste settimane tanti (non del PD) mi hanno chiesto di impegnarmi nelle elezioni amministrative di Pistoia. Ho riflettuto lungamente, come sempre misurando le azioni col criterio della coerenza e della giustezza delle posizioni. Non con la convenienza o la banale opportunità, che suggerirebbero di non fare niente.
Ma c’è un pezzo importante di società che non si sente più rappresentata, che va a votare controvoglia o non va a votare, che è combattuta tra i problemi personali e l’ansia di giustizia. L’ho incrociata in questi anni, in un dialogo serrato, anche conflittuale.
Alcuni di loro nel 2017 stavano da un’altra parte, e nel tempo, grazie al confronto sincero e libero sulla città, si sono superate diffidenze e pregiudizi. Altri hanno partecipato alle numerose iniziative promosse con la mia associazione, condiviso e seguito la mia opposizione, mai ideologica e sempre argomentata, alla giunta Tomasi.
Mi sono convinta che c’è bisogno di proporre un’alternativa vera alla destra che non ha governato la città, ma ha soltanto subordinato gli interessi generali a quelli privati. E c’è bisogno di aprire un’altra prospettiva per un centrosinistra rinnovato, che sappia costruire il futuro di Pistoia. A partire dalla cultura, dalla cura di persone e cose, dalla rigenerazione degli spazi pubblici: Pistoia di tutte e tutti.
Sono le parole pronunciate, anche pochi giorni fa, da Francesco Branchetti.
Conosco Francesco da molti anni; negli ultimi tempi abbiamo lavorato fianco a fianco nelle iniziative di sostegno all’Ospedale San Jacopo durante la pandemia.
E’ naturale oggi collocare il mio impegno in questa parte, rafforzandola e emancipandola dallo stereotipo di “sinistra radicale”, per farla diventare punto di riferimento per tutto il centrosinistra, come Francesco stesso ha detto qualche giorno fa.
Per tutte queste ragioni, sento come un dovere esserci e dare voce a chi adesso non ha né sente voce”.







