di Enrico Becchi
PRATO – Il sottopasso di via Ciulli torna finalmente al Comune di Prato. Lo scorso venerdì, dopo 12 anni dal tragico incidente in cui persero la vita tre donne nel sottopasso allagato, la Corte d’Appello di Firenze ha notificato al Comune il dissequestro della zona.
Già nel 2016 l’Amministrazione aveva presentato delle istanze per fattibilità di interventi che avrebbero consentito di mettere in sicurezza l’area dal punto di vista idraulico. Lo scorso febbraio sono iniziati i lavori per la cassa di espansione, pensata con lo scopo di contenere le piene del torrente Vella, e quindi di mettere in sicurezza sia la zona del sottopasso, sia quella delle nuove palazzine dell’ospedale Santo Stefano. Preso atto di tutto questo, al quarto ricorso presentato dal Comune, la Corte ha emesso in tempi rapidissimi il suo provvedimento, che adesso passa il testimone all’Amministrazione per realizzare gli interventi rimasti prima della riapertura del sottopasso.

”Ovviamente, prima di restituire il sottopasso alla viabilità, devono essere svolti degli interventi di manutenzione per liberarlo dall’incuria” chiarisce il sindaco Matteo Biffoni. ”Ma, prima ancora, i nostri tecnici devono effettuare dei sopralluoghi – già in corso – per valutare lo stato degli impianti di sicurezza già presenti, che sono fermi ormai da 12 anni”.
Gli impianti in questione sono pompe idrauliche di sollevamento, allarme acustico, allarme visivo e semaforo. A seconda di come sarà valutato il loro stato, questo andrà ad influire sul bilancio comunale e sul termine dei lavori.
”La nostra volontà – prosegue Biffoni – è quella di far combaciare la fine dei lavori per la cassa di espansione, prevista a settembre, con la fine degli interventi nel sottopasso. Se invece fosse necessario ripristinare qualche impianto, dei fondi sarebbero stanziati alla prossima variazione del bilancio di luglio, e allora i lavori potrebbero concludersi fra settembre e ottobre”.



