PISTOIA – Non compete all’Anpi inserirsi nello scontro tra le forze politiche in occasione delle competizioni elettorali. Questo in ragione del principio dell’autonomia che costituisce l’essenza della nostra associazione, accanto a quelle di custode della Memoria e presidio della Costituzione Repubblicana.
La “bufera” scatenatasi a Pistoia in seguito alla pubblicazione, avvenuta oltre un anno fa, di un post su Instagram da parte di un candidato della Lega già esponente di CasaPound, ci spinge, tuttavia, ad esprimere alcune considerazioni non tanto legate al fatto contingente (la definizione della festa della Liberazione come “giornata di lutto”, nonché “la più squallida” delle festività nazionali) su cui si sono immediatamente dissociati sia il sindaco uscente di FdI, sia il Commissario provinciale della Lega, quanto considerazioni relative alla legittimità dei sedicenti “Fascisti del terzo millennio”, portatori di idee, esperienze e obiettivi politici che nel 2019 CasaPound ha trasferito nella Lega di Salvini, trovandovi piena affinità programmatica.

Non è chiaro se, oltre a dissociarsi sul contenuto del post incriminato, il candidato a Sindaco per il secondo mandato e il Commissario leghista intendano prendere pubblicamente le distanze anche sull’eredità di idee e battaglie decennali portata da CasaPound alla coalizione di centrodestra, che a Pistoia si presenta compatta alle elezioni amministrative. Sia la conferma della candidatura al Consiglio Comunale di un personaggio candidato nel 2017 a Sindaco per CasaPound e portatore dei voti dell’estrema destra neofascista, sia la mancata dissociazione da un sistema di idee cui si contrappongono la XII Disposizione finale della Costituzione, nonché le leggi Scelba e Mancino, rappresenterebbero un grave oltraggio per il nostro Comune, medaglia d’argento per il contributo anche di sangue dato alla lotta di liberazione.
Nel nostro Paese il fascismo non è stato mai completamente debellato ed è ciclicamente riemergente: ricordiamo la lunga scia di stragi e attentati neofascisti susseguitisi nella storia della Repubblica, da Piazza Fontana all’Italicus, da Piazza della Loggia alla Stazione di Bologna; ultimo l’assalto recente alla sede nazionale della CGIL. Perché niente va dato per scontato e quanto è accaduto può tornare, se chi rappresenta le Istituzioni, anche locali, non sceglie di essere barriera al fascismo e presidio della democrazia










