mercoledì, Settembre 9, 2026

Gli infermieri contro la chiusura del punto nascite a Pescia, Nursind: “Un attacco al servizio pubblico”

PESCIA – “E’ un attacco al servizio pubblico ospedaliero e territoriale mai visto prima, che necessita di un’azione massiva e congiunta, senza fughe in avanti presuntamente unitarie da parte di singole sigle sindacali”. 

Rosa Scelta, segretaria territoriale Pistoia per il sindacato autonomo degli infermieri Nursind, lancia un appello all’unità, all’indomani dell’annuncio della chiusura del punto nascite del Presidio di Pescia.

“Le vicende riportate a mezzo stampa – dichiara Scelta – ci obbligano a pretendere chiarezza da parte della Direzione Sanitaria in primis e della Direzione Infermieristica e Ostetrica a seguire. La paventata chiusura del punto nascite e della neonatologia infantile merita interventi congiunti sia parte dei sindacati che della politica, nel rispetto dei propri ruoli: l’obiettivo comune è quello di tutelare il servizio, ma anche chi lo garantisce ogni giorno con il proprio lavoro”.

“Gli operatori sanitari – prosegue la delegata RSU per la Toscana Centro – subiranno ripercussioni importanti sulla gestione del lavoro e della vita personale. Un disagio che si va ad accumulare a un periodo di forte stress subito dal 2020 in poi a causa della pandemia. Spesso viene sottovalutato, ma tutelare il benessere di chi lavora nel sistema sanitario è fondamentale per ridurre il rischio clinico e di conseguenza salvaguardare la salute di tutti”.

“In Ostetricia – sottolinea Scelta – la problematica di carenza e gestione del personale si è rivelata essere già al limite da ottobre 2021, tant’è che si è provveduto a togliere 2 unità dal turno notturno per recuperare operatori. I medici pediatri sono da anni presenti h24 ma provengono dall’Ospedale San Jacopo; i ginecologi operanti nel presidio di Pescia sono in numero esiguo e non sufficiente a coprire i turni di lavoro notturno, compensati da personale proveniente da altri presidi”.

“Nel dettaglio: a chiusura avvenuta, nel presidio ospedaliero di Pescia rimarranno 4 ostetriche h12 che si occuperanno prettamente degli ambulatori; una unità o due verranno dislocate in consultorio e il restante personale nei vari ospedali dell’area vasta. Per gli operatori di supporto (OSS) si preannuncia la dislocazione nei reparti dove vi è carenza. La neonatologia, come reparto, verrà chiusa mentre rimarrà in essere il servizio ambulatoriale con orari dalle 7 alle 15″, spiega la segretaria Nursind. “C’è un altro problema cogente su Pescia: il depotenziamento del Pronto Soccorso, già impoverito di una unità infermieristica”. 

“Come forze sindacali dovremmo pensare a un’azione coordinata e unitaria per tutelare il personale: l’unico modo per dare voce e sostegno ai lavoratori è presentarci insieme in Regione come RSU e battere i pugni sulla scrivania al fine di pretendere le tutele dovute. Auspichiamo piena collaborazione tra le forze sindacali – conclude Rosa Scelta del Nursind – unitamente alle forze politiche, per riuscire a frenare la deriva del sistema sanitario territoriale”

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1 commento

  1. Voglio mettermi a ridere 😁😁😁 4 anni fa hanno ristrutturato il reparto ostetricia , cioè hanno speso soldi pubblici , hanno fatto la sala operatoria nel reparto per i cesarei ed ora chiudono😁😁😁 solo in Italia

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