mercoledì, Settembre 9, 2026

Protesi e disagio psichico, pubblicazione internazionale per una ricerca pistoiese

PISTOIA – Una valutazione empirica sulle conseguenze psicologiche del ricorso a cure mediche che utilizzano alta tecnologia, come avviene con i trapianti di organi, l’applicazione di dispositivi interni (ad esempio pacemaker) o l’applicazione di protesi esterne.

Augusto Iossa Fasano

Si tratta di un innovativo strumento conoscitivo e diagnostico che è il risultato di un progetto di Metandro, associazione di Pistoia presieduta dallo psichiatra e psicoanalista Augusto Iossa Fasano. A sottolineare l’importanza della novità è la recente pubblicazione di questo progetto sull’International Journal of Environmental Research and Public Health, prestigiosa rivista scientifica “open source”.

Lo studio, intitolato “Il futuro della medicina tecnologica: introduzione del test PBP-Q”, è stato realizzato con il sostegno della Fondazione Caript ed è consistito nella validazione di un questionario sul PBP, il Paradigma Bionico-Protesico. Il PBP è un metodo, elaborato in molti anni di lavoro dall’associazione Metandro, per la cura del benessere psicologico di chi viene sottoposto ad interventi di medicina hi-tech.

A beneficiare della novità sono, per primi, i pazienti portatori di protesi, che adesso hanno a disposizione un test per valutare il loro grado di adattamento psicologico ai dispositivi medici con i quali devono convivere.

Oltre ai pazienti, ne sono beneficiari i professionisti del settore psicologico, che possono accedere a uno strumento diagnostico che rileva in modo scientifico le conseguenze, sinora sottostimate, dell’utilizzo della medicina ad alta tecnologia.

Il progetto PBP-Q, cui dà rilievo internazionale la prestigiosa pubblicazione, si è svolto con la somministrazione di oltre 200 questionari ad altrettanti pazienti, con dati raccolti presso diversi centri clinici, tra i quali il reparto di neurochirurgia del Policlinico Gemelli di Roma e il servizio di emodinamica dell’ospedale di Prato.

La seconda fase del lavoro è stata dedicata all’analisi dei dati e alla conseguente validazione del test, tappa interamente svolta sul territorio pistoiese con la collaborazione di docenti dell’Università di Firenze. Una terza fase, infine, sarà sviluppata attraverso specifiche iniziative per illustrare a esperti e al pubblico più ampio le novità del progetto.

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