mercoledì, Settembre 9, 2026

Giullari, la grande musica della provincia italiana parallela alle Major

di Alberto Vivarelli

PISTOIA – C’è un mondo di grande musica che vive parallelo alle Major, band e musicisti di assoluto valore che sfuggono al trend commerciale che ha il solo scopo di vendere e, spesso, di bruciare talenti.

Report, in piena pandemia, ha iniziato un viaggio alla scoperta della bella musica di periferia, quella che si ascolta nei circoli e nei piccoli locali, oppure sulle diverse piattaforme musicali.

Così abbiamo scoperto artisti di assoluto valore come Roberto Minniti e Giampaolo Casu a Genova, il bolognese Natan che nel 2018 fu la guest star al concerto The Last Song al Santomato Live Club, e ancora i Taverna Umberto I dei fratelli siciliani Giuseppe e Gianfilippo Santangelo. A Pistoia abbiamo gli Overa e Piero Balleri che di recente ha inciso il suo primo brano cantautoriale di cui parleremo.

Insomma un vero e proprio modo che illumina il panorama musicale di luce propria senza bisogno di riflettori. In questo mondo abbiamo scoperto una band emiliana: Giullari, molto nota nel Ferrarese e un po’ più in su.

Incredibilmente bravi, singolarmente che come gruppo.

I Giullari (foto Giulio Masieri)

Al loro attivo hanno otto incisioni: sette produzioni e una cover – tutte curate nei minimi dettagli anche sotto il profilo della produzione -, che è possibile ascoltare e scaricare da Spotify, Apple Music, Itunes e Google Play, YouTube: Saltare, Mdus Rock and Roll, Luca Chiara, Lui non può, Prima che ti addormenti, Nobili e Giullari, Io sono quello; poi c’è una piccola perla: Bohemian Rapsody, una interpretazione che toglie il respiro da quanto è bella, tutta da ascoltare.

La band, attiva dal 1990, è formata da quattro musicisti di altissimo livello, come Marco Felix (voce e chitarra) che il pubblico pistoiese ben conosce per le sue performaces pistoiesi con i Mothership- Led Zeppelin al Santomato Live, oppure il concerto del Primo maggio scorso al circolo Arci Le Fornaci con Andrea Ranfagni. Insieme a lui troviamo Mauro Pavani (basso e cori), Geppo Beltrami (batteria e cori), Sam Seghi (tastiere chitarre e cori).

Eccellenti individualità che offrono una fusion di grande spessore.

Marco Felix (foto di Gliulio Masieri)

Ascoltando i brani dei Giullari, la vera sorpresa, per chi ha assistito ai concerti dei Mother, è proprio Marco Felix: conoscevamo il grande chitarrista, non la sua splendida voce e quanto sia bravo lo si capisce proprio nell’interpretazione di Bohemian, un brano difficilissimo che ben pochi “provano” a fare, ebbene Marco supera i passaggi più complicati con grande disinvoltura (“Mamaaa, life had just begun, But now I’ve gone and thrown it all away”, ad esempio); sostenuto da un accompagnamento superlativo al piano (Nord) di Sam Seghi.

Insomma una gran bella voce che si esalta ancora di più con i testi in italiano dei brani composti dal gruppo.

Sì, perché questa band di rockettari (sottotitolo nel loro logo: On The Rock Way), che è passata senza alcuna titubanza dalla musica commerciale all’hard rock, alle cover di band di non facile interpretazione, ha scelto di fare produzioni nella nostra lingua, quando quasi tutti fanno percorsi inversi. Il risultato è stupefacente, davvero difficile scegliere il pezzo migliore, perché tutti hanno testi molto belli sorretti da una sonorità che avvolge chi ascolta e lo proietta in quegli spazi dove tutto si può realizzare: i sogni. E allora si lascia scegliere al cuore, ed ecco Prima ti addormenti, che di prende quasi per mano per portarti verso un luogo tutto da esplorare ma che la musica ti aiuta a disegnare.

Dalla parte opposta c’è Nobili e Giullari che fa saltare, fa ballare, un brano che è a metà tra rock classico e ballata, come lo è Mdus Rock and Roll.

Poi c’è Luna chiara, un pezzo intrigante: all’inizio ti culla per poi esplodere in un suono pieno di ritmo che fa schizzare dalla poltrona.

Bravi davvero questi Giullari. Se qualcuno avesse voglia di ascoltarli dal vivo, il 1 giugno saranno al Rock a Fe, a Malborghetto di Boara (Ferrara), il 9 giugno al Pacero sotto le stelle a Occhiobello, Rovigo)

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