di Daniela Belliti*
PISTOIA – Pistoia ha bisogno di pochi ma assolutamente necessari interventi viari infrastrutturali:
– su via Salvo d’Acquisto, per scaricare viale Adua dai flussi di attraversamento
– il nuovo casello autostradale Pistoia Est con il completamento dell’Asse dei Vivai, strategici per togliere traffico dal tratto sud della tangenziale (e non serve la terza corsia)
– una strada parco interquartiere a nord, che unisca finalmente i viali di circonvallazione con via Antonelli e superi l’intasamento delle strade piccole e residenziali del quartiere
– il completamento della tangenziale est verso la Pistoia/Riola per superare la strettoia di Candeglia (di competenza provinciale).
Si tratta di interventi testati e studiati con le ricerche accurate svolte per la redazione del Piano della Mobilità Sostenibile.
Leggiamo con stupore che l’assessore Cialdi promette – ora, in piena campagna elettorale, senza un confronto vero – di portare in approvazione in Consiglio comunale il nuovo Piano del traffico e propone un progetto da 15 milioni di euro per il viale Adua. Dopo aver tenuto fermo il progetto per 5 anni, che cos’è se non pura propaganda?
Inoltre i programmi di Tomasi e Fratoni si equivalgono su una proposta non verificata da studi e ricerche, fortemente impattante ambientalmente, ma utile a catturare una porzione di consenso elettorale: la cosiddetta variante di Pontenuovo.
1) sui documenti di aggiornamento del piano della mobilità non se ne trova cenno;
2) si tratta di una ipotesi risalente ai lavori per il regolamento urbanistico degli anni ‘90, scartata perché avrebbe violato l’ultimo lembo di campagna rimasto tra la città, Sant’Agostino e le colline;
3) con il completamento dei raccordi tra Montale, Montemurlo e Prato, il traffico pesante – che già oggi sarebbe vietato, ma che nessuno controlla – può tranquillamente usare la tangenziale;
4) i soldi impegnati dalla Regione per uno studio di fattibilità di un’opera non prevista urbanisticamente né avvalorata da studi sui flussi sono uno spreco.
Infine, nelle ultime settimane era tornata alla ribalta un’altra idea vecchia, la Variante Pontepetri-Signorino, di competenza provinciale. Anche qui la Regione aveva stanziato 80.000 euro per lo studio di fattibilità. Ma poi chi se ne intende davvero ha fatto presente che, essendo la stima dei costi di quest’opera attorno agli 80 milioni, non è sostenibile economicamente e la cifra stanziata per lo studio è semplicemente ridicola.
Noi vogliamo amministratori locali, regionali e nazionali che fanno spendere bene le risorse – poche – disponibili e sostengono i progetti davvero utili.
Il sole per tutt* – Francesco Branchetti Sindaco









