mercoledì, Settembre 9, 2026

Addio Roberto, hai dato tutto alla Pistoiese, sei stato un grande Presidente

di Alberto Vivarelli

PISTOIARoberto Dromedari, deceduto ieri all’età di 84 anni, è stato un imprenditore di successo nel settore delle calzature ma è ricordato soprattutto per il suo grande amore per lo sport: il ciclismo prima, il calcio poi.

Da sinistra, Caciagli e Roberto Dromedari

La Pistoiese fu la sua passione assoluta, l’amò a tal punto da sacrificare tutto, se stesso e la sua azienda, ma non fu sufficiente a ricordarlo con rispetto, quel rispetto a cui hanno diritto tutti coloro che nello sport rischiano in proprio, indipendentemente dai risultati sul campo.

Roberto Dromedari amava la Pistoiese in maniera viscerale e proprio questo amore lo portò a fare sbagli, come li aveva fatti Melani prima di lui, come li fece Roberto Maltinti, un altro presidente che mise nella Pistoiese tutto ciò aveva, come li fecero tutti coloro che si misero al comando della società arancione.

Amava la Pistoiese e odiava i traditori, i falsi amici e di falsi amici Roberto ne ebbe diversi: al suo fianco quando la ruota girava nel verso giusto, in fuga alle prime nuvole.

Nel 1984 acquistò la società arancione da Marcello Melani facendosi carico dei molti debiti, di giocatori super pagati ma mettendo a bilancio anche un settore giovanile di altissimo livello: Daniele Baldini, Pierpaolo Bisoli, Luigi Apolloni, Paolo Perugi tra tutti.

La Pistoiese della stagione 1984-85

Il primo anno fu un disastro, non avendo il tempo di fare mercato, si affidò a dirigenti che pensavano più al loro tornaconto che alla società; qualcuno si fece pagare addirittura in anticipo per poi dileguarsi quando le cose si misero male. Fu costretto a confermare quasi tutta la rosa della retrocessione, formata da molti giocatori anziani e con stipendi molto alti. Sulla panchina, con Caciagli (la logica della scelta rimane un mistero) iniziò il balletto degli allenatori: Giammarinaro e poi Malavasi.

La Pistoiese retrocesse all’ultima giornata con la sconfitta a Reggio Emilia, dove con due gol di vantaggio si fece rimontare e superare; Garritano sbagliò un rigore clamoroso.

L’anno successivo, Dromedari volle affrontare la C2 per vincerla, chiamò Nello Santin che mise dentro i migliori giovani del vivaio (Apolloni, Baldini, Bisoli, Perugi, Calonaci, Marco Magni, Giannino Giannini, Andrea Pinelli, Mario Ansaldi, Claudio Serraglini) e pescando il meglio sul mercato: confermò Carlo Riccetelli in porta e prese Salvatore Polverino a dirigere la difesa, poi Giorgio Bilotta, Giampiero Cardinali Claudio Di Prete, Giovanni Giannoni ,Ugo Guerra , Andrea Mitri, Fulvio Zuccheri; per l’attacco due uomini di grande qualità Giuseppe Tortora e il bomber Cesare Vitale.

Grande squadra e grande gioco che riavvicinò i tifosi ma la Pistoiese mancò la promozione nell’ultima partita a La Spezia (finì 2-2).

Da lì crollò tutto e iniziò una lunga sofferenza – nonostante la presenza di Marcello Lippi in panchina e l’anno successivo di Natalino Fossati – che portò alla cancellazione della società, una decisione che Dromedari si è portato dentro con sofferenza fino alla fine dei suoi giorni.

“Sono stato tradito – disse – parlando di un suo collaboratore di fiducia”, un’amarezza che nemmeno il tempo è riuscito ad alleggerire. Un concetto che ribadiva in tutte le nostre telefonate.

Roberto Dromedari è morto nella convinzione di essere stato scippato a un passo dall’iscrizione al campionato 1988-89 (aveva già in mano le garanzie fideiussorie dei presidenti di Fiorentina e Pisa), quando si rifiutò di firmare una cessione capestro, ma merita di essere ricordato con affetto e riconoscenza perché gli sforzi che fece dall’84 all’88, furono immani, sia sotto il profilo economico che umano. Per questo merita di essere ricordato come un grande presidente, perché lo fu.

Ai figli, Marella e Andrea Dromedari, le condoglianze di Reportpistoia.

Anche la Pistoiese si unisce al dolore dei figli: “Dromedari, che fu il successore di Marcello Melani – si legge in una nota -, ebbe in sorte annate difficili alla guida dell’Olandesina verso la quale, raccontano le cronache, ha dedicato importanti risorse economiche e dimostrato un grande attaccamento. Con Dromedari scompare un pezzo della storia arancione. Alla famiglia di Roberto, in particolare al figlio Andrea, giunga il cordoglio della Us Pistoiese 1921”.

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