di Ilaria Lumini
PISTOIA – “Alla politica della paura noi contrapponiamo la politica della speranza, dei fatti, delle idee. Alla politica di chi ci discredita abbiamo sempre contrapposto la politica della città e per la città”.

Il sindaco uscente Alessandro Tomasi (candidato alle elezioni) chiude la campagna elettorale in piazza del Globo, in centro storico a Pistoia.
“C’era un brusio di sottofondo in questi giorni che diceva che noi non avevamo la possibilità di parlare con Firenze, con Prato, con la Regione Toscana, perché non apparteniamo allo stesso colore politico. Ma cinque anni fa mi ha eletto il popolo, democraticamente mi hanno eletto i miei cittadini ed è quello che avverrà lunedì. Le istituzioni si rispettano, sempre, Eugenio Giani è il mio presidente della Regione e da lunedì, se sarò eletto Sindaco di nuovo, tornerò in Regione a parlare”.

E Tomasi ha iniziato con la sanità: “Chiederemo a Giani che ci siano più medici ed infermieri, il nostro ospedale che non sia di serie B. Costruire insieme una sanità territoriale vera che non intasi l’ospedale, che accolga i pazienti e i malati prima di andare al San Jacopo e lo faremo nell’ospedale che abbiamo costruito in questi anni, l’ex Ceppo, che diventerà un ospedale di comunità”.
Piano rifiuti: “Chiederemo che ci dia finalmente un piano dei rifiuti che dica a tutti quello che si deve fare con una programmazione”.
Hitachi: “Gli chiederemo di fare finalmente un tavolo con Hitachi, con una grande multinazionale, con sindacati, lavoratori, Rsu, per decidere lo sviluppo di Hitachi, per fargli realizzare infrastutture importanti in Toscana, per aiutaere l’indotto a crescere, per aiutare a sviluppare l’Its per formare i ragazzi al lavoro. Gli chiederemo che Pistoia diventi un partner di sviluppo economico, che vuol dire lavoro, posti di lavoro e dignità per le famiglie”.
“A quei tavoli ci andremo con le nostre idee, con la nostra identità, e sono contento di trovare persone che non sono della mia parte politica, a cui non devo niente della mia carriera politica, così sarò totalmente libero, e non svenderò la mia città per i miei interessi o per la mia carriera politica” ha continuato Tomasi.
“In questa avventura di cinque anni e anche adesso ho avuto accanto a me un gruppo di uomini e donne di età differenti, lontani da ogni forma di razzismo, liberi, lavoratori, uomini e donne che affondano la loro identità nella nostra comunità democratica. Per la nostra città, metterci la faccia per continuare questa avventura, anche quando dobbiamo dire di no, anche quando c’è bisogno di sola assistenza morale. Continueremo a essere concreti, la concretezza ci deve guidare, e questo non vuol dire non avere ambizioni, ma non creeremo mai aspettative: non faremo promesse che non possiamo mantenere. Non acceteremo mai alcuni stereotipi, noi continueremo a lavorare per l’ambiente (regolamento del verde, bilancio arboreo, parchi recuperati, piste ciclabili); continueremo a portare i servizi essenziali nelle frazioni; costruiremo un regolamento urbanistico all’altezza di una città del futuro; noi non abbiamo paura a parlare di sociale a testa alta, non abbiamo lasciato indietro nessuno, abbiamo ascoltato tutti, abbiamo provato ad aiutare tutte le persone che si sono rivolte al sociale, in un momento di difficoltà di pandemia”.
“Noi crediamo nei servizi educativi, costruiamo progetti, aiutiamo il privato che deve stare al pari con il pubblico. Noi crediamo che le scuole debbano essere sicure, a norma, belle. Siamo la coalizione dello sviluppo economico, abbiamo tante idee. Il privato non è nemico del pubblico. Se si crea lavoro e sviluppo economico il privato si deve sentire aiutato”.










