di Mattia Tonini
PISTOIA – Chiusa ieri sera, dove tutto ha avuto inizio, la campagna elettorale di Francesco Branchetti, candidato sindaco del Polo progressista ed ecologista.
Una campagna elettorale portata a termine in una Piazza Giovanni XIII gremita dai suoi sostenitori ed accompagnata dalla musica del gruppo “the Guantanamos”, in un clima di festeggiamenti, abbracci e commozione prima della decisiva domenica di voto.

È stato un Francesco Branchetti visibilmente emozionato quello di ieri sera che apre così il suo discorso finale: “Vi chiamo come ci hanno chiamato, visionarie e visionari, sognatrici e sognatori, compagne e compagni, cittadine e cittadini. Questa è l’atmosfera delle grandi possibilità che abbiamo costruito insieme, consapevoli delle nostre radici che sono la Resistenza e l’antifascismo. Le mie tre parole chiave sono cura, servizio e sogno: esse rappresentano le tre primavere della mia vita. Per me il lavoro d’infermiere è la cura, gli scout sono il servizio e la politica è il sogno”.
“I politici possono prendere tutte le decisioni che vogliono – ha proseguito – ma è la politica fatta dal cittadino a fare la differenza. Bisogna ripartire dall’ascolto dei bisogni e dalla curiosità verso tutto il nostro territorio: il mio quaderno è pieno delle voci di molte persone. Mi dispiace non aver potuto parlare con tutti, perché essere di Sinistra vuol dire non lasciare nessuno indietro. Il nostro diventerà un progetto corale”.
È su questa idea di un nuovo progetto corale, inclusivo, che vengono ricapitolati e riassunti gli interventi in rilievo del programma: ambientalismo ed ecologia dentro e fuori le mura pistoiesi, ridisegnamento della mobilità sostenibile attraverso piste ciclabili e mobilità dolce in generale, implementazione di comunità energetiche rinnovabili ed edilizia più verde e sostenibile, trattamento delle ferite del corpo sociale.
“La politica socio-sanitaria deve essere una priorità – ha aggiunto Branchetti – così come la regimazione delle acque, la cura delle fosse di scolo, il taglio dell’erba, la gestione del bosco, il ripristino del reticolo delle strade bianche: insomma portare manutenzione e cura dappertutto, dal centro città alle periferie, dalla collina alla montagna. C’è bisogno di più risorse per gli enti locali e continuano a dirci che la nostra è un’economia di guerra e di armi: basta con la guerra e le armi”.
“Tra i nostri impegni c’è anche quello di un museo diffuso della Resistenza per la nostra memoria e per la nostra identità antifascista. Non abbiamo fatto questa campagna con i tatticismi dei voti disgiunti , ma con il coraggio di piantare un seme per la Pistoia del futuro. Non finisce con il voto: si continua con il programma da una parte e con questo quaderno rosso dove ci sono le voci della città e a cui potranno aggiungersene altre”.
Il candidato sindaco ha così concluso: “La mia promessa a questo corpo sociale è quella della cura, Io starò al mio posto, fedele al mandato di cambiamento che la città mi ha messo tra le mani. Voglio ringraziare la coalizione fatta da tutta la Sinistra, che ha scelto di unirsi come non accadeva da anni. Per questo, quando sarà finita questa fase elettorale, daremo vita ad un momento assembleare e corale che si riconosca nei punti essenziali del ‘prendersi cura, fare politica’. Questa esperienza non può finire qui, aldilà di qualsiasi risultato, perché si creato quello di cui Pistoia ha assolutamente bisogno. Ve lo prometto: siamo solo all’inizio. Vogliamo la primavera e così sarà. E sarà bellissima”.









