di Giacomo Martini
PARIGI – E’ morto all’età di 91 anni Jean-Louis Trintignat, un’icona, una leggenda del Cinema Francese ed internazionale, nei suoi 70 anni di carriera ha lavorato con tutti i più grandi registi del mondo conquistando le platee internazionali ed una serie impressionante di premi.
Figlio di un industriale, non segue le orme del padre. Abbandona gli studi di legge e si trasferisce a Parigi per studiare recitazione. Frequenta i corsi di Charles Dullin e Tania Balachova, arrivando all’esordio sul palcoscenico nel 1951. Senza grande successo.

Sarà il regista Roger Vadim a puntare su di lui e a volerlo per il cinema. Il successo arriva con “E Dio creò la donna”, con la giovanissima Brigitte Bardot, la regia è di Roger Vadim. Si parla di una relazione con la bella attrice. Si arruola nell’esercito per la guerra di Algeria. Nel 1966 è il protagonista di “Un uomo, una donna”, di Claude Lelouch. Film che colleziona quarantadue premi internazionali, tra cui la Palma d’oro di Cannes (ex aequo con “Signore & Signori” di Pietro Germi), gli Oscar come miglior film straniero e miglior sceneggiatura originale e il Golden Globe ad Anouk Aime.
Inizia a lavorare con registi italiani per Giuseppe Patroni Griffi in “Metti una sera a cena” (1969); è un ‘tormentato piccolo borghese’ in “Il conformista” (1970), di Bernardo Bertolucci; il ‘raffinato omosessuale’ ne “La donna della domenica” (1975), di Luigi Comencini, al fianco di Marcello Mastroianni e ‘il medico disilluso’ de “Il deserto dei tartari” (1976), di Valerio Zurlini, stavolta al fianco di Vittorio Gassman.
E poi ancora per Ettore Scola, in “La terrazza” (1980), questa volta tutti e tre insieme: Mastroianni, Gassman, Trintignant e in più Ugo Tognazzi. Nel 1983 ‘torna in patria’ con “Finalmente domenica”, ultimo film François Truffaut, al fianco di Fanny Ardant. Approda, poi, alla pellicola americana, con “Sotto tiro” (1983), di Roger Spottiswode, recitando con Nick Nolte, Ed Harris, Gene Hackman e Joanna Cassidy.
Lelouch lo riscrittura per “Un uomo, una donna”, ed eccolo in “Un uomo, una donna oggi” (1986) nuovamente in coppia con Anouk Aimée. Nel 1994 Krzysztof Kieslowski lo scrittura per “Tre colori: Film rosso”. Per l’interpretazione del ‘giudice maligno, demiurgo e patetico’ si conquista un posto negli annali della storia cinematografica.
Una carriera unica e irripetibile con la quale ha attraversato mondi, esperienze, personaggi tanto diversi quanto contraddittorii riuscendo sempre a proporsi in un equilibrio interpretativo di rara qualità.









