FIRENZE – Il Forte Belvedere riapre alla città con due nuove mostre incentrate sulla fotografia, sulla video arte e sulle nuove tecnologie digitali.
“Ciò dimostra quello che perseguiamo da tempo – ha dichiarato Dario Nardella, Sindaco di Firenze – ovvero che questo luogo non è più solo un ‘belvedere’ ma uno spazio d’arte contemporanea”, e da oggi fino al 2 ottobre 2022 possiamo vedere “Play It Again” di Rä di Martino, a cura di Sergio Risaliti (un progetto di Museo Novecento), e FOTOGRAFE! a cura di Emanuela Sesti e Walter Guadagnini (presentata e promossa dalla Fondazione Alinari per la Fotografia e dalla Fondazione CR Firenze, in collaborazione con il Comune di Firenze).

FOTOGRAFE! si è sviluppata su due sedi: la Palazzina del Forte Belvedere (via San Leonardo 1) e la vicina Villa Bardini (Costa San Giorgio 2), “altra perla dell’Oltrarno fiorentino con vista incomparabile della città dalla riva sinistra dell’Arno. È bello che per tutta l’estate questi due luoghi siano visitabili insieme, in una collaborazione che ci auguriamo sia sempre più stretta”, per ripetere le parole del Sindaco Nardella. La mostra ha per protagoniste assolute le fotografe di ieri e di oggi, in un unico itinerario, ricco e suggestivo, che vede affiancarsi opere originali degli Archivi Alinari a produzioni contemporanee.
Anche dal Forte Belvedere possiamo godere una sublime vista e qui su questi bastioni si sono susseguite importanti mostre di grandi artisti “che hanno trovato nella cornice architettonica del Forte lo scenario perfetto per le loro installazioni”, come ha detto Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento, ricordando che cinquant’anni fa veniva inaugurata al Forte Belvedere la grandiosa mostra di Henry Moore, “una tra le più celebrate e ricordate del XX secolo – continua Risaliti –. Iniziava allora lo straordinario percorso nell’arte moderna e contemporanea di questo luogo, da allora definito e vissuto come museo a cielo aperto. In questi cinque decenni il Forte Belvedere ha consolidato la sua identità e la sua funzione espositiva a livello internazionale”.
Oggi il Forte Belvedere ospita la mostra personale di Rä di Martino, dando spazio per la prima volta nella sua storia espositiva a una giovane artista che, al posto di sculture monumentali, costruisce lo spazio incantando i visitatori con una serie di installazioni video dal carattere fortemente meditativo.

Rä di Martino rielabora gli archetipi della cultura filmica ponendoci di fronte alle sfide del nostro tempo, facendoci sentire nel vivo dell’attualità, anzi, della cronaca, attraverso la leggerezza e l’ironia che le sono proprie. La guerra e gli strumenti di morte, la violenza e l’orrore vengono depotenziati attraverso escamotage ludici che, almeno al Forte Belvedere, sembrano trascendere la barbarie della guerra, senza farci dimenticare che il conflitto fa parte tragicamente della storia dell’umanità ma, al contempo, senza esimerci dal giudicare l’irrazionalità degli strumenti bellici.
Le opere di Rä di Martino sono abitate dai personaggi che si riaffacciano, in maniera quasi casuale, sotto forma di caricature di loro stessi in bilico tra il grottesco e il pietoso, dando vita a una sorta di archeologia del ricordo della cultura di massa. Questi personaggi, quasi “eroi” della nostra infanzia, vengono catapultati in ambientazioni atemporali o senza storia o ancora in contesti totalmente differenti, frutto di un ironico citazionismo cinematografico. Entra così in gioco l’elemento destabilizzante che, dopo un’iniziale attrazione, ci disorienta.
Le citazioni cinematografiche e hollywoodiane di Rä non si limitano alle scenografie o ambientazioni, ma si traducono anche nelle tecniche di ripresa o di illuminazione utilizzate. Hollywood è per l’artista una continua fonte di ispirazione, per la visione consumistica delle grandi produzioni cinematografiche che contagiano la società che ne fruisce, richiamando le idee della pop art di Andy Warhol.

La mostra Play It Again si snoda su due piani all’interno della Palazzina del Forte Belvedere. Nelle ampie e suggestive sale al piano basso del bastione vengono presentati quattro video, di cui tre sono stati scelti tra quelli realizzati dall’artista a partire dal 2014, mentre The Laughing Dice è stato realizzato negli ultimi mesi per essere presentato in questa sede, dove dei piccoli “dadi” imprigionano volti che ridono, piangono, si disperano, si arrabbiano, vittime di un sortilegio o di un deus ex machina, un burattinaio che ha già scritto la sceneggiatura per noi… al succedersi dei dadi aumentano le facce in gioco e dunque si moltiplicano le emozioni che intervengono anche tra i dadi stessi.
Il secondo piano della Palazzina è occupato da una sola grande installazione, costruita attraverso una combinazione inedita composta da una serie di opere realizzate nel recente passato, dove ci troviamo immersi in uno scenario di guerra totale, tra terra e cielo, tra realtà e finzione, dove carrarmati reali e costruiti con il legno transitano per le città del mondo o sembrano occupare lo spazio extraterrestre, in una sorta di performance infantile e un po’ carnevalesca.
A terra una serie di palle di cannone e piccole sfere sembra depositare ai nostri piedi una costellazione, un universo che sembra coinvolto nel grande gioco della guerra.
Play It Again, come recita il titolo, è la messa in scena di conflitti reali e fantastici, perché tutto ciò che esiste – gli esseri umani, gli dei o il cosmo – esiste attraverso conflitti e contrasti, guerre e scontri tra opposti, una disputa continua di elementi e concetti che appare allo stesso tempo bilanciata, armoniosa e persino bellissima.

La mostra FOTOGRAFE! non segue un andamento cronologico, ma è costruita per analogie, differenze, suggestioni, per temi e generi, primo tra tutti il ritratto fotografico, mettendo insieme in un unico percorso fotografie e fotografe nate in epoche, luoghi e contesti sociali diversi: l’intento è non tanto e non solo la ricerca di uno specifico e quanto mai ipotetico ‘sguardo femminile’, quanto l’individuazione della centralità di alcune personalità – spesso sottostimate – nello sviluppo della ricerca fotografica sin dai suoi albori. La presenza delle autrici contemporanee costituisce un ulteriore momento di riflessione che investe le pratiche artistiche odierne, a partire dal rapporto con il passato e con la memoria, siano esse individuali o collettive, all’interno di un mondo in continuo mutamento, dove anche i ruoli sociali e i paradigmi ad essi legati sono in costante divenire.

Le opere di FOTOGRAFE! provengono da diverse collezioni di oltre quaranta fotografe, in molti casi inedite, a partire da quelle delle prime dagherrotipiste degli anni ’40 dell’Ottocento, come la francese Bernardine Caroline Théodora Hirza Lejeune (Parigi 1824- 1895), o le stampe originali di Julia Margaret Cameron, Dorothea Lange, Margaret Bourke-White, Lucia Moholy, Maria Mulas, Ketty La Rocca, Lisetta Carmi, Diane Arbus, Bettina Rheims, per citarne solo alcune, che si confrontano con le produzioni di dieci autrici italiane, Eleonora Agostini, Arianna Arcara, Federica Belli, Marina Caneve, Francesca Catastini, Myriam Meloni, Giulia Parlato, Roselena Ramistella, Sofia Uslenghi, Alba Zari, rappresentanti della più giovane generazione, nata dopo il 1980, che va affermandosi in questi anni sia sul piano nazionale che su quello internazionale, presenti con opere che interagiscono con il patrimonio storico Alinari.
Le autrici innescano dunque una conversazione ideale con le fotografie storiche e con l’archivio stesso, proponendo così anche nuove chiavi di lettura alle immagini provenienti da un passato talvolta lontanissimo.
È stata anche un’importante prova di collaborazione tra istituzioni e enti: tra il Museo Novecento, il Comune di Firenze, MUS.E, la FAF – Fondazione Alinari per la Fotografia, la Fondazione CR Firenze e la Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron.









